Pubblicato da: miclischi | 18 dicembre 2016

La Barcellona di David Castillo: futuro prossimo o presente?

Un'altro libro di qualità da CartaCanta

Un’altro libro di qualità da CartaCanta

Un futuro drammaticamente non troppo lontano, anche se le atmosfere urbane sono un po’ alla Blade Runner. Una Barcellona sfatta, abbandonata a se stessa o meglio a bande di malviventi, miliziani, vigilantes mandati da chissà chi, prostitute, spacciatori di ogni genere di beni di consumo che trattano in dollari, ché gli Euro spagnoli non hanno più valore (quelli tedeschi sì). Fumi malsani e polveri tossiche, sparatorie per ogni dove, insomma una situazione distopica e sconcertante che sa un po’ di fantascienza e un po’ di diluvio prossimo venturo.

Ecco Barcellona non esiste, il romanzo denso, impegnativo e coinvolgente del poeta, giornalista e scrittore in lingua catalana David Castillo, impeccabilmente pubblicato da CartaCanta nella bella traduzione italiana fatta in tandem da María Isabel Fernández García e Ivonne Lucilla Simonetta Grimaldi (una piccola folla di nomi e di cognomi).

All’inizio il lettore rimane un po’ sconcertato da questo protagonista (l’io narrante) che sembra proprio fuori luogo in questa atmosfera da day after. Anziano, parecchio anziano, pieno di acciacchi e debolissimo, oltre che rintronato dall’alcol e dalle droghe, si muove nel caos come fosse in una bolla che gli consente di rimanere quel che era una volta. Continua a dedicarsi alla sua professione di giornalismo, cui dedica una piccola ironica apologia.

… il giornalismo, un mestiere così in poca sintonia con la realtà come l’acido lisergico. (…) … un passatempo insignificante che consiste nello spiegare i fatti degli altri tentando di renderli attraenti grazie allo stile personale. Narcisismo a dosi elevate per evitare di scrivere su certi temi con una certa profondità. 

E poi, cosa che lì per lì sembra ancora più fuori luogo, il protagonista continua a coltivare i propri interessi culturali per la poesia, l’arte, la letteratura, la filosofia. Come se intorno invece non prevalesse la follia. Sembrano quasi finte quelle scene in cui l’anziano protagonista trova nonostante tutto qualcuno con cui parlare d’arte e di cultura. Poi però, a poco a poco, la prospettiva cambia; e da utopia assurda questo aggancio fortissimo con la cultura del prima appare come l’unica ricetta per ribaltare la situazione.

Tra i movimenti, i potentati e gli eserciti che si affrontano, il protagonista viene attirato irresistibilmente dalle le Milicies de la Joventut , che fanno della dedizione alla cultura e al libero amore i pilastri del proprio credo e della propria linea politica.

Si susseguono le situazioni paradossali di violenza, di allucinazione, di sesso e di generale caos in cui però emergono con forza le idee pure e semplici di un ritorno all’onestà, all’altruismo, al rispetto. Populismo? Idealismo? Certo, in questo calderone che ci conduce  dolcemente verso il finale tragico, fra inchieste giornalistiche, esplorazioni del mondo underground ricostruito nelle gallerie abbandonate della metro, fumatine di oppio e incontri roventi con signorine pronte a tutto, alla fine l’idea, la fede nell’uomo e nei valori che una volta erano forti e riconoscibili, rimane l’ultimo appiglio per chi ci vuol credere. Tanto da non temere più neanche la violenza e la morte.

David Castillo (dal suo profilo su CCCB - Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona)

David Castillo (dal sito CCCB – Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona)

Si finisce il libro e si rimane con la sgradevole sensazione che questa parabola caotica non raffiguri un futuro immaginario, ma sia solo un raffinato modo di dipingere la realtà di questo inizio di millennio alle nostre latitudini. Una realtà fatta di crisi di valori, di disastri ambientali, di violenza diffusa, di continenti amministrati dai finanzieri e di governanti che ignorano chi governano. E rimane un bocca un’amarezza che neanche dopo svariati bicchierini di assenzio.

Savid Castillo: Barcellona non esiste. Traduzione dal catalano di María Isabel Fernández García e Ivonne Lucilla Simonetta Grimaldi. CartaCanta editore, 2015. 128 pagione, 14 euro.

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