Pubblicato da: miclischi | 31 dicembre 2018

Nettar 515/2, una 6×9 folding degli anni ’30

Prodotta in Germania prima della seconda guerra mondiale.

Grazie al meritorio sito di camera-wiki, si risale al modello di questa Nettar (sulla base della combinazione di obiettivo e otturatore): si tratta di una versione prodotta prima della seconda guerra mondiale (a partire dal 1933) dalla Zeiss Ikon. Una macchina fotografica che ha molte caratteristice in comune con la più blasonata serie Ikonta, solo un po’ meno pretenziosa.

Non c’è il telemetro, infatti, e la distanza di messa a fuoco deve essere impostata manualmente sulla ghiera dell’obiettivo (in questa versione, curiosamente, le distanze sono in piedi invece che in metri).

Anche il mirino, rispetto alle Ikonta, è parecchio approssimativo, visto che si deve utilizzare o quello sportivo pieghevole montato sul corpo macchina, oppure la lentina appannata dagli anni e decenni montata sul gruppo-obiettivo (ruotabile a seconda che si voglia scattare in verticale o in orizzontale).

Per completare la panoramica visuale-operativa, infine, questa macchina arrivò con un mini-scatto flessibile.

Chiusa e aperta. E’ quasi tascabile!

La combinazione obiettivo/otturatore di questa macchina è la seguente: Nettar Anastigmat 10,5 cm f, 6.3 su otturatore Derval. Tempi: da 1/25 a 1/100 + B & T. Messa a fuoco minima: 6 piedi (circa 2 metri). Non c’è da ricaricare l’otturatore a ogni scatto, ed è possibile realizzare esposizioni multiple sullo stesso fotogramma.

All’atto pratico, l’ergonomia nello scattare è parecchio condizionata dalla precaria visione nella lentina orientabile (graffiata ed opacizzata). La si può di fatto utilizzare solo in pienissima luce, e anche in quel caso c’è da intuire la disposizione delle silhouette dei soggetti che si intende fotografare. Alla fine risulta di molto più pratico il mirino sportivo, anche se tocca rinunciare alla visione waist level, e poi con le inevitabili conseguenze dovute alla parallasse.. Anche per la verifica del trascinamento della pellicola c’è bisogno di parecchia luce, perché la feritoia rossa è alquanto scura e spessa, e può risultare problematico vedere bene la numerazione dei fotogrammi. Un altro problemuccio sembra risiedere nella messa a fuoco. Non tanto per l’indice in piedi, dopo tutto è abbastanza semplice fare due calcoli a mente, ma proprio per la scarsa profondità di campo e la difficoltà di una messa a fuoco fine per l’assenza del telemetro. Infine, specie con i tempi lenti, il rischio di mosso è elevato.

All’interno del dorso.

L’ergonomia del caricamento e scaricamento della pellicola (previa apertura del dorso incernierato) è abbastanza buona, anche se il rullo vergine va leggerissimamente forzato nel suo alloggiamento; si ha quasi l’impressione che originariamente questo apparecchio fosse stato pensato per i rulli 620, dal rocchetto di diametro ridotto (a parità di dimensioni del fotogramma) invece che per i moderni 120.

Del resto, le informazioni incise sulla piastra pressa-pellicola danno indicazioni sul formato del fotogramma, ma non sul rullo da utilizzare. Ed anche la graziosa pubblicità della pellicola Pernox della Zeiss Ikon non ne specifica il formato. Comunque, varie fonti compulsate su Internet parrebbero confermare che si tratta di 120 e non 620.

Un po’ scatti nocetani.

All’atto pratico i risultati presentano una grande variabilità. Complice forse anche l’inaffidabilità dell’otturatore sui tempi lenti, l’esposizione a volte è risultata un po’ fantasiosa. Questo, insieme alle angustie della messa a fuoco menzionate qui sopra, rendono di fatto questa macchina scarsamente appetibile per un uso frequente. Tuttavia, scattarci qualche foto non ha mancato di produrre il consueto godimento, cosa che sempre si verifica nel maneggiare queste macchine vecchiotte.

Qualche scatto verticale. Noceto, Asciano, Vicopisano.

Per la cronaca 1: Una panoramica su modelli e versioni si trova qui.

Per la cronaca 2: Il manuale di una Nettar molto simile a quella qui presentata si trova qui.

Per la cronaca 3: Un altro bel ritratto di questa macchina si trova sul sito fotoriflessiva.

Per la cronaca 4: Naturalmente ci sono anche dei video-tutorial per questo apparecchio, o una delle sue versioni. Un video che descrive in dettaglio un modello abbastanza simile a quello qui presentato (anche se con caricatore dell’otturatore e pulsante di scatto sulla parte superiore del corpo-macchina), si trova qui.

Per la cronaca 5: La serie degli scatti compleanneschi realizzati con questa macchina  si trova qui.


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