Pubblicato da: miclischi | 21 febbraio 2020

La fantasia di Federico Guerri nelle vie di Bucinella

Uscito nell’ottobre 2019.

Una cittadina costiera. Immaginaria ma realisticissima. Un cittadina affollata di luoghi, negozi, quartieri, con la spiaggia, ma anche tante persone. Adolescenti, adulti, anziani, negozianti e nullafacenti, sognatori e disillusi.

E’ il libro L’inverno di Bucinella dello scrittore Federico Guerri, pubblicato  nel 2019 dalle Edizioni il foglio e acquistato al Pisa Book Festival lo stesso anno.

Capitoletti brevi e svelti, ora iperrealistici, ora ironici e spietati, ora fantasiosissimi. Sono piccoli quadretti che portano per mano il lettore a conoscere questo luogo e i suoi personaggi.

Stancamente provinciale, questa cittadina di mare ripropone gli schemi delle relazioni umane, le assurdità dell’amministrazione e della burocrazia (gustosissime le ordinanze comunali!), le piccole gioie e le piccole angosce che caratterizzano ogni comunità. Con suoi scatti di violenza e le sue parentesi di estrema dolcezza. Ché, dopo tutto, siamo anche umani.

Presenta varie facce, questo libro. Dapprima fatto di capitoletti brevi o brevissimi, tutti concentrati sui luoghi e sui contesti, sulle persone e sulle loro sensazioni, rappresenta davvero una goduria, otlre che una splendida idoneità alla lettura cessile.

Lungomare, inverno.

La spiaggia sembra vuota.

C’è una leggera nebbiolina.

Il mare è nero, una linea di scogli parte dalla sabbia per tentare di raggiungere un orizzonte lontanissimo e non ci riesce.

Non esistono stelle, solo una luna coperta di fumo.

Poi, con l’avanzare della narrazione, i capitoli si espandono e si affacciano altre atmosfere. Come se nulla fosse, alla sua esuberante fantasia l’autore cambia la desinenza e fa capolino sempre più spesso – ahimé! – quell’ambientazione che si suole definire fantasy. Compaiono mostri, fantasmi, animali fantastici e insomma caratteri da fiabe.

Ora, il fantasy c’è chi gli piace e chinò. E probabilmente nelle intenzioni dell’autore questi affacciamenti evidenziano il lavorio implacabile che si svolge nelle menti degli abitanti di Bucinella.

Ma, al lettore che si era goduto con gran piacere la fantasia (senza ipsilon) dell’autore, e in particolare lo splendido connubio fra l’esuberanza di tale fantasia e le radici saldamente realistiche della narrazione, queste sterzate favolistiche paiono quasi come stonature. Ma si sa, il mondo è bello perché è vario, i gusti sono gusti, eccetera.

L’Emporio Magnani un giorno chiuderà.

Allora, la città di Bucinella non avrà più memoria di sé e, forse, svanirà nel nulla.

Atmosfere oniriche di una cittadina sul mare.

Il capitolo 27, questo quadretto che raffigura il negozietto e i suoi anzianissimi gestori, è uno dei più struggenti e convincenti del libro. Condannati al nulla – i gestori e il negozio – dall’imperare dei supermercati. Come abbiamo visto in tanti dei nostri paesi, quasi inesorabilmente. Ma Federico Guerri non si cura degli equilibri commerciali, dello stravolgimento delle pratiche tradizionali che oggi altisonantemente ricompaiono nell’espressione “economia circolare”, non si lancia in analisi socio-politiche. L’autore si concentra –  come nei migliori capitoli del libro – sulla dimensione umana e sulla caratterizzazione dei luoghi. E gli riesce proprio bene.

Nel Capitolo 35 ecco Jenny dei pesci. Con i suoi percorsi interiori, con i pensieri che si rincorrono nella sua testa. Attraversa il paese, Jenny dei pesci, viene fatta oggetto di commenti acidi da parte dei giovani supponenti per strada. Poi arriva sulla spiaggia e si verifica – come in altri capitoli con altri personaggi – questa splendida comunione fra le proiezioni intime della mente e l’ambiente circostante.

La spiaggia d’inverno è deserta. Solo qualche luce da una baracca di pescatori e la luna. Jenny dei pesci cammina fin quasi sul bagnasciuga. Ama annusare il freddo, il vento. Ama la pioggia che punge la faccia, quando c’è…

Insomma una bella conferma, anche se il contesto narrativo si discosta non poco dai precedenti libri di Federico Guerri. C’è un collegamento stretto, tuttavia, che accomuna la narrativa guerriana: l’inesauribile fantasia. Che va benissimo, e soddisfa, gratifica, cattura e appassiona, anche senza scomodare quella discutibile ipsilon.

Edizioni Il Foglio

Per la cronaca 1: Che si volesse ammantare questo libro da un’aura misteriosa?  Nonostante il libro sia stato pubblicato dalla Casa Editrice Il Foglio di Piombino, sul sito web – e sul catalogo – dell’editore questo libro non si trova. O meglio non si è riusciti a trovarlo.

Per la cronaca 2: In questo blog l’autore spiega il progetto narrativo internettistico  su Bucinella. Ma un libro è un libro, e qui si è parlato del libro per quel che è, volutamente ignorando “quel che ci sta dietro”.

Per la cronaca 3: Nel capitolo 73 c’è una reminiscenza di una scritta che campeggiava anni (decenni) fa su un negozio di abbigliamento in Borgo Stretto a Pisa. Scrive infatti Federico Guerri: Ogni giorno è il primo giorno del resto delle nostre vite, per citare vecchie storie.

Per la cronaca 4: In passato su queste pagine si era ragionato di altri due libri di Federico Guerri: Questa sono io del 2012 e 24:00:00 del 2014.


Responses

  1. Bisogna che prima o poi riesca a leggere qualcosa del Guerri!


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