Pubblicato da: miclischi | 16 marzo 2020

Pablo Lentini Riva allarga gli orizzonti narrativi nel suo nuovo romanzo del 2020

Uscito all’inizio del 2020

Un romanzo corposo uscito all’inizio del 2020. Era dal 2013, ai tempi del romanzo veneziano, che Pablo Lentini Riva non abbandonava temporaneamente la sua graditissima produzione di racconti brevi per sviluppare le sue trame in modo più ampio all’interno di una scatola che si suole definire, appunto, romanzo. Ecco adesso questo bel volume, impeccabilmente pubblicato da Ellin Selae, dal titolo Fantasia elegiaca. Qui lo sviluppo della narrazione si espande come mai era successo prima e questo romanzo risulta spesso e articolato in un modo che rivela una nuova maturità umana, artistica e letteraria dell’autore.

Un romanzo in cui, come di consueto, si intrecciano vita e musica: la musica come ingrediente indispensabile per vivere. Naturalmente, del resto a questo Pablo Lentini Riva ci ha abituato, le atmosfere sono lugubri, angosciose, permeate di amarezze e rancori, con la morte sempre lì pronta a fare capolino. Siamo ancora lontani da quel che si era auspicato nel 2013: che l’autore possa produrre una delle sue ricchissime storie musicali costruendola intorno a un allegro, o uno scherzo, un presto, riuscendo a sganciarsi per una volta dalle lugubri note della marcia funebre.

Però… In questa riuscitissima resa narrativa del legame fra presente e passato, fra vita e morte, l’autore trova anche il modo di farci intravvedere degli spiragli di luce e di speranza. E’ forse proprio questo l’aspetto più convincente di questo nuovo romanzo: un metodo efficacissimo di riallacciare il passato che non c’è più con le vicende dell’oggi. Che siano ambientazioni politiche, carriere musicali o vicende personali. La parte centrale del libro, quella più corposa, è proprio quella che ci porta a conoscere una girandola di personaggi intensissimi. Il prima e il dopo fanno magistralmente da preludio e finale: due parti di questa composizione che si riallacciano dopo l’estesissimo movimento centrale.

Il duo Milanollo. 

Un sacco di sorprese derivanti da una trama che a tratti si tinge di giallo; sorprese che attanagliano e stupiscono il protagonista, Fulvio Morano, pianista e insegnante di conservatorio, prima ancora di catturare il lettore.

Fra queste sorprese e scoperte spiccano alcuni personaggi affascinanti e intensi tutti da esplorare.

Come il musicista Carlo Soliva, contemporaneo di Chopin (diresse per primo il suo concerto per pianoforte e orchestra a Varsavia nel 1830). E tanti altri ancora.

Ma come: personaggi di un romanzo contemporaneo che però vissero nell’800? Basterà dire – senza aggiungere troppi dettagli per non sciupare la sorpresa della lettura – che questi importanti personaggi sono sepolti nel cimitero parigino Père Lachaise. Luogo magico per eccellenza, meta di pellegrinaggi alla tomba di questo o quel personaggio noto o meno noto, questo cimitero è anche un luogo chiave in cui si sviluppano vicende cruciali del romanzo.

Pablo Lentini Riva in occasione di una lettura-concerto a Pisa nel 2014.

È un romanzo, questo Fantasia elegiaca, che aggiunge nuovi ingredienti alla già collaudata sapienza narrativa di Lentini Riva. Soprattutto nelle abili mescolanze fra presente e passato, realtà e sogno, allucinazione e lucidità

Come quasi tutti i protagonisti dei racconti e i romanzi di Pablo Lentini Riva, anche Fulvio Morano è posseduto da angosce, rabbie, rancori, rimpianti, scetticismi sulle persone e sulle vicende della vita. Però, in questo romanzo, oltre al potere salvifico della musica, l’autore presenta anche nuove opportunità per cambiare prospettiva, per rimettere a fuoco la realtà come usando una nuova lente. Ci sono fatti, situazioni, persone che possono dare segnali, indizi, suggestioni. È seguendo queste tracce luminose che il protagonista di questa Fantasia elegiaca troverà nuove energie per voltare pagina, per riappropriarsi della propria vita e delle proprie sensazioni. Un invito a non trascurarle, queste tracce che a tutti noi capita, prima o poi, di incontrare. Non a caso, il sottotitolo recita così: Viaggio musicale verso la luce. Tutto sommato, si arriva alla fine della lettura con la sensazione di aver letto un invito all’ottimismo. Il che, specie di questi tempi, non guasta.

Il CD che contiene il Grand adagio élégiaque di Teresa Milanollo.

Per la cronaca 1: Forse, fra gli stimoli caleidoscopici ad esplorare alcuni orizzonti suggeriti dall’autore, spiccano le sorelle Milanollo, e in particolare la composizione di Teresa, quella Grande fantasia elegiaca che richiama il titolo del romanzo. E’ disponibile un CD, interpretato da Valentina Busso e Eliana Grasso, che contiene composizioni di Teresa Milanollo e, naturalmente, anche il Grand adagio élégiaque di cui si parla nel romanzo.

Per la cronaca 2: In tempi passati si era più volte ragionato dei libri di questo straordinario musicista-narratore: Notturno per violoncello solo (nel 2010); Qui si dice che fu per amore (nel 2012); Sinfonia per la città capovolta (nel 2013).


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