Pubblicato da: miclischi | 30 marzo 2020

Alla scoperta della Toscana in R4: ganzo, ma…

Pubblicato da Infinito Edizioni all’inizio del 2020.

Proprio una bella serata, quella alla Libreria Civico 14 di Marina di Pisa. Era il 19 febbraio e – allora si poteva – una piccola folla si è radunata negli spazi accoglienti di di questa nuova e coraggiosa libreria – aperta solo da pochi mesi – per sentire Francesca Volpe raccontare il suo libro fresco di stampa: La Toscana in Renault 4.

Una piccola folla di amanti dei libri e di estimatori di questo genere di eventi organizzati dalla libreria, anche se siamo decisamente fuori stagione.

Ma, soprattutto, una piccola folla di appassionati di questa straordinaria automobile che ha rappresentato per tanti guidatori un’epoca indimenticabile della propria esperienza alla guida. Le prime prove per imparare a guidare (ma non ci si poteva andare a fare l’esame di patente perché quel cambio inusitato non era ammesso); i primi approcci intimi automobilistici incoraggiati dall’ampio monosedile anteriore; le tante avventure vacanziere epiche; le infinite gioie indelebili legate a questa macchina speciale.

E’ venuta proprio in R4, Francesca Volpe, dalle sue campagne proprio in mezzo alla Toscana. E’ venuta fino a Marina per raccontarci della sua decisione – qualche tempo prima –  di rimettere in sesto la vecchia Renault del nonno per andare alla ricerca e alla scoperta di luoghi – noti e meno noti – belli, interessanti e appassionanti della nostra regione.

Con un occhio di riguardo ai luoghi che, al di là del loro fascino e della loro bellezza, ospitano attività (agricoltura, artigianato, accoglienza ed altro) che si svolgono nel rispetto dell’ambiente. Ed ecco infatti quel termine, ecofilia, che compare nel sottotitolo: Viaggio sui sentieri dell’ecofilia e della libertà.

Una bella serata in cui fioccano le domande, le richieste di approfondimento, le curiosità. E in cui emerge con forza anche uno dei pensieri-guida dell’autrice: che questo tipo di viaggi servano a scoprire luoghi e persone, ma soprattutto a scoprire se stessi.

Renault 4 in tempi remoti: a Bocca di Serchio nel 1980

La lettura del libro (di cura editoriale non impeccabile) risultò piacevole ma anche in qualche modo un po’ deludente, per lo meno rispetto alle aspettative. Nel corso della lettura ritornò quasi scherzosamente alla memoria quel libro letto qualche anno fa sul compositore sovietico Dmitri Shostakovich e recensito con un pezzo dal titolo C’è poco Shostakovich in questo libro. Già, perché in questo libro di Francesca Volpe c’è poca Renault 4, e tutto sommato ci sono anche pochi luoghi. Abbondano, quelle sì, le persone incontrate da Francesca Volpe durante il suo girovagare per la Toscana. Ed è bello notare come gli incontri – quelli cercati ma soprattutto quelli fortuiti – siano uno degli ingredienti della grande soddisfazione del viaggiare. Ed è veramente stupefacente notare con quante diverse persone in diversi contesti l’autrice si sia fermata a parlare, riflettere, in alcuni casi anche lavorare, durante questo viaggio tutto sommato breve.

Un’impresa memorabile con la Renault 4: al Circolo Polare Artico, 1990

Ma… se all’inizio c’era un’attenzione anche narrativa alla descrizione dei paesi, dei villaggi abbandonati, dei boschi, dei castelli, delle rupi, insomma dei luoghi, e anche alle performance discontinue ma soddisfacenti della macchina, progressivamente il libro sminuisce queste componenti. E’ un vero peccato, perché alcuni di quei luoghi-  raccontati in dettaglio all’inizio del libro – vien proprio voglia di andarli a visitare. Poi però, con l’avanzare del libro, i luoghi in sé sembrano perdere di importanza e prendono il sopravvento le aziende o le persone che in quei luoghi l’autrice va a trovare. Più si va avanti nella lettura e più si ha quasi l’impressione di essersi calati in un catalogo incalzante di aziende che praticano agricoltura biologica o biodinamica, o che comunque rispettano l’ambiente (debitamente indicate con i rispettivi siti web). Per non parlare dei luoghi di culto o di raccoglimento.  Niente di male in tutto ciò, naturalmente. Anzi. Ma non è così che si presentava questo racconto di viaggio al lettore incuriosito.

Forse, in una possibile futura edizione, il libro potrebbe essere riformulato come una utilissima guida alle attività della nostra regione animate da spirito ecofilo. Ma non come resoconto di viaggio, e senza scomodare la gloriosa R4.

Per la cronaca: per i curiosi che vogliano saperne di più su questa straordinaria automobile, ci sono due interessanti siti che ne raccontano la storia: questo e questo.

Un’altra immagine dal diario fotografico del viaggio in Finlandia del 1990.


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