Pubblicato da: miclischi | 15 marzo 2018

Zenza Bronica ETRS: se oltre al medio formato si predilige l’inquadratura rettangolare.

Con il pozzetto e la manovella per il trascinamento

C’è chi gli piace il formato quadrato e chinò. Volendosi accostare al medio formato, e magari riprendere in mano una vecchia ma funzionantissima Rolleiflex, bisogna fare i conti con il formato quadrato. Ci sono questioni di proporzioni, questioni di formato della carta, di abitudine… Che se poi uno usa il formato quadrato per ritagliarne una immagine rettangolare, a che pro? Ragionandone con Punto Reflex nel lontano 2010, saltò fuori dai magazzini insondabili del negozio una bella valigetta con un bel corredo di una macchina medio formato, sì, ma rettangolare! Era la Zenza Bronica ETRS 4.5 x 6. Finalmente!

Una macchina relativamente compatta, con ottiche di qualità e una bella serie di accessori succulenti: mirino a pozzetto con lentino, oppure a pentaprisma e anche con il pentaprisma esposimetrico; impugnatura ergonomica con scatto in posizione comoda e contatto caldo per il flash; magazzini 120, 220 (se ci fossero ancora le pellicole!), 135 e 135 wide; possibilità di doppia esposizione; tubi di prolunga; dorso Polaroid… insomma di che sbizzarrirsi.

Con il pentaprisma esposimetrico e l’impugnatura ergonomica con contatto caldo

Gioiellino del secolo scorso (prodotta in tante varianti e versioni a partire dagli anni ’70) si presenta in varie combinazioni e soluzioni tecniche, come ben evidenziato qui.

Il cuore del sistema è l’otturatore elettronico Seiko, con tempi da 1/500 a 8 secondi. I tempi più lunghi (T) si possono fare, ma l’operazione è alquanto macchinosa e bisogna operare direttamente su una levetta posta sotto l’obiettivo, svitando una vite, insomma una menata. Menata ancor maggiore è il fatto che la macchina senza pile non funziona (a meno che, dicesi, non si voglia scattare a 1/500 e basta). Peccato perché chi è abituato a maneggiare apparecchi che, anche in assenza di pile, possono funzionare se pure con funzioni ridotte, si sente un po’ a disagio, anche perché la pila non è di quelle che si trovano da qualsiasi tabaccaio (è una 544 da 6 volts). Poco male: bisogna abituarsi a portarsene sempre dietro una di ricambio.

Alcuni degli obiettivi disponibili per la ETRS: 40mm, 50mm, 75mm, 150mm, 200mm.

Una “zoommata” sull’idrovora di Coltano realizzata usando in successione tutti e cinque gli obiettivi, filtro arancione. Pardon (a mano libera). Pellicola FP4 sviluppata in ID11 stock.

Dopo qualche anno d’uso sporadico, si possono tirare alcune somme. La macchina è molto goduriosa da maneggiare. Di sicuro è praticissimo il pentaprisma, anche perché rende immediatamente realizzabile la decisione di scattare scatti verticali (in posizione portrait, appunti casomai uno volesse fare dei ritratti). Con buona pace degli integralisti del mirino a pozzetto, infatti, lo scatto in verticale si può fare, ma è davvero menosissimo (non c’è il dorso rotante come nelle macchine RB), oltre ad essere alquanto impraticabile a mano libera, considerando anche il peso della macchina (con il 75 mm siamo oltre il kilo e 300 grammi).

Alcuni scatti verticali

L’impugnatura ergonomica – associata al pentaprisma – permette di realizzare scatti in rapida successione, mentre il manovellismo e la necessità di puntare attraverso il pozzetto, ancorché dotato di lentino, rallentano tutte le operazioni. Detto in altre parole: per scatti in studio e in orizzontale va bene la configurazione “base”, ma per scatti di campagna con frequente uso dell’orientamento verticale, insomma, bisogna cedere alla coppia pentaprisma-impugnatura.

A parte la menata della visione in verticale senza il pentaprisma, la macchina è una vera goduria un concentrato di compattezza e ricchezza di opzioni, insomma un vero piacere fotografico.

Non è da trascurare neanche la possibilità di poter scattare, nella stessa sessione e con la stessa macchina, foto in formato 4.5×6, oppure in 135 o in 135 panoramico, il che in viaggio può rivelarsi utile. Oppure, più classicamente, con due magazzini 120, foto in bianco e nero o a colori, per esempio, o con pellicole di diverse sensibilità.

Una bella varietà di dorsi disponibili (oltre a quello Polaroid), e un tubo di prolunga per scatti macro.

Un bel po’ di anni di foto con la Zenza Bronica ETRS hanno prodotto una varietà di scatti di varia natura: in viaggio, a casa, cose, persone, luoghi, dettagli. Ecco qui sotto alcuni esempi di foto realizzate con tante diverse combinazioni di ottiche, pellicole e sviluppi.

Montecristo, Livorno, Corsica, Marina di Pisa, Calambrone, Museo Guatelli, Duomo di Pisa.

C’è una particolarità inquietante di questa macchina: se uno vuole fare delle prove su come funziona, come suona lo scatto, etc., è bene sapere che non è possibile azionare l’otturatore se non è stata caricata la pellicola (figuriamoci poi senza il magazzino inserito). E, anche se la pellicola è regolarmente al suo posto, non si aziona lo scatto se non si rimuove la slide frapposta fra il magazzino e il corpo macchina. Quindi, se per esempio si riprende in mano la macchina dopo un po’ di tempo e si ha la curiosità di sapere se “funziona sempre”, magari prima di portarsela in viaggio, il primo scatto se ne andrà per questa prova.

Altre osservazioncelle varie: se si usa il trascinatore della pellicola a manovella, bisogna fare attenzione ad adottare un aggancio della cinghia idoneo. L’anellone portachiavi con moschettone tenderà fatalmente ad incastrarsi. Invece, se si usa l’impugnatura con trascinamento a leva come nelle 135, bisogna ricordarsi che bisogna azionare la leva due volte di seguito per completare il trascinamento (se no non scatta). L’innesto dello scatto flessibile si trova non sul pulsante di scatto, bensì in un’apposita filettature sulla parte sinistra del corpo macchina (a dire il vero una posizione molto comoda, anche volendoci avvitare, per esempio, un sistema di autoscatto a molla). Ghiera dei tempi di otturazione: occhio che in condizioni di scarsa illuminazione i numeretti sono davvero poco visibili. Filtri: meno male che tutti gli obiettivi (tranne il 75mm della vecchia serie) hanno lo stesso passo portafiltri (infatti gli scatti della zoommata qui sopra sono stati fatti tutti con lo stesso filtro).

Con il dorso 135w si possono scattare delle “quasi-panoramiche”. Pianosa, Montecristo, Corsica, Crocino, Mostra Maratona Imago, Pineta di Marina

Particolare del pentaprisma esposimetrico.

Per la cronaca 1: Considerando le tante particolarità – e astrusità – di questa macchina, è importantissimo leggere a modo il manuale d’uso, che si trova come al solito qui, sul meritorio sito di Michael Butkus. Sono una cinquantina di paginette fitte fitte di istruzioni, fotografie e indicazioni pratiche. Veramente utilissimo.

Per la cronaca 2: Alcuni album di foto scattate con la Zenza Bronica ETRS: c’è l’escursione a Montecristo. Oppure una delle giratine in Corsica, o una uscita fotografica al Calambrone, o la visita al Museo Guatelli.

Per la cronaca 3: Ulteriori approfondimenti su questa macchina fotografica si trovano qui.

Persone!

 


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