Pubblicato da: miclischi | 25 settembre 2017

Un concerto emozionante per i centocinquant’anni del Teatro Verdi di Pisa

Viva Verdi! e Viva il Teatro Verdi!

24 settembre 2017: con qualche giorno di anticipo sulla data che formalmente sarebbe quella dell’anniversario vero e proprio, il Teatro Verdi di Pisa ha organizzato una festa di compleanno parecchio speciale. Un concerto lirico dedicato in parte a Giuseppe Verdi (cui è intitolato il Teatro) e in parte al Guglielmo Tell di Rossini, prima opera che fu rappresentata nel lontano 1867.

La impeccabile Orchestra Arché diretta da Francesco Pasqualetti, il Coro dell’Università (rinforzato da quello di San Nicola e dal Bruno Pizzi) diretto da Stefano Barandoni; e poi sette cantanti solisti.

Come spiega il direttore artistico del Teatro, Stefano Vizioli, alcuni dei solisti sono già veterani del Teatro Verdi, mentre a completare la squadra sono stati invitati anche dei giovani provenienti dall’esperienza del Progetto Opera Studio.

Sullo sfondo del palcoscenico, in attesa dell’inizio del concerto, scorrono proiezioni di  documenti d’epoca che testimoniano dell’inaugurazione del Teatro, ma anche momenti storici del suo passato. Durante il concerto vero e proprio, poi, saranno invece proiettate delle belle ed eloquenti immagini dei due compositori.

Il tenore Enea Scala, il solista più applaudito della serata, canta sotto lo sguardo assorto di Giuseppe Verdi. Foto: Imaginarium Creative Studio.

Due parole di prammatica, ci mancherebbe, con brevi discorsi del Presidente del Teatro, Giuseppe Toscano, e del Sindaco di Pisa, Marco Filippeschi. Poi entrano i professori d’orchestra, i coristi, si accorda e via, tutti pronti alla magia della musica dal vivo.

Uno dei pregi della serata pisana è stato preparare un programma che associasse a hit notissime anche brani meno frequentemente rappresentati. E così, dopo l’avvio con la sinfonia del Nabucco e un brano del Rigoletto, si passa a cori e romanze meno ascoltati dai Masnadieri, da I Lombardi alla prima crociata e dal  Don Carlo.

L’Orchestra Arché si presenta benissimo fin da subito col Nabucco. Poi arriva sul palco questo giovinotto che non si atteggia per niente allo stereotipo del cantante d’opera, ma che anzi pare un ragazzetto appena uscito da un aperitivo al Sunset. Ha il compito di affrontare Ella mi fu rapita dal secondo (o terzo che dir si voglia) atto del Rigoletto. Comincia a cantare. E a incantare. Si dimenticano le automatiche ed istintive considerazioni sul physique du rôle e ci si abbandona all’ascolto. Un ascolto entusiasmante. E’ lui, il tenore Enea Scala. Una voce ferma e piena, espressiva e potente, eppur precisa. E quando sale negli acuti, la sua voce invece di accuminarsi si ispessisce e rivela sonorità favolose. Quando finisce di cantare rimane concentrato e teso, quasi non si accorge che intorno a lui è scoppiato un fragore di applausi e di bravo! da far venire giù il teatro. Ma poi si scuote, sorride, va a stringere la mano al Maestro Paqualetti… Insomma una bellissima rivelazione, c’è davvero da associarsi all’auspicio di Stefano Vizioli: che diventi un ospite fisso del Teatro Verdi!

Non da meno, la affascinante soprano Patrizia Ciofi entusiasma il pubblico con le sue acrobazie canore e la sua espressività nel brano dei Masnadieri. Anche qui scrosci di applausi e entusiasmo palpabile.

La soprano Patrizia Ciofi si gode il tributo del pubblico. Foto: Imaginarium Creative Studio.

Dopo una bella prova del coro con il brano dei Lombardi (che il Maestro Vizioli propone come contraltare del più celebre Va pensiero), è la volta del Baritono Claudio Sgura e del basso Roberto Scandiuzzi in due arie del Don Carlo. Ecco, questi sono proprio cantanti che si muovono, usano la gestualità e la mimica proprio da cliché dei cantanti lirici navigati, e sembra che stia loro un po’ stretta la rappresentazione in forma di concerto. Ma le voci, oh, le voci… Ancora due bellissime prove che hanno scaldato gli animi e infiammato la foga applaudistica. Ma davvero una serata lirica in cui ben figurano ed entusiasmano tutti i solisti? Ebbene sì, è stato proprio così.

Così era la tessera dell’Associazione Pisana Amici della Lirica negli anni ’70

All’apertura dell’aria baritonale Ella giammai m’amò (che per inciso era riportata sul pentagramma nella prima versione della tessera dell’APAL),  si mette in luce con perizia e disinvoltura anche il giovanissimo primo violoncello dell’Orchestra Arché, Simone Centauro. E l’interpretazione di Claudio Sgura è splendida. Il basso Roberto Scandiuzzi, per parte sua, ha sfoderato proprio una voce da basso, di quelle che quando scendono verso il registro grave fanno sentire la tenebrosità come si deve, cosa che tutto sommato non capita poi così tanto spesso di sentire. Abène.

Chiusa spettacolare della prima parte con il brindisi della Traviata, un pezzo che pare proprio adatto a far festa. E qui si ha modo di apprezzare anche le due voci di Scala e Ciofi che cantano insieme. Intervallo. Il pubblico si aggruppetta per commenti e discussioni e prevale alla grande una sensazione di soddisfazione generale. Eppure il meglio deve ancora venire! Infatti tutta la seconda parte è stata dedicata a Rossini e alla sua ultima opera.

Il Guglielmo Tell, noto al grande pubblico più che altro per la sua Ouverture (la citò fra l’altro anche Dmitrij Šostakovič nella sua quindicesima sinfonia), è un’opera complessa, articolata e poco rappresentata. Ben venga quindi una scelta di brani da quest’opera che alla fine fa soprattutto venir voglia di vedersela tutta rappresentata per bene in teatro.

Tutti i solisti e il direttore in scena a godersi gli applausi condivisi con l’orchestra e il coro. Dietro di loro Rossini sogghigna ironico ma soddisfatto. Foto: Imaginarium Creative Studio

Sei brani che hanno dimostrato al pubblico pisano lo spessore, la forza, la profondità, la modernità, insomma… la bellezza di quest’opera. A dar manforte ai solisti della prima parte sono venuti alla ribalta anche il soprano Francesca Salvatorelli, il mezzosoprano Silvia Regazzo e il tenore Matteo Mezzaro. Goduria aggiunta a goduria. Parti corali, parti con tanti solisti coinvolti, arie solistiche… ce n’è per tutti i gusti. E quando si sente un’opera mai sentita prima (tranne che per l’aria O muto asil del pianto che si trova sovente nei recital tenorili), e la musica affascina e cattura e trascina ed entusiasma, allora vuol proprio dire che si tratta di grande musica, grandissimamente interpretata.

Si mette in luce di nuovo il violoncellista Simone Centauro nell’aria per baritono Resta immobile, cantata impeccabilmente da Claudio Sgura. Di nuovo grande apprezzamento del pubblico per le doti vocali di Enea Scala nella citata aria tenorile (con un applauso a scena aperta che pareva non volesse finire più). Ma, quel che è più bello, apprezzamento da parte del pubblico anche per i cantanti più giovani, che si sono ben integrati nelle parti d’insieme. L’emozione ha raggiunto il culmine con una prova d’insieme che ha visto in scena tutti e sette i solisti e che ha messo in risalto anche le doti dell’orchestra (ben introdotta dall’arpista Alice Belardini Pini) e del coro: il finale dell’opera. Una manciata di minuti in cui le sfaccettature melodiche e armoniche si accavallano per creare un’atmosfera davvero strabiliante. Roba da brividoni. E siccome alla fine il pubblico non la smetteva più di applaudire, di battere i piedi, di gridare e di esaltarsi… Ecco il bis. Davvero un bis del finale dell’opera, con rinnovata emozione e gioia, specie a veder le cantanti cantare con i mazzi di fiori in mano…

Bis coi fiori in mano! Foto: Imaginarium Creative Studio

Che opera, il Guglielmo Tell! Che serata, questo concerto con interpreti stupendi! Che teatro, questo Teatro Verdi che riesce ancora a stupire ed emozionare dopo centocinquant’anni. Il pubblico commosso ringrazia. E spera di poter rivivere presto queste gioie teatrali nella prossima stagione lirica, ed auspicabilmente anche in serate concertistiche come questa, di grande impatto artistico ed educativo.

Per la cronaca 1: nel programma di sala si legge l’annuncio dell’ultimo brano in programma: Tutto cangia. Un piccolo dubbio s’insinua. Ma non è che magari  il Todo cambia di Mercedes Sosa abbia qualcosa a vedere con il libretto musicato da Rossini? Ebbene no. Ma è interessante osservare come sia stato mirabilmente tradotto il libretto originale dell’opera (che era in francese) per ottenerne la versione italiana.

Tout change et grandit en ces lieux.
Quel air pur!

Diventa in italiano:

Tutto cangia, il ciel si abbella, 
L’aria è pura.

Per la cronaca 2: Il concerto è stato trasmesso in diretta per i cittadini su un grande schermo installato in Piazza della Berlina, a un passo dal teatro, grazie all’installazione realizzata da Alfea Cinematografica.

Per la cronaca 3: al culmine del concerto, nel momento più bello, proprio al risuonare di quel Tutto cangia del finale, naturalmente qualche mormorio anima la platea e i palchi (come succedeva con il concerto per violino di Ciajkovskij ai tempi della pubblicità dello Stock 84). Perché quella musica magica di Rossini, anche chi non si è mai interessato di opera, ma che ha magari qualche annetto sulle spalle, la aveva già sentita e risentita, e come!

 

 

 


Responses

  1. […] Era proprio tanto tempo che non si vedeva l’ultima opera di Rossini al Teatro Verdi di Pisa. L’ultima volta a Pisa fu nel 1968. Ma un succosissimo estratto dell’opera fu presentato in forma di concerto nel 2017, per celebrare i 150 anni del Teatro, dato che il Guglielmo Tell fu proprio la prima opera rappresentata al  nel teatro pisano. Di quella celebrazione si era ragionato qui. […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: