Pubblicato da: miclischi | 5 gennaio 2017

Uomini e pirati fra Sicilia e Tunisia a cavallo fra ‘600 e ‘700

La copertina della vecchia edizione, meglio di quella attuale

La copertina della vecchia edizione, meglio di quella attuale, che raffigura invece un incongruo veliero

Incontrare i piccoli editori al Pisa Book Festival, farci due chiacchiere, sfogliare un po’ di libri, farsi consigliare… Molto spesso ne vengono fuori delle bellissime scoperte, come fu questo Usanza di mare, libro svelto e piacevolissimo di Antonino Rallo, pubblicato dalla casa editrice Coppola di Trapani.

Ci sono i soldati spagnoli, in Sicilia, ma anche altri eserciti imperialisti provenienti da altre parti d’Europa. E poi ci sono loro, i pirati turcheschi (come la turchesca rabbia cui allude Otello). Decisamente meno strutturati e prevedibili di quanto siano gli eserciti di questo o quell’impero.

C’è la Sicilia bistrattata, umiliata, saccheggiata. Ci sono i marinai, i tonnaroti, i corallari, i medici, i preti, gli inquisitori, i costruttori di navi, gli schiavisti e gli schiavi… Insomma c’è tutta l’umanità, in questo bell’affresco narrativo.

Ma la tradizione piratesca arriva solo un bel po’ avanti nella storia. Prima le vicende dei personaggi affollano le pagine con le loro singolari peculiarità. E si scoprono lembi di vite lavorative, di relazioni familiari, di pratiche marinare e della pesca, insomma un universo umano poliedrico e affascinante. E se lo spunto è stato quello di una storia vera, la frammistione con la narrazione romanzata è perfettamente riuscita, senza strappi o cicatrici.

C’era una volta una pubblicità di cioccolatini che inventò il termine scioglievolezza. Ecco, per questa prosa fresca e guizzante di Antonino Rallo, e pure pacata e serissima, si potrebbe appositamente coniare il termine leggevolezza. C’è un uso dell’italiano limpidissimo, con brevi sapide incursioni del siciliano e alcuni assaggi di lingua franca, fra i quali merita una menzione d’onore uno straordinario Pater noster.

Padri di noi, ki star in syelo, noi volir ki nomi de ti star saluti .. Noi volir ki il paisi de ti star con noi, i ki ti lashar ki tuto il populo fazer volo de ti na tera, syemi syemi ki nel syelo. Dar noi sempri pani de noi de kada jorno, I skuzar per noi il kulpa di noi, syemi syemi ki no skuzar kwesto populo ki fazer kulpa a noi. Non lashar noi tenir katibo pensyeri, ma tradir per noi di malu, perke ti tenir
sempri il paisi e il fortsa e il gloria. Amen.

rallo_antonino

Uno scrittore dall’estrema leggevolezza.

Ci sono tante mescolanze, in questa storia. Ci sono i luoghi geografici che si frammischiamo, ci sono le isole e c’è la terraferma. Ci sono gli uomini e ci sono le donne. I militari e civili, i laici e i religiosi, i dominatori e i dominati, i carnefici e le vittime. Eppure, c’è anche un’altra sottile mescolanza che si fa strada pian piano. I musulmani fanno schiavi i cristiani (alcuni dei quali magari si convertono e poi diventano essi stessi pirati). E fra gli schiavi cristiani ci sono anche degli ultra-cattolici irlandesi. E si mescolano i santi e i riti, le lingue e le liturgie. Ma la moglie del padrone islamico che acquista gli schiavi cristiani è ebrea. Ed ebreo è il medico che fu cacciano anni addietro da Trapani da perfidi inquisitori della Chiesa. Alla fine, nella scena solenne e trionfale di Lampedusa, quando si ritrovano tutti insieme nel santuario della Madonna (cristiani, musulmani, ebrei, agnostici, militari e civili, schiavi ed ex-schiavi, insomma l’umanità intera) diventa più luminoso il messaggio di convivenza universale possibile.

I tunisini lasciarono le loro offerte e recitarono orazioni davanti alla statua della Madonna. Poi si volsero dall’altra parte della grotta per recitare le loro preghiere su un tappeto sdrucito, steso da tempo immemorabile in direzione della Mecca. 

Che alla fine, si intuisce, il valore delle persone sta nelle loro parole e nelle loro azioni, non nelle divinità cui rivolgono le loro preghiere.

Una bella scoperta, quella di Antonino Rallo, e naturalmente verrà voglia di leggere qualche altro suo libro!

Per la cronaca 1: misteri della comunicazione, della rete, dei media. Il sito web della casa editrice, indicato nel libro stesso, non è attivo. Né è attivo il sito web http://www.antoninorallo.it/ , il che è un peccato, perché si annunciava molto appetibile.

Per la cronaca 2: Già, gli altri libri di Antonino Rallo: ma dove sono? Su ibs e su amazon risultano tutti non disponibili. Però dal sito Trapani nostra si accede al pdf, capitolo per capitolo sia di questo Usanza di mare, sia di L’isola di Re Ruggero, mentre dal sito (parallelo?) laretedicoppola, poare non si riesca ad accedere ai libri di Antonino Rallo. Toccherà aspettare il prossimo Pisa Book Festival!

 

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