Pubblicato da: miclischi | 26 marzo 2018

Il romanzo d’esordio di Lisa Halliday: situazioni asimmetriche

Uscito nel 2018

Tutto nacque da una recensione di Asymmetry romanzo d’esordio della scrittrice americana Lisa Halliday, ascoltata durante il programma Pagina Tre  il 23 febbraio 2018. Talmente efficace fu la presentazione di questo nuovo libro che venne voglia di leggerlo. Detto fatto.

L’alone di scandalo-gossip-sesso che ha fatto un po’ da cassa di risonanza all’uscita di questo libro scaturisce dal fatto che l’autrice si è ispirata a una sua relazione avuta da giovane con l’anziano scrittore Philip Roth (nel romanzo rinominato Ezra Blazer). Ma questo pretesto, nonostante tutto, rimane secondario rispetto alla qualità della lingua e della narrazione.

In uno stile matter-of-fact l’autrice narra – nella prima delle tre sezioni del libro (Folly) – questa storia d’amore in cui forse il protagonista è proprio l’asimmetria fra i personaggi: sesso, età, notorietà, ricchezza, approccio alla vita e prospettive future. Tutto diverso. Sono proprio molto lontani da due immagini riflesse e quindi simmetriche, queste due persone che trovano comunque un equilibrio molto ricco di spessore, di momenti di sana e ridanciana gioia, di complicità, insomma d’amore. E il messaggio positivo – sommariamente riconducibile al carpe diem che adottano i due amanti nelle loro diversissime fasi della vita – emerge con forza.

Si cambia radicalmente ambientazione nella seconda parte del libro (Madness). Qui il protagonista è un kurdo irakeno che per accidente si trova ad avere anche la nazionalità statunitense. E questa doppia identità, questa vita vissuta in America, con frequenti ritorni con i genitori e il fratello al natio Medio Oriente tormentato da guerre e conflitti, l ‘asimmetria intrinseca che vive Amar Jaafari, è il perno su cui ruota questa storia raccontata in prima persona. Capitolo dopo capitolo, si alternano due tracce narrative. Una, in tempo reale, contemporanea, descrive le assurdità cui è sottoposto il protagonista all’aeroporto di Londra. Gli viene impedito di entrare il territorio del Regno Unito, in attesa di un volo che via Istanbul lo porterà in Iraq, sulla base di una infinita serie di sospetti, preconcetti, cavilli burocratici, decisioni arbitrarie. In pratica rimane in stato di detenzione all’aeroporto.  L’altra traccia ripercorre invece le varie fasi della sua vita, delle sue relazioni familiari e affettive, gli studi, la ricerca di un lavoro, in un contesto che è avulso sia per una delle sue identità, l’irakeno negli States, che per l’altra: l’americano in Irak. Nel corso della narrazione si amplia, questo contesto, e da personale si fa universale: si contrappongono la cultura occidentale e quella medio-orientale, le diverse ma rispecchiate percezioni dell’altro/diverso, anche le religioni, se pur con un ruolo decisamente minore e quasi marginale. Naturalmente, in piccolo, ma con egual potenza – e asimmetria – questi opposti si ripropongono anche all’interno della società Irakena. E anche all’interno di Amar, che vive tutte queste contraddizioni e asimmetrie sulla propria pelle, sia come dubbi intimi sul come considerare la realtà , sia nelle modalità in cui queste realtà gli si rovesciano addosso.

… maybe East and West really are eternally irreconcilable – like a curve and its asymptote, geometrically fated never to intersect.

Poi si arriva all’epilogo. Nella terza parte, Ezra Blazer’s Desert Island Discs, ritorna l’anziano scrittore (si autodefinisce decrepito), in una vividissimamente immaginata trasmissione della serie della BBC (ha il suo corrispondente anche su Radio Tre: L’isola deserta)

Il programma della BBC “Desert Island Discs”

Allo scrittore viene chiesto di indicare gli otto brani musicali che si porterebbe su un’isola deserta, e nel mentre gli vengono anche fatte innumerevoli domande sulla sua vita privata e professionale. Una chiusa fenomenale in cui il fuoco del’asimmetria si sposta all’interno di una singola persona, e sugli innumerevoli disequilibri che ha incontrato e che continua ad incontrare nella sua vita. Ma questa simmetria, in un nonnulla, si trasferisce anche sul piano della percezione che hanno di uno scrittore famosissimo i suoi lettori. E questo gioco degli specchi (che la simmetria e il suo contrario continuamente richiamano proprio l’immagine riflessa) si ripropone su una nuova luce.

Insomma una convincentissima prova narrativa. Un libro che fa venir voglia di andare a ripercorre alcuni brani, di ritrovare ambientazioni, preziosismi linguistici, dialoghi di una freschezza sconcertante. L’esordio è decisamente valido. Se piove di quel che tòna… Al prossimo libro di Lisa Halliday!

Per la cronaca 1: La puntata di Pagina Tre in cui si parla della recensione del libro apparsa sulla Rivista Studio si può rialscoltare quiInvece, la recensione di Clara Mazzoleni si può leggere qui.

Per la cronaca 2: In una intervista sulla BBC l’autrice parla del suo romanzo. Illuminate e piacevole.

Per la cronaca 3: Pare che li libro sarà pubblicato in italia dopo l’estate 2018.

 


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