Pubblicato da: miclischi | 10 dicembre 2016

Il nuovo libro di Fabiano Corsini: prima delle Arselle c’era Fernanda

Uscito nel 2016 da ETS

Uscito nel 2016 da ETS

Ha un grande dono, Fabiano Corsini: quello di saper raccontare di molto bene la Storia attraverso le storie. Come ci aveva insegnato  con le sue Arselle – personaggi sparsi sul litorale pisano – le piccole individuali vicende di una famiglia o di un ristretto nucleo di paese possono narrare la Storia con la esse maiuscola.

In questo nuovo libro, Il secolo di Fernanda, ci si sposta sulla lungomonte e si fa un salto indietro nel tempo. Uliveto, le cave, i barrocciai, i navicellai, la tragedia delle morti sul lavoro, l’emigrazione, i miraggi del benessere all’inizio del Novecento. E poi i fascisti, la guerra, i tedeschi, il rifugiarsi nella buca sul monte per scappare ai bombardamenti degli americani; e infine loro, gli americani, negri che non s’erano mai visti prima; e poi la lenta faticosa ripresa del dopoguerra.

Fatti e storie raccontati in modo piano e lineare, senza apparenti scossoni. Piccole fotografie dall’album di famiglia che a tratti si animano cinematograficamente per trasmettere un sapere antico prima che vada perso.

Perché chi legge infatti si domanda: e che ne so io di quel che succedeva sulla lungomonte all’inizio del ‘900? Ma leggendo e risfogliando, il lettore impara un sacco di cose sul lavoro (o l’assenza di lavoro), sulle dinamiche familiari e comunitarie di un paese di campagna, sulla convivenza stretta con Arno (senza articolo, giacché – s’impara anche questo – a Uliveto l’Arno è semplicemente Arno), sui mangiari e sui modi di dire e di parlare.

Questo intento educativo del Corsini, mai esplicito, ma proprio intessuto nella trama narrativa, è l’elemento fondamentale del libro, quello che alla fine lascia il lettore con la sensazione di essersi affacciato su un mondo sconosciuto, per quanto non troppo lontano né geograficamente né storicamente, e di averne tratto tanta graditissima canoscenza, come si fregerebbe di dire dantianamente il Ricoveri.

Alcuni momenti della presentazione del 7 dicembre al Fortino

Alcuni momenti della presentazione del 7 dicembre al Fortino

Alcuni commentatori, sui giornali, ma anche nella bella serata di presentazione al Fortino del 7 dicembre, pongono l’accento sui tanti significati umani e sociali del trasferimento della famiglia di Fernanda da Uliveto a Marina di Pisa. Una manciata di chilometri che porta a un altro mondo. Sarà. Ma resta il fatto che poco dopo questo cambio di registro, paesaggistico, linguistico, culinario e lavorativo, la storia finisce – dopo la scena della burrasca di mare e la morte di Felice. Per lasciare spazio, dopo un brusco salto nel tempo, a un breve sublime epilogo su Fernanda che ha cent’anni. E che cosa è successo nel frattempo? Niente paura, per scoprirlo basta andare a riprendere Arselle, e la storia riprende lì.

Abène, abbandonarsi a questa lieve e intensa scrittura corsininana; abène lasciarsi trasportare nel tempo e nelle situazioni, accompagnati a braccetto fra le stanze della Storia. Come s’era già detto a proposito di Arselle: anche stavolta una storia che andava raccontata, e Fabiano l’ha raccontata proprio bene.

La presentazione del 7 dicembre 2016: parole, sapori, musica.

La presentazione del 7 dicembre 2016: parole, sapori, musica.

Per la cronaca 1: Fabiano Corsini, Il secolo di Fernanda, Edizioni ETS, 2016. 100 pagine, 10 Euro.

Per la cronaca 2: Il 7 dicembre al Circolo Il Fortino a Marina di Pisa, una presentazione del libro particolarmente gustosa. Non solo per le parole dell’autore, del Bigongiali e del Franceschini, e le belle letture di alcuni brani del libro. Non solo per la bella musica e le belle canzoni, non solo per il polpo, la tarantina e la paranza. Il sapore vero di questa serata – e delle vicende narrate dal Corsini – ce lo ha dato lei, la Fernanda, nella proiezione di due brevi ma emozionanti video-interviste in cui questa splendida signora – quando aveva novant’anni – racconta il suo passato. Si vede la Fernanda raccontare alcune delle storie del libro, della guerra, della buca sul monte; e si vedono nei suoi occhi guizzanti e vivissimi gli occhi di Fabiano, la sua instancabile curiosità di sapere e di raccontare. La Fernanda se ne è andata proprio quando il libro doveva essere presentato nella sua Uliveto. Ma grazie a questo bel libro di Fabiano anche chi non la ha conosciuta personalmente può continuare ad ascoltare la sua voce e le sue storie. Grazie davvero, Fabiano.

 

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