Pubblicato da: miclischi | 25 maggio 2017

Mary McCarthy e il suo Gruppo: una bella scoperta

Un classico della letteratura USA anni ’60.

The Group. Questo libro tiene proprio compagnia. La prosa serratissima senza pause, fitta fitta di dettagli descrittivi oltre che narrativi, con dialogo ridotto, induce a calarsi e a lasciarsi avvolgere in questo ambiente coeso delle otto compagne di College e nelle loro vicende post-depressione del ’29.

Le vicende post-universitarie di otto compagne di studi narrate in questo romanzo di Mary MacCarthy si svolgono negli USA fra le due guerre; ma il libro fu pubblicato nel 1963. Suscitò indignazione o scandalo e la sua diffusione, per esempio, fu vietata in Australia (come ben raccontato da questo bell’articolo del Guardian).

Perché questo grande scandalo? Perché Mary McCarty dà voce alle donne, alle loro esigenze, ai loro sentimenti, alle loro scelte, ai loro desideri. Donne tutte diverse eppure unite, di diversa provenienza sociale, di diverso atteggiamento nei confronti dell convenzioni sociali che prevedono, semplicemente, che se ne stiano al loro posto senza alzare la voce e accettando una società di impianto decisamente maschilista. Era così fra le due guerre, era così anche nel 1963. E quindi, lo scandalo.

Si parla (le donne parlano) esplicitamente di desiderio sessuale e di rapporti sessuali, di contraccezione, di orgasmo, di allattamento al seno, insomma di argomenti tabù negli States puritani ai tempi dell’assassinio di J.F. Kennedy.

Ma non si presenta come libello sovversivo, questo grande dipinto sociale di Mary McCarthy. Avvolge e affascina soprattutto per la raffinata abilità narrativa e per la puntigliosità con cui i caratteri di tutti i personaggi sono impietosamente messi a nudo. Emergono così, a fianco della pretesa ambizione all’anti-conformismo, anche le debolezze, le tendenze alla rassegnazione, la depressione, la morte. Forse non è un caso, bensì un abile intento narrativo, che la storia inizi con un sorprendente matrimonio e si concluda con un altrettanto sorprendente funerale.

Una specie di trattatello antropologico e sociologico che scorre via lieto fra le pagine di questo racconto avvincente, a volte ridanciano, a volte tragico. C’è anche, a far da basso continuo, la cultura profonda di cui queste donne coraggiose si sono appropriate negli anni al Vassar College. C’è la musica, c’è la filosofia politica, c’è anche una citazione di Dante in italiano (il Conte Ugolino rinchiuso nella torre della fame), e una semi-parafrasi di Oscar Wilde (Each man kills the things he loves).

Una bella scoperta, un grande piacere di lettura, insomma proprio un bel libro.

Il film

Per la cronaca 1: fa di molto comodo poter consultare una sintesi di poche righe che descrive ogni personaggio. Infatti nella narrazione si salta bruscamente da questa a quella donna del Gruppo, e a volte viene da perdersi. Questo memorandum sui personaggi si trova meritoriamente qui, sulla pagina di Wikipedia dedicata al romanzo.

Per la cronaca 2: Grazie a Cees Nooteboom. E’ stato grazie a lui e al suo Tumbas (se ne ragionava tempo addietro qui) che venne voglia di leggere questo romanzo. Fra tutti i poeti, gli scrittori, gli artisti a cui Cees Nooteboom dedica le due riflessioni, Mary McCarthy è quella cui vengono dedicate parecchie pagine più degli altri. Quindi questa apparente anomalia andava indagata. E’ stata un’indagine molto piacevole e soddisfacente.

Per la cronaca 3: Naturalmente, c’è anche un film tratto da questo romanzo. Fu realizzato da Sidney Lumet nel 1966 e nel cast c’è fra le altre anche Candice Bergen. Prima o poi andrà visto anche quello.

Per la cronaca 4: In Italia il romanzo è disponibile nel catalogo Einaudi, nella traduzione di Elena dal Pra.

 

 

Annunci

Responses

  1. […] (grazie, Bethan!), ingenuamente pensò che si trattasse di una specie di versione maschile di The Group, che difatti il libro della McCarthy era stato letto non molto tempo prima. Là c’erano otto […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: