Pubblicato da: miclischi | 26 maggio 2020

Anita Shreve: passato, presente, futuro. Un’altra bella scoperta

L’edizione Abacus del 1994

Lui e lei. Lei narra in prima persona, mentre lui viene raccontato in terza persona. Ci sono anche dei siparietti fatti di scambi epistolari. E dei salti indietro e in avanti che paiono proprio cinematografici. Where or when, un libriccino del 1993 della scrittrice statunitense Anita Shreve comprato tantissimo tempo fa quando ancora c’era la libreria Mel Books in Via Nazionale a Roma. Non lo voleva proprio nessuno, quel libro, vista l’abbondanza di etichette che ne riducono progressivamente il prezzo fino a 3.000 lire. Ma, come si sa, il piano di sotto di quella libreria ha riservato non poche piacevoli sorprese nel corso degli anni.

Lui e lei si incontrano – quattordicenni – in un campo estivo dei preti. E si innamorano. Quando ancora non sanno cosa sia l’amore scoprono l’emozione, il sentimento, l’incerta passione adolescenziale.

Poi non si rivedono più per trentuno anni. Fino a quando lui, per caso, vede una foto di lei su una rivista: è la recensione di un libro di poesie che lei ha pubblicato.

In quei trentuno anni ognuno si è costruito la propria vita, la propria famiglia, i figli, il lavoro, la quotidianità.

Ma quando lui scopre che lei esiste ancora, tutto cambia. La necessità di ritrovarla, di tornare a parlarle, rivederla, tenerla per mano, insomma  riprendere un discorso interrotto trentuno anni prima: tutto cambia e niente potrà più essere come prima.

Il progressivo ribasso del prezzo.

Due persone adulte e sposate con figli che all’improvviso si ritrovano e che sono pronti (forse sì, forse no) a mandare tutto all’aria. Potrebbe sembrare una storia banalotta. Ma la tecnica narrativa, il montaggio dei capitoli, l’avvincenza della storia raccontata in modo poliedrico dalla Shreve rendono questo racconto davvero straordinario. Immaginifica e stupefacente, incalzante nella sua ineluttabilità, la storia di Siân e Charles è fatta soprattutto di dubbi, di passi in avanti e subitanee ritirate. Ma la forza di quel ricordo presente non è facile da sconfiggere e neanche da ignorare.

Was there, or could there ever be, he wondered then, and wonders now, a reconciliation between innocence and sexuality?

L’edizione italiana ormai fuori catalogo.

Un racconto fatto di sobbalzi, di piccole e grandi – grandissime – tragedie, di quotidianità nella provincia americana ai tempi della crisi economica che porta tante famiglie al collasso. Una scrittura attenta che affascina e rapisce, che trasmette al lettore l’ansia di sapere se e come andrà a finire. Quel dove e quel quando che ripropongono in continuazione il luogo e il tempo preciso in cui i due giovanissimi si incontrarono, ma al tempo spesso propongono l’incognita angosciante di un dove e di un quando futuri e forse possibili.

La presenza del passato, le incertezze del presente, il sogno di un futuro. Davvero una bella scoperta.

Per la cronaca 1: Il titolo proviene da una canzone di Lorenz Hart musicata da Richard Rodgers (del 1937). Infatti la storia è accompagnata da una colonna sonora (determinante per lo sviluppo degli avvenimenti) che lui incide per lei su una cassetta.  Il testo della canzone è riportato in appendice al libro.

Per la cronaca 2: Il libro fu pubblicato in Italia da Bompiani nel 1994, nella traduzione di Marcella Dallatorre. Oggi è reperibile solo sui mercati dell’usato.

Per la cronaca 3: Anita Shreve ha scritto tantissimi romanzi (qui c’è una panoramica). La scrittrice è morta nel 2018 all’età di 71 anni. Qui c’è il necrologio pubblicato sul Guardian.


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