Pubblicato da: miclischi | 22 aprile 2017

Una bella serata con il quartetto di Francesco Ponticelli all’ExWide

Dal paginone centrale del libretto del CD “Kontiki” – Foto di Francesco Poeti

Chissà come fa, Enrico Morello, a camminare tranquillamente per strada, un passo dopo l’altro. Chissà come fa a non lasciarsi prendere dall’imprescindibile necessità di rompere quel ritmo dei passi per aggiungerci salti, sussulti, soprese e brusche virate imprevedibili. Proprio come fa quando suona mirabilmente la sua batteria.

E Dan Kinzelman? Quanto sarà alto? Quasi due metri o più di due metri? Domina il palco con la sua statura impressionante, ma ancora di più impressiona la sua abilità esecutiva nell’alternarsi fra il clarinetto e il sax tenore. Certo, a qualcuno fa godere di più il suono del sax, ma la sua intensità esecutiva nell’avventurarsi per scale discendenti del registro basso del clarinetto fa quasi riconciliare anche con questo strumento.

Enrico Zanisi siede al piano, timidamente volgendo le spalle alla sala, come per concentrarsi meglio sulla tastiera. Sulla quale risulterà tutt’altro che timido. Occhieggiando il batterista, con il quale scambia sguardi in tralice da un estremo all’altro del palco, gioca a rincorrere ritmi sorprendenti e inaspettati, conditi da grande agilità.

E poi c’è lui, Francesco Ponticelli, il compositore e leader del quartetto. Abbracciato sensualmente al suo contrabbasso che pizzica quasi con discrezione, suona anche con la bocca cantando silenziosamente quasi tutto il tempo. Ma si legge nel suo sguardo un livello di concentrazione altissimo, mentre deve contemporaneamente seguire il percorso della musica che ha nella testa e sullo spartito per portarla alle dita, e al tempo stesso coordinare il suo gruppo. Lo fa con lo sguardo, con il respiro musicale, con una specie di tensione magnetica che emana intorno a sé.

In Vicolo Franceschi a Pisa

Abène, ci voleva proprio, dopo un’invernata di concerti operistici o sinfonici, oratori, musica da camera… un bel concerto all’ExWide di Pisa con il quartetto di Francesco Ponticelli.

Musica composta, che fa bella mostra di sé sugli spartiti che punteggiano il palco, e poi finiscono a terra alla fine del brano. Musica raffinata, frutto di un grande impegno compositivo e di una estrema cura esecutiva. Insomma una goduria fatta di sensazioni, di sorprese, di perdersi languidamente nel seguire ora questa ora quell’idea che si rincorrono fra questi musicisti affiatatissimi.

La serata ha presentato brani diversi dall’ultimo disco (Kon-Tiki), il che ha permesso di farsi un’idea della varietà compositiva ed esecutiva di questo gruppo. Ma se si dovesse riassumere in una parola la qualità di questa musica che rimane addosso dopo il concerto, viene in mente di definirla soprattutto raffinata.

Una bella scoperta, una splendida serata, insomma, ci voleva proprio. L’acustica non era il massimo – piano e basso erano davvero in secondo piano mentre dominavano i fiati e la batteria. Nell’ascoltare poi a casa il disco Kon-Tiki  l’acustica ci guadagna ma… Si può dire? Lo sfrigolante frizzore che emana da questi musicisti straordinariamente coesi, quello si è goduto per davvero dal vivo!

Il CD pubblicato da Tuk Music

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: