Pubblicato da: miclischi | 17 luglio 2017

I cannibali di Wright Morris: una bella scoperta.

Uscito nella Universale Economica Feltrinelli nel 1961

Eccolo qui, un altro libro comprato chissaqquando a metà prezzo al piano di sotto de Mel Book Store senza sapere niente né del libro stesso né dell’autore. Ma quella Universale Economica Feltrinelli degli inizi degli anni sessanta, la traduzione di Oreste del Buono e quella formidabile copertina di Heiri Steiner fecero scattare una molla imprescindibile. Quando anche dalle collane economiche uscivano libri davvero ben fatti.

Poi finalmente fu letto, in questo torrido inizio d’estate 2017. Che pure torride sono le ambientazioni californiane e messicane nelle quali si svolge la storia.

Amore fra i cannibali è uno dei tanti romanzi scritti da Wright Morris. In questa storia, che pare di vederla in un film hollywoodiano in cui a far da sfondo c’è la voce narrante di Humphrey Bogart, si dipanano le molli giornate di questi due canzonettari di successo (uno fa le musiche e l’altro i testi). Gli agi del successo, le bambole di cui si circondano, il contrasto ruvido fra i luoghi comuni delle loro canzoni (e delle loro vite) e l’arrivo inusitato di un elemento di disturbo della quiete pacifica del trantran senza scossoni.

E’ lei, la cosiddetta greca, a portare lo scompiglio, a rompere gli equilibri, a fare da contraltare alla sciacquina in cerca di successo e di ascesa sociale che completa l’inusitato quartetto che lascia la California per un’avventura in Messico. La greca non si cura di tutto questo ripetersi all’infinito di luoghi comuni, di frasi fatte, di situazioni precostituite: va per la sua strada fatta soprattutto di verità, senza adattarsi alle convenzioni e senza secondi fini.

Una storia raccontata appunto come la trama di un film, che scorre via semplice e piacevole, premurandosi di far apparire tutto – anche gli imprevisti più clamorosi – come frammenti di normalità. E come va a finire? Naturalmente con un finale aperto. Lasciando all’immaginazione del lettore il compito di ipotizzare se la greca abbia davvero portato un cambiamento nell’immobilismo del duo affogato nello show business, oppure no.

Proprio una bella scoperta.

Una copertina d’epoca per la versione americana

Per la cronaca 1: Wright Morris, oltre a scrivere libri, scattava anche fotografie. Qui c’è una galleria di sue immagini. Una serie di articoli di Morris usciti sul New Yorker, invece,si trovano qui.

Per la cronaca 2: Il blog Bibliopoetry, oltre alla biografia di Heiri Steiner di cui sopra, presenta anche due collezioni di sue copertine feltrinelliane: qui ce ne è una con 12 immagini, qui un’altra con altre 24 copertine, fra cui quella del Gattopardo.

Per la cronaca 3: La versione originale del libro (Love Among the Cannibals) si può trovare qui.

Per la cronaca 4: Ritorna anche in questo libro, come dal nulla,  una variazione sul tema della celebre citazione dalla Ballata di Oscar Wilde: A noi piace uccidere coloro che amiamo, credo: però ai miei tempi non si usava vantarsene.

 

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