Pubblicato da: miclischi | 4 dicembre 2016

Limitrofia: il laboratorio fotografico della Gorgona in mostra a Pisa

Liberarsi con la fotografia

Liberarsi con la fotografia

C’è tempo fino al 13 dicembre 2016 per andare a vedere questa mostra fotografica inusuale sulla rampa di scale a fianco dell’ingresso del Comune di Pisa. Inusuale perché non è la mostra di un fotografo, bensì l’esposizione di alcuni degli scatti realizzati dai detenuti del carcere dell’isola di Gorgona durante il laboratorio gestito da Francesco Sinni.

Un lavoro durato due anni tra mille difficoltà logistiche, ma portato avanti con grande forza di volontà da Francescco Sinni il quale trasmette ai visitatori – a cui racconta volentieri la storia del laboratorio –  la propria passione civile ancor prima che fotografica.

Quattordici macchine fotografiche analogiche donate anonimamente da altrettanti fotografi della FIAF Toscana, quattordici ragazzi (così li chiama il Sinni, a prescindere dall’età, che gli allievi di un corso sono sempre ragazzi), lezioni teoriche, spiegazioni tecniche, nozioni di esposizione e di composizione,  e poi via, gli scatti in giro per l’isola.

Il progetto prevedeva inizialmente anche la fase di sviluppo e stampa, ma in seguito a difficoltà amministrativo-logistiche alla fine i negativi sono stati sviluppati e scansionati dal Sinni e poi stampati digitalmente, spesso in formato grande e grandissimo: immagini di grande impatto.

Francesco Sinni si sofferma volentieri a spiegare ai visitatori il progetto e gli scatti

Francesco Sinni si sofferma volentieri a spiegare ai visitatori il progetto e gli scatti

Che cosa raccontano questi scatti? Prima di tutto la libertà espressiva. Libertà: una parola che pare quasi un tabù nell’ambiente carcerario, e che quindi gli allievi del laboratorio hanno privilegiato nella propria individualissima ricerca fotografica.

Ci sono coloro che cercano negli scatti le allusioni alla propria condizione (ed ecco le catene, le mani legate, le sbarre – e il potentissimo scatto della mano tesa verso il porto e il mare, via da lì), ma anche tanti scatti di espressione naturalistica: gli alberi, gli uccelli, i paesaggi isolani, gli animali.

Insomma una visita godibilissima, accompagnata dalle parole pacate e illuminanti di Francesco Sinni, ma soprattutto una serie di scatti sorprendenti per intensità e per varietà di intenti espressivi.

Una mostra da non perdere, fra l’altro allestita in un ambiente inconsueto (le foto sono appese sui muri nel vano scale che conferisce all’installazione un ché di freddo e instabile – quasi una riproposizione dell’ambiente carcerario).

Scatti su per le scale

Scatti su per le scale

Per la cronaca 1: Il sito web del fotografo Francesco Sinni permette di affacciarsi anche agli altri progetti cui ha lavorato.

Per la cronaca 2: Alla mostra è possibile acquistare le stampe in vari formati delle immagini esposte. Il ricavato delle vendite è destinato a finanziare una pubblicazione che illustra il progetto e raccoglie una selezione dei numerosissimi scatti realizzati dai partecipanti.

Per la cronaca 3: Al piano terra, prima di avventurarsi per le sale, sono esposte anche le quattordici macchine fotografiche che sono state utilizzate per il laboratorio.

Anche le macchine fotografiche sono in mostra.

Anche le macchine fotografiche sono in mostra.

 

 

 

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