Pubblicato da: miclischi | 5 dicembre 2016

Il piccolo spazzacamino di Britten al Teatro Verdi di Pisa

Britten per le scuole

Britten per le scuole

Il piccolo spazzacamino, su libretto di Eric Crozier. Eccola qui, al teatro Verdi di Pisa, l’opera che Benjamin Britten ha scritto per i bambini e gli studenti.  Ma non solo per loro come ascoltatori. I ragazzi e le ragazze delle scuole sono invitati a partecipare alla performance, e uniscono le loro voci a quelle dei cantanti che si esibiscono sul palco.

Già fa una bella impressione entrare in platea e vedere che è quasi completamente occupata da ragazzi e ragazze vestiti di bianco. Dispiace quasi non essere ai piani superiori, da dove si sarebbe potuto avere un bello sguardo d’insieme su questa compagine di artisti fuori dalla norma.

Poi arrivano gli strumentisti dell’orchestra Arché (pochini: due violini una viola e un violoncello con l’attivissima percussionista sempre al lavoro) e i due pianisti che suoneranno a quattro mani. Si abbassano le luci, arriva il Direttore Eddi De Nadai, e subito compare una video proiezione. Ma non una di quelle squallidotte che ci era capitato di vedere negli anni scorsi in questo teatro. No: qui c’è stato durante tutta l’opera un uso intelligente, e soprattutto funzionale, del video al servizio della narrazione scenica. Di fatto la vicenda si svolge dentro alla proiezione video e i cantanti si trovano al di là dello schermo su cui sono proiettate le immagini. Proprio una bella soluzione, anche se in certi momenti l’azione scenica risultava leggermente in ombra.

Dal uno dei videi caricati sulla pagina FB del teatro.

Da uno dei videi caricati sulla pagina FB del teatro.

I cantanti sul palco, ben diretti dalla regista Sonia Dorigo, se la cavano benissimo in questo carosello di situazioni che si susseguono a raffica. Sia le due adulte che la piccola folla dei bimbi di casa, nonché il piccolo spazzacamino apprendista-schiavo Sam, interpretato da Gein Mara. Un plauso i particolare va ai perfidi spazzacamini Black Bob e Clem (il basso Marco Innamorati e il tenore Gianni Coletta).

E i bambini in sala? Disciplinatissimi, zitti zitti, ma attentissimi a quel che fa il direttore. Poco prima che tocchi a loro si irrigidiscono, drizzano la schiena, e al momento giusto attaccano.

Fa davvero piacere – macché piacere, è proprio emozionante! – sentire e vedere le quattro sezioni del coro-platea che si rincorrono nella scena notturna al suono dei loro Tu-whuuu! – Kaaaah! – Pruuuuh! Pruuuuh! –  Pink! Pink! (il gufi, aironi, colombi e fringuelli).

Un’opera breve e intensa, ben rappresentata e ben diretta (sia sulla scena che nella buca), un’inno alla musica e alla sua diffusione anche fra i più giovani. Uno spettacolo bello, coinvolgente, divertente, commovente, intenso; ma soprattutto condiviso. Bravi a tutti!

Viene da porsi un dubbio: chissà se questi giovanissimi cantanti rimarranno segnati da questa esperienza. Dopotutto non capita tutti i giorni di cantare in teatro insieme a dei professionisti. Sarebbe interessante andarli a ricercare, magari tra dieci o vent’anni, per scoprire che ne è stato del loro individuale percorso musicale, quali tracce ha lasciato questa occasione speciale. Si è esaurita lì? Oppure ha scatenato curiosità, voglia di scoprire e imparare, e magari anche di continuare a cantare o suonare? Di certo Benjamin Britten avrebbe auspicato che questo piccolo seme gettato fra gli Huuuu! e i Kaaaah! germinasse per far crescere la dimensione musicale in questi piccoli cantanti.

Dal uno dei videi caricati sulla pagina FB del teatro (questa era la diretta streaming delle prove)

Da uno dei videi caricati sulla pagina FB del Teatro (questa era la diretta streaming delle prove)

Per la cronaca 1: Una pagina di approfondimento su questa piccola grade opera di Britten si trova qui. Il libretto in italiano, invece, lo si può trovare qui.

Per la cronaca 2: Una curiosa coincidenza: il programma wikimusic di Radio 3, proprio questo 4 dicembre 2016, ha dedicato la puntata a Benjamin Britten raccontato da Alessandro Macchia. La trasmissione si è quasi esclusivametne concentrata sulla sua musica vocale. Il podcast si può ascoltare qui.

Per la cronaca 3: L’elenco numerosissimo di scuole, insegnanti e maestri di musica che hanno partecipato a questa splendida rappresentazione è proprio infinito. Ma lo si può trovare qui, insieme al cartellone completo dell’opera. Nel programma di sala c’era anche la lista completa dei piccoli cantori.

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