Pubblicato da: miclischi | 30 settembre 2019

Nicolas Mathieu racconta l’angoscia nella provincia dimenticata

Un’altra bella scoperta dal Premio Goncourt.

Premio Goncourt 2018: nuovamente un libro pubblicato da Actes Sud di Arles. Si tratta del romanzone di oltre quattrocento pagine di Nicolas Mathieu, classe 1978, dal titolo Leurs enfants après eux

Una storia fatta di storie che si intrecciano. Storie di personaggi e storie di momenti diversi di quattro estati. Infatti il libro si divide in quattro sezioni: 1992 (la più corposa), 1994, 1996 e 1998 (la più breve).

Una cittadina nell’est della Francia (l’esagono), un passato industriale di cui rimane a testimonianza lo scheletro rugginoso dell’acciaieria abbandonata. Adolescenti inquieti (nel 1992) che poi si avviano verso l’età adulta (nel 1998), sempre fedeli a un approccio incrollabile: nessuno di loro crede nel futuro. Genitori anche loro inquieti e  litigiosi, convezioni sociali stereotipate, così come preconfezionate appaiono anche le reazioni anticonformiste. Tensioni sociali e razziali, giornate inconcludenti, la violenza che si affaccia di continuo e a volte si manifesta. Con una risoluzione tragica che sempre rimane sospesa sulla narrazione, dall’inizio alla fine.

Non è facile, all’inizio, addentrarsi in queste argomentazioni non troppo sorprendenti né affascinanti, attraverso giornate che si trascinano stancamente in attività inconcludenti; ma Mathieu inchioda il lettore con la sua abilità narrativa e un uso molto disinvolto della lingua: una sorta di slang giovanile e provinciale fatto di parole troncate, acronimi, sussulti.

Il racconto dei fatti, poi, si arricchisce e si ispessisce con innumerevoli incisi. Anche nel narrare un singolo episodio, nel bel mezzo della descrizione di quel che sta succedendo – per esempio un tentativo di approccio intimo fra un ragazzo e una ragazza -, un dettaglio serve da aggancio per raccontare altre storie, altri tempi ed altri personaggi. E questa frammentazione della narrazione – che sorprendentemente ne costituisce anche il legante – la si ritrova anche nella successione dei capitoli nei quali sono suddivise tutte e quattro le sezioni.

L’edizione italiana.

Fuoco del lavoro narrativo sono i personaggi. Infatti ogni capitolo inizia spostandosi nell’universo di un altra persona rispetto a quella precedentemente esplorata. C’è Anthony, il protagonista; ci sono i suoi genitori; il figlio di immigrati marocchini Hacine; e suo padre; il cugino di Anthony con le sue fidanzate; Steph e Clem, le ragazze che nel corso della narrazione crescono e cambiano prospettive ed aspettative. Più altri personaggi di contorno: parenti, ex colleghi di lavoro, baristi, gestori di piccoli commerci legali o illegali.

E’ un libro che attanaglia per l’angoscia che trasmette di continuo al lettore. Con picchi di intensità a volte quasi insostenibili. Un modo angosciante di narrare l’angoscia. Ma, al tempo stesso, un modo molto efficacie di raccontare un micro-cosmo sociale, una cittadina con i suoi luoghi, i suoi sogni svaniti, le sue prospettive opache.

Un’altra bella scoperta grazie al Premio Goncourt. Un’altra bella edizione di Actes Sud.

Per la cronaca 1: Il libro è stato pubblicato in Italia da Marsilio, nella traduzione di M. Botto, con il titolo E i figli dopo di loro

Per la cronaca 2: Nel video qui sotto l’autore parla del proprio libro e ne legge un brano.


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