Pubblicato da: miclischi | 9 febbraio 2017

La Sagra della primavera con Gergiev al Parco della Musica: fenomenale!

La Sagra della Primavera al parco della Musica

La Sagra della Primavera al parco della Musica

Accademia Nazionale di Santa Cecilia, febbraio 2017. Una bel trittico di compositori russi sotto la direzione di Valery Gergiev. Roba da non lasciarsi sfuggire. Non tanto per il Rach3, che s’era già sentito nella stessa sede l’anno scorso (non che non faccia sempre piacere rivedere un pianista alle prese con questa maratona), bensì per uno Ščedrin da scoprire (mai sentito prima), e soprattutto per vedere finalmente dal vivo un’orchestra alle prese con la Sagra della Primavera di Stravinskij.

Si comincia con Ščedrin e il suo brevissimo Concerto per orchestra dal titolo Naughty Limericks. Gustosissimo pezzo di musica che suona divertente, beffardo, irriverente, sorprendente, con salti di ritmo e di stile, insomma davvero proprio come un limerick della migliore tradizione irlandese. Grande sfoggio delle potenzialità di tutte le sezioni dell’orchestra. Davvero una bella scoperta. Tra l’altro anche qui, come si sentirà dopo nella Sagra, all’inizio gli archi tacciono, e per una volta si godono le evoluzioni dei legni e degli ottoni prima di mettersi a loro volta al lavoro.

Si prosegue con il terzo concerto di Rachmaninoff. Al piano il giovane solista koreano, premiato al Concorso Chopin, Seong-Jin Cho. Incanta all’inizio con una resa assolutamente languida (e non scandita) della celebre cantilena che dà avvio al concerto. E rimane straordinario nelle parti di agilità melodica. Quando si tratta però di percorrere in lungo e in largo la tastiera con quelle pazzesche successioni di accordi che si rincorrono, diventa un po’ pedaloso e il suono perde di lucidità. E’ giovanissimo, si farà.

Finalmente, dopo l’intervallo arriva quel che si aspettava: La sagra della primavera di Stravinskij.

La foto di Richard Avedon sulla copertina del disco

La foto di Richard Avedon sulla copertina del disco

Una composizione che finora era stata ascoltata e riascoltata soprattutto sui solchi consumati di un disco CBS (vinile) di chissà quanto anni fa, con l’autore sul podio. Una di quelle composizioni che, anche se eseguita in forma di concerto (pur senza le coreografie per le quali era stata immaginata), costituisce di per se stessa una performance da vedere, oltre che da sentire. Infatti è uno di quei pezzi (una moltitudine di pezzi, a dire il vero) che celebrano l’orchestra, le sue sezioni, i suoi strumenti e, naturalmente, i suoi strumentisti.

E’ noto che al momento della prima rappresentazione questa novità rivoluzionaria suscitò sopratutto scandalo (e l’indignazione in particolare di Debussy, che tuonò contro gli stravolgimenti proposti da Stravinskij). E’ passato poco più di un secolo, e adesso questa composizione geniale è diventata a tutti gli effetti decisamente un classico. E lo spettacolo musicale, specie se eseguito da una compagine di altissimo livello come quella di Santa Cecilia, sotto la attentissima e struggente guida di Valeri Gergiev, è davvero impagabile.

Comincia da solo il fagotto. Poi si uniscono i corni (innumerevoli) e i clarinetti (c’è anche il quartino e il basso), poi il corno inglese, i flauti (ce ne sono cinque, di cui due ottavini), e poi via gli innumerevoli legni e ottoni; compaiono le percussioni (numerosissimi professori occupano tutta l’ultima fila, ci sono addirittura due set di timpani e due grancasse), e infine gli archi (9 contrabbassi!). Una meraviglia di musica, di sorprese, di sfide assai ardue per tutti gli strumentisti. E nello scorrere degli episodi si alternano toni tenui con fragori pazzeschi. Davvero, una celebrazione della musica, una celebrazione dell’orchestra. Andava proprio vista, oltre che sentita. Abène. Ci voleva.

Per la cronaca 1: Una parte cospicua della Sagra della Primavera fu utilizzata nel film musicale di animazione di Walt Disney (era il 1940). L’episodio rappresenta l’inizio della vita sulla Terra fino alla comparsa dei dinosauri. Un estratto video della seconda parte si trova qui.

Per la cronaca 2: Bisogna pur ricordare che la Sagra è nata come musica per un balletto (per quanto breve). Qui c’è il video di una rappresentazione con la coreografia di Pina Bausch.

Per la cronaca 3: I ritratti di Richard Avedon: Stravinskij e non solo. Qui c’è un bell’articolo del New York Times su Avedon ritrattista, con alcune foto. Qui invece si può ascoltare una bella radio-intervista a Richard Avedon ottantenne in occasione dell’inaugurazione di una sua mostra di ritratti al MOMA di New York.

Per la cronaca 4: I video della rappresentazione orchestrale permettono di apprezzare il lavoro dei singoli strumentisti e delle varie sezioni dell’orchestra. Qui c’è un video dei BBC Proms del 2013. Qui invece c’è proprio Gergiev, con la London Symphony Orchestra.

 

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