Pubblicato da: miclischi | 18 febbraio 2019

Eric Vuillard racconta la presa della Bastiglia minuto per minuto

Pubblicato da Actes Sud nel 2016

Quattordici luglio, festa nazionale francese. La presa della Bastiglia che diede inizio alla rivoluzione, la marsigliese, il terzo stato, reminiscenze scolastiche e di balli nelle caserme dei pompieri nei villaggi della campagna francese.

Un evento, quello del 14 luglio 1789, di dimensioni storiche mondiali che fece seguito, solo pochi anni dopo, alle rivolte che diedero corpo alla rivoluzione americana nello colonie del nuovo mondo.

Eric Vuillard, premio Goncourt 2017 con L’ordre du jour, esplora gli eventi storici da una prospettiva diversa, incentrata sulle persone, note e meno note, che ne furono gli attori. In questo 14 Juillet, pubblicato l’anno prima del romanzo che gli valse il prestigioso premio, Vuillard esplora la presa della bastiglia spostando l’attenzione dall’evento storico alle microstorie degli individui.

Si comincia con la stesura del verbale sui cadaveri rimasti come doloroso strascico del preludio alla rivoluzione, la rivolta di quattro mesi prima della Bastiglia da parte delle maestranze della fabbrica Folie Titon. Gli attori delle proteste che portarono alla rivoluzione hanno un nome, un corpo, degli abiti, anche da morti. E, alla fine del libro, si ritorna con l’attribuzione dell’identità a un morto del 14 luglio da parte della vedova. A un cadavere viene riassegnato il suo nome, la sua famiglia, la sua storia.

Gli eventi che prepararono la rivolta del 14 luglio, l’assedio alla Bastiglia, i negoziati fallimentari, l’assalto, la vittoria del popolo e lo smantellamento del simbolo dell’autorità, sono tutti narrati da Vuillard tramite una cronaca iperdettagliata dei particolari. Gente per strada, tantissima gente, ognuno con un’identità, una professione, una provenienza. Ognuno con un corpo sudato, piagato, ferito, in alcuni casi massacrato, sanguinante, mutilato, sfregiato. Ci sono i rumori delle strade, gli odori delle fogne, il vento e la pioggia. Ci sono tutti questi elementi con cui l’autore ci cala in mezzo alla folla per spostare l’attenzione sulle persone, sulle loro paure, i loro ideali, le loro speranze. Una folla di nomi.

Bien sûr, un nom ce n’est pas grand-chose. Un métier, une date, un lieu, modeste état civil, une étiquette. Ce sont les syllabes de la vérité.

Si fa fatica ad avanzare in questa storia, stritolati dagli eventi e dalla folla. Si fa fatica a navigare fra queste estenuanti liste di nomi, innumerevoli, ognuno citato per restituire a ciascuno la propria dignità di individuo nel meccanismo della storia. Una lettura a piccole dosi, tuttavia, permette di lasciarsi cullare nel flusso narrativo e di apprezzare questo immane lavoro che coniuga efficacemente la storia con la narrazione. Una lettura appassionante e appagante.

Per la cronaca 1: Un estratto del libro si può leggere qui.

Per la cronaca 2: L’autore parla del proprio libro in questo video.


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