Pubblicato da: miclischi | 9 maggio 2017

Peter Høeg cattura e affascina con i suoi racconti notturni

Trovato si seconda mano allo Slipway di Dar es Salaam

C’è poco da fare: la densità narrativa di questo straordinario autore danese è pazzesca e cattura, avvolge, angustia e affascina, strangola in una stretta di piacere e insomma non permette di distrarsi. Nell’affrontare questa raccolta di racconti raccattata nella sezione di libri usati della libreria A Novel Idea allo Slipway di Dar es Salaam ci si sente subito avviluppare nelle straordinarie doti di Peter Høeg. E prima di tutto ci si stupisce di come già in poche righe riesca a mostrarsi maestro della narrazione e insomma a trovare subito la complicità del lettore.

Pubblicato nel 1990, Racconti notturni, questo libro di short stories precede di due anni il successo mondiale di Smilla (1992) e segue a due anni di distanza (1988) lo straordinario esordio (La storia dei sogni danesi), che per essere un esordio si avvicinava già parecchio a essere un capolavoro.

Otto storie che si dipanano nei contesti più diversi – dall’Africa equatoriale di Conrad al mare di fronte a Lisbona, alla Danimarca, naturalmente – ma con un punto in comune fra tutte (la notte del 19 marzo 1929), o meglio due, come dice l’autore stesso nel preambolo: sono tutte storie d’amore. Che si sviluppino sul palcoscenico di un teatro, o negli equilibri instabili di una barchetta, in un laboratorio di fisica teorica, nelle aule di un tribunale o chissaddove, sono tutte storie in cui l’amore è il personaggio principale. L’amore con la sua forza e le sue contraddizioni, le implicazioni sociali, ma anche l’immagine o il riflesso dell’amore e dei suoi attori. Ma i personaggi e i temi si spalmano sul contorno, sullo sfondo che li avvolge e li incorpora, li domina, e prevale sul dipanarsi delle umane vicende. Come se, alla fine, l’universalità prevalesse sull’individualità.

Uscito in Italia nel 1997

Uno di quei libri che verrebbe voglia di tenere lì a portata di mano, per aprirlo a caso una volta ogni tanto, leggere un paio di frasi e venire risucchiati nelle atmosfere fantastiche di questo autore fantastico.

Per la cronca 1: Il libro fu pubblicato in italiano nel 1997 negli Oscar Mondadori (traduzione di Bruno Berni), ma pare che non sia più disponibile e bisogna cercarlo sul mercato dell’usato.

Per la cronaca 2: Il testo è ricchissimo di immagini, suggestioni e citazioni. Fra le tante, eccone due. Nel racconto su Conrad in Congo (Journey into a Dark Heart) viene menzionata la Torre Pendente di Pisa, per raffigurare l’instabilità delle certezze matematiche del personaggio David. E poi, nella storia sulle  vicende giudiziarie e personali del giudice Ignatio Langstat Rasker, compare il modellino dello Spray, la barca con cui Joshua Slocum fece per primo il giro del mondo a vela in solitario.

As a boy I read seafaring tales. Without exaggerating, I can say that I spent a large part of my childhood and youth at sea, without ever leaving dry land.

 

Piacevoli sorprese nei libri usati: una dedica.

 

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Responses

  1. Ciao! Sono entrata per caso qui da te; se non ti spiace, per seguirti, aggiungo il link del tuo blog agli altri del mio blogroll 🙂


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