Pubblicato da: miclischi | 20 novembre 2016

Sebastian Faulks a caccia di memorie

Ci vuole pazienza, ma ne vale la pena.

Ci vuole pazienza, ma ne vale la pena.

Ci vuole un bel po’ di tempo e di pazienza per farsi prendere da questo romanzo di Sebastian Faulks. Anzi, all’inizio bisogna sforzarsi un po’ per andare avanti in questa scrittura statica e supponente, tragicamente British nella sua piatta flemma e fitta di stereotipi (un esempio fra tutti: che cosa succede a un inglese che trascorre qualche giorno nel sud della Francia? Naturalmente incontra una ragazza del luogo che per fare il bagno si spoglia nuda e si tuffa…).

Poi però, poco alla volta, la storia narrata in questo Where my heart used to beat cattura e avvince. Ci sono le due guerre mondiali (la prima nella quale muore il padre del protagonista, la seconda nella quale invece partecipa in prima persona, prima in nord Africa e poi nello sbarco di Anzio dove sarà ferito – e della quale fornisce vividi e crudi resoconti in prima persona); c’è la storia del bambino orfano e del suo riscatto attraverso lo studio; c’è il rapporto con la madre, con la campagna, con gli insegnanti; c’è l’incontro con un inaspettato alter-ego (commilitone del padre) con il quale confrontare la propria esperienza professionale e umana.

Ci sono le evoluzioni nell’approccio clinico ai pazienti degli istituti psichiatrici, la necessità dell’ascolto e il bisogno imprescindibile (per quanto evitato) di andare a ripescare nella memoria, nelle memorie. Ci sono le citazioni di T. S. Eliot, i rimandi quasi inconsapevoli (anche nel titolo) al libro di Jérôme Ferrari (Où j’ai laissé mon âme), gli amori vissuti e gli amori negati, la solitudine quasi imprescindibile e persistente, i condizionamenti della prima infanzia…

Insomma una specie di tuttomondo che alla fine risulta in una narrazione ricca e arricchente che si concentra soprattutto sul difficile tema del fare i conti con se stesso e con la propria vita (presente e passata: giacché tutti noi siamo fatti di quel che abbiamo vissuto). Un libro che richiede al lettore pazienza e persistenza, ma che alla fine ripaga alla grande.

Per la cronaca 1: Sebastian Faulks: Where my heart used to beat. Vintage, 2016. 336 pagine, 8,99 £. Il libro è stato pubblicato in italiano da Neri Pozza con il titolo Dove batteva il mio cuore (traduzione di Maddalena Togliani , 352 pagine, 17 Euro).

Per la cronaca 2: del libro di Jérôme Ferrari si era ragionato tempo addietro qui.

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