Pubblicato da: miclischi | 10 gennaio 2017

Torna Lemaitre con le sue piccole e grandi crudeltà

Uscito nel 2015, due anni dopo il Goncourt

Uscito nel 2015, due anni dopo il Goncourt

Tre giorni, tre episodi nella vita di una persona, un bambino di dodici anni che poi ritroviamo a 24 anni e poi ancora qualche anno dopo. Tre giorni di un’esistenza che ne condizionano crudelmente  il corso, sia interiormente che nello svolgersi della sua vita sociale.

Due anni dopo il suo Au revoir là-haut, che gli valse il Premio Goncourt, Pierre Lemaitre torna a tormentarci con questo Trois jours et une vie.

Campagna rurale e forestale, dinamiche da piccolo paesino nel nord della Francia, vicini di casa, parenti, amici, scorribande di bambini nella foresta. Una parentesi parigina per gli studi di medicina, e poi il ritorno a Beauval. Su questo tessuto si innestano tre giornate particolari caratterizzate da altrettanti fatti. Una morte, un accoppiamento, una rivelazione.

Protagonista sempre la solita persona: tre giorni nella sua vita. Un romanzo a tratti avvincente, pieno di dettagli ambientali e di caratterizzazione dei personaggi, una grande abilità narrativa. La storia di svolge su due binari paralleli: da un lato la descrizione dei fatti (compresa una straordinaria bufera di pioggia con inondazioni e allagamenti) e dei personaggi; dall’altro l’evolversi tormentato dei pensieri nella mente del protagonista: ipotesi, interpretazioni, ricordi, angosce, piani fatti e disfatti, rassegnazione all’evidenza della realtà. C’è un sobbalzo portato dall’imprevisto nel secondo giorno; e poi la chiusa, quella del terzo giorno cruciale, in cui rimane apertissimo il finale…

Ci si fanno tante domande, sa… Anch’io… E poi, un giorno, si smette.

L'edizione italiana

L’edizione italiana

E durante tutta la storia, sia il protagonista che il lettore non smettono mai di interrogarsi: come si sarebbe svolta questa storia, questa vita, se i fatti fossero andati diversamente? Un libro che ripropone l’eterna questione del destino: quanto è dettato dal caso e quanto dalle scelte individuali? Davvero avrebbe potuto andare in un altro modo?

Un libro dal quale ci si separa mal volentieri e che impone una lettura quasi compulsiva. Un’altra grande prova di Pierre Lemaitre.

Per la cronaca 1: Il libro è stato pubblicato in Italia da Mondadori nella traduzione di S. Ricciardi (Tre giorni e una vita, 226 pagine, 18 euro).

Per la cronaca 2: Il paesino della provincia francese teatro dei fatti che danno avvio alla storia, e nel quale la storia si conclude, è Beauval. Si trova nel dipartimento della Somme e ha un paio di mila di abitanti.

Per la cronaca 3: Del libro Au revoir là-haut si era ragionato tempo addietro qui.

 

 

 

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Responses

  1. molto più bella la copertina italiana


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