Pubblicato da: miclischi | 26 gennaio 2017

La Leica di Goldfinger

Vero o falso?

Vero o falso?

Oh quale piacevole sorpresa quando Joachim Seinfeld si presentò con questo inusitato presente. Leicista convinto da tempo immemore, non si lasciò ingannare da questa Leica dorata, ma pensò giustamente che sarebbe stata apprezzata come curiosità.

Perché, cosa c’è che non va in questa Leica? Prima di tutto il numero di serie (15257). Dalla pregevole pubblicazione di Gianni Rogliatti (Leica – cinquant’anni) si desume che quel numero corrisponde a una Leica I prodotta nel 1929. Ora, una caratteristica delle Leica I era la vistosa staffa metallica a fianco del corpo obiettivo, per il blocco della messa a fuoco in posizione infinito. E in questa Leica dorata quella staffa non c’è; e l’aspetto è simile  a quelle delle successive II e III (la lista completa dei numeri di serie delle Leica con passo a vite si trova anche su Internet, qui). E poi c’è una accurata disamina di tutti i modelli della Leica I su questo sito.

La visione dall'alto è particolarmente utile per notare le differenze fra la vera e la falsa Leica .

Anche la visione dall’alto è utile per notare le differenze fra la vera e la falsa Leica .

Ma questo è solo l’inizio. Infatti ci sono fior di siti web che aiutano a districarsi fra le varie imitazioni (per lo più sovietiche) delle Leica a vite. Uno fra i più completi e pratici, perché mostra proprio sei parti del corpo macchina che differiscono visibilmente, si trova sul sito web di Rick Oleson. Salta subito all’occhio, per esempio, fra cui è abituato a maneggiare le Leica a vite, che manca la ghiera per i tempi lenti sul frontalino della macchina.

Si erano già incontrate in passato delle copie della Leica che però erano dichiaratamente tali (come le Zorki  o Fed). Qui invece si tratta proprio di un falso più che di una copia, visto che l’apparecchio è proprio marcato Leica.

Dettaglio della marcatura Leica

Dettaglio della marcatura Leica e del numero di serie

Comunque, dopotutto, perché no? E’ un bell’apparecchietto vintage gradevole e tascabile, con la sua bella custodia di cuoio… magari poi è anche di qualità. Per cui si scattò un rullo di prova. Era il 2014 (!) e la prova rivelò subito il problema principale di questa macchina d’oltre-cortina: la tendina forata. Problema già riscontrato per l’appunto in altre macchine dell’est Europa, mentre non si è mai notato sulle pur vetuste Leica originali. C’è anche qualche dubbio sulla rapidità dell’otturatore sui tempi lenti, ma insomma quella tendina sforacchiata che produce aliene luninosità sul fotogramma rende questa Leica dorata quasi inutilizzabile (a meno che non si sia proprio alla ricerca di effetti speciali).

Dal primo rullo di prova scattato nel 2014.

Dal primo rullo di prova scattato nel 2014.

Vabbè, si potrebbe dire, tutto sommato non è poi così male, e poi l’entità dei pallini luminosi si nota e non si nota, a seconda anche di quanto rimane alla luce la macchina (con la tendina chiusa) fra uno scatto e l’altro.

E così, per cause imprecisate, passarono altri quattro anni e rotti. Poi venne voglia di riprovarla, questa Leica effetto-Goldfinger, e fu ripresa in mano in questo inizio di 2017.

Qualcosa è cambiato? Decisamente sì! A star lì inutilizzata la tendina di sicuro non si è autoriparata, ma anzi pare che le lacerazioni si siano parecchio ingrandite, tanto da apparire proprio delle presenze aliene sul fotogramma, adesso molto più di prima. E anche lo scorrimento della tendina non appare dei più fluidi, pertanto anche i tempi di esposizione possono risultare largamente approssimativi.

Il secondo rullo di prova scattato nel 2017. Per la cronaca era un PAN-F bibonato da >Punto Reflex alla fine degli anni '70 del secolo scorso.

Il secondo rullo di prova scattato nel 2017. Per la cronaca era un PAN-F bobinato da Punto Reflex alla fine degli anni ’70 del secolo scorso.

Vabbè, curiosità era e curiosità rimane. Peccato non poterla usare. A meno di non voler proprio cercare degli effetti inaspettati (fra l’altro le lacerazioni luminose si trovano proprio al centro del fotogramma quindi, sapendolo, ci si potrebbe anche ragionare sopra. E fare qualche nuovo esperimento!

Ormai non più disponibile.

Ormai non più disponibile.

Per la cronaca 1: pare che il libro di Gianni Rogliatti, scomparso nel 2012, non sia più disponibile. Magari però lo si trova sul ricco mercato dell’usato internettistico.

Per la cronaca 2: Fra i siti web che trattano delle copie delle Leica, oltre al già citato foto-documentatissimo articolo di Rick Oleson, ce ne sono vari altri, parecchio interessanti. Questo sito è dedicato proprio alle falsificazioni operate in Russia sulle Leica a telemetro della serie con passo a vite. Un sito dedicato in particolare alle finte Leica dorate si trova qui. Un ricco articolo (in italiano) sulle false Leica si trova sul sito Nadirmagazine.

Per la cronaca 3: Un’altra curiosità di questa finta-Leica dorata: a differenza di quanto accade spesso nelle macchine d’epoca a telemetro, dove lo specchio semitrasparente è diventato del tutto trasparente o quasi, rendendo di fatto inutilizzabile il mirino della messa a fuoco (lo si era notato per esempio a proposito delle Condor Ferrania) in questo modello il telemetro è di una nitidezza sconcertante. Almeno quello…

Un vero peccato che non sia in perfetto ordine. Però, che macchina!

Un vero peccato che non sia in perfetto ordine. Però, che macchina!

 

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Responses

  1. Ma nella tua prossima scesa a roma non si potrebbe fare un salto la domenica mattina a porta Portese per cercare qualcosa del genere? Mi hai fatto venir voglia di fare foto…vintage!

  2. Se puo’ essere utile, con un po’ di smalto per unghie (nero) si puo provare a riparare la tendina. Dalle fotografie, sembrano solo pochi forellini, senza grandi lacerazioni. In questi casi lo smalto funziona egregiamente e con poca spesa (come dire, la macchina e’ gia’ etichettata come “non-usabile”, sicche’ questa riparazione amatoriale, male non puo’ fare). Stesso discorso per i tempi lenti, anche senza una meticolosa manutenzione (leggesi, senza aprire completamente la macchina), si potrebbe provare a migliorare la reattivita’ della seconda tendina. Usualmente basta una goccia di lubrificante sui perni dei tre rulli porta tendina per vedere la macchina riprendere vita. Ma via, sono considerazioni forse un po’ trite e decisamente poco professionali. Un cordiale saluto, E.

  3. Grazie! Proverò.


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