Pubblicato da: miclischi | 1 aprile 2017

Born to run: l’autobiografia di Bruce Springsteen

Uscito in tutto il mondo nel 2016

I cani del Mulino di chiamavano Bruce e Clarence. Che infatti la musica della E Street Band con la voce di Bruce Springsteen, proveniente da musicassette C90 su cui venivano amorevolmente copiati gli album del Boss, era una delle colonne sonore di quei tempi al Mulino. Come le voci di Sandro Ciotti e Enrico Ameri che esaltavano le imprese eroiche di Falcao, Pruzzo, Conti, il roscio e gli altri, per non parlare di Ciccio Graziani. Quando la fede nella maggica era incrollabile.

Altri tempi. Ma se qualche decennio dopo esce la biografia del Boss, viene certo voglia di leggerla: quando si affacciò invitante dagli scaffali della libreria aeroportuale di Eindhoven, ebbene sì, fu impossibile resistere.

Una prosa fresca e incalzante, quella del Boss, un po’ come quando nei suoi concerti si dilunga a parlare (clamoroso il racconto della storia che diede origine a The River – nel triplo tutto dal vivo). Un racconto fitto fitto di episodi, personaggi, particolari. Bruce Springsteen si rivolge al lettore per illustrare la natura del suo lavoro autobiografico: I haven’t told you “all” about myself (…). But in a project like this, the writer has made one promise: to show the reader his mind. In these pages I’ve tried to do that.

La parte del libro di gran lunga più godibile è di sicuro quella in il Boss racconta la propria vita prima di diventare famoso. La vita di famiglia nella campagna del New Jersey, le radici italo-irlandesi profondissimamente permeate di cultura cattolica, la scoperta della musica, il desiderio di imparare, la passione nello studio (della musica), l’abbandono della scuola… insomma quando il Boss era ancora un cellettone di campagna maturò in lui una passione musicale che avrebbe condizionato tutta la sua vita. Niente droghe, poco alcol, ragazze insomma… Il Boss si racconta come una sorta di eccezione rispetto ai canoni usuali per qualcuno che, negli anni ’60 del ‘900, si preparava a diventare una star del rock. Ci sono i primi gruppi con cui suonare, i primi concerti nei locali più improbabili, insomma c’è in quella fase della vita del Boss una sorta di genuinità primordiale che lo accompagnerà per sempre, anche quando per davvero sarà una superstar.

Una musicassetta del Boss sopravvissuta dai tempi che furono

Con il successo arriva anche il caos. Per tutta la vita il Boss si è affidato alle cure di psicoterapeuti, ha attraversato cicli di depressione e ha fatto largo uso di psicofarmaci. Un prezzo forse inevitabile da pagare. Eppure, anche in questo periodo centrale del libro, quello naturalmente più esteso – scandito dai titoli degli album ma non solo – rimane qualcosa dell’innocenza, quasi dell’ingenuità delle origini. E le relazioni umane, con la moglie Patti e i figli, ma anche con i genitori (storia complicata), con le sorelle, con i musicisti della Band, con i tecnici e con i produttori, insomma questa rete infinita di affetti rimane sempre davvero come una rete salvifica come quella dei trapezisti.

Quando le C90 erano davvero un pezzo importante dell’esperienza musicale.

Ci sono tante gioie e successi, nella storia del Boss, c’è il bisogno imprescindibile di suonare davanti a una folla infinita, di andare in tour per gli States e per il mondo,  ma anche quello di continuare a cercare il suo rapporto intimo con la  musica nelle registrazioni domestiche da solo con la sua chitarra.

Ci sono le tante tragedie della morte. Due fra tutte: quella del padre, e quella del fratellone nero, The Big Man  Clarence Clemons. Ci sono le risate e ci sono le lacrime. Ma soprattutto c’è tanta musica e tanta poesia.

Una lettura cessuale durata qualche mese, a piccole dosi, fino al finale che è una galoppata in moto nella notte. Una lettura fatta di tanti flash-back sonori e non solo. Sì, è stato bello tornare a sentire il sax di Clarence e la voce di Bruce risuonare nei ricordi del Mulino, e non solo del Mulino. Una lettura estremamente appagante. Un altro dono del Boss.

Per la cronaca 1: Bruce Springsteen racconta in questo video le origini del libro e la sua lentissima genesi (gli ci sono voluti sette anni).

Per la cronaca 2: In Italia il libro è stato pubblicato da Mondadori (stesso titolo naturalmente!).  Per l’edizione originale, qui c’è la pagina di amazon.it (da cui si può accedere a un estratto del libro).

Per la cronaca 3: Per strano che possa sembrare, fra gli innumerevoli concerti citati nel libro manca quello del Madison Square Garden nel 1979 per un futuro non-nucleare: No nukes (The Muse Concerts For a Non-Nuclear Future). Dal concerto fu prodotto un triplo album che contiene delle vere perle. Qui si può vedere la performance del Boss al quel concerto con la E Street Band.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: