Pubblicato da: miclischi | 13 novembre 2016

Pisa Book Festival 2016: libri, editori, conferme, novità… e poi Björn Larsson

 

La quattordicesima edizione

La quattordicesima edizione

Direccoci di bernovo… Finalmente, puntuale come sempre, torna il festival pisano del libro. Una bella occasione per andare a trovare i piccoli editori cui i lettori si sono affezionati nel corso degli anni, per scoprirne di nuovi, per dispiacersi di quelli che quest’anno non sono tornati, e anche per partecipare a qualcuno dei numerosissimi eventi.

Il biglietto d’ingresso a 5 euro non scoraggia i visitatori e dopo un venerdì tiepido il pomeriggio di sabato 12 novembre ha visto di nuovo la grande folla angustiarsi nei corridoi gremiti. Andandoci però all’ora di pranzo c’è stata la possibilità di fare due chiacchiere con gli editori, sfogliare qualche libro con calma, e anche di farsi offrire un caffè dagli ospitalissimi standisti dell’editore Coppola.

Conferme: rimane saldamente in testa alla classifica ideale degli editori di qualità CartaCanta di Forlì, con i suoi libri di splendida fattura dalle copertine favolose. L’incaricato della casa editrice confessa di occuparsi della produzione saggistica, ma è in grado di offrire convincenti consigli sulla narrativa pubblicata dalla sua Casa. E così insiste, e insiste e insiste fino a convincere il visitatore riluttante che il libro Posizione orizzontale, del russo Dmitrij Danilov bisogna proprio leggerlo. Il visitatore si era orientato sul più smilzo Barcellona non esiste  del catalano David Castillo, ma non c’è stato niente da fare, alla fine furono acquistati entrambi. Del resto il bello di questa rassegna dei piccoli editori sta proprio lì: tornare là dove si sono già trovati prodotti di qualità, parlare, confrontarsi e alla fine scegliere.

Un'altra bella copertina di Elena Miele per le edizioni CartaCanta

Un’altra bella copertina di Elena Miele per le edizioni CartaCanta

Autore italo-francese che risiede in Maremma

Autore italo-francese che risiede in Maremma

 

Sempre nel settore conferme: visitina usuale alle Edizioni del Foglio Letterario di Piombino. E il Guantini? Gordiano Lupi scapeggia e replica: Vai, lo sapevo, me lo aspettavo! Niente da fare: anche quest’anno niente libro nuovo del Guantini. Peccato, perché questo grande narratore livornese ha lasciato i suoi appassionati seguaci con la voglia inestinguibile di leggerlo ancora. Ma, come al solito, bisogna farsi pur dare qualche consiglio sulle  novità, e alla fine la scelta è stato il librone dell’italo-francese Patrice Avella dedicato alla strage di Piazza Fontana e a ciò che ne seguì. L’autore è presente, discorre volentieri, e si dilunga in una dedica chilometrica sul libro. Quindi bene tornare dall’usuale editore, ma stavolta invece di un giovane talento locale è stato preferito un libro drasticamente lontano dalle tematiche toscane tanto care agli editori piombinesi. Le premesse sono buone, si leggerà e se ne dirà.

Poi ci sono le conferme senza acquisti (del resto, il pianetto dei libri in attesa di essere letti si allunga inesorabilmente e bisogna pur darsi una regolata). E’ sempre un piacere sfogliare i libri di Keller, o quelli di 66th and 2nd o di Nottetempo (ma per ora niente nuovi libri di Milena Agus, dovrebbe uscirne uno l’anno prossimo), e anche ritrovare editori che erano mancati per un po’, come Elin Selae (ma anche in questo caso, per il prossimo libro di Pablo Lentini Riva bisognerà aspettare il 2017).

E gli assenti? Ci siamo abituati da anni al fatto che non venga più a Pisa l’editore Toilet, ma quest’anno non c’era neanche lo stand del Vernacoliere; e, cosa più grave, non c’erano neanche le Edizioni dell’Urogallo con i loro libri inusuali e affascinanti di letteratura lusofona. Vabbè, tutto scorre, e c’è ricambio. Peccato, però.

Dalla Svizzera Italiana

Dalla Svizzera Italiana

Per finire, un paio di scoperte interessanti. La già citata casa editrice Coppola (quella del caffè) ha fatto scoprire un libro di Antonino Rallo in tutto e per tutto accattivante e convincente: Usanza di mare, dedicato alle vicende di quanti erano piratescamente catturati dai Mori in mare nel ‘700 fra Sicilia e Nordafrica. Un libro ben curato su un tema storico-nautico irresistibile: visto e preso. C’era poi lo stand della Società Editori della Svizzera Italiana e qui l’occhio cadde su un libro di Annemarie Schwarzenbach, sì, quella della Mazzucco e di Lei così amataSibylle. Anche in questo caso, oltre all’omaggio postumo a questo personaggio sfortunato (di cui si era già letto il resoconto del viaggio fotografico negli Stati Uniti del dopo 1929) fu determinante per la scelta la qualità della cura editoriale (Edizioni Casagrande) e della copertina (c’è una splendida foto di André Kertész).

Già perché, diciamocelo, come si era già notato in anni recenti, l’arte di far libri non è una cosa che si improvvisa. E così libri potenzialmente affascinanti scadono nell’improponibile quando li si sfogliano: carta bianca accecante, primi capitoli che iniziano a pagina pari, giustificazioni fantasiose… per non parlare delle copertine, dove il genere pacchiano pare imperare.

Ma… il caso volle che proprio in concomitanza con la visita al festival ci fosse un incontro con un autore che proprio capitò a fagiolo. Infatti era in programma una chiacchierata con lo svedese Björn Larsson, narratore, saggista, professore, navigatore, del quale Iperborea (la casa editrice che stampa i libri in un formato che paiono listini) ha recentemente pubblicato – traducendoli dall’originale in francese – una raccolta di saggi sulla narrativa nautica: dal diario di bordo di Cristoforo Colombo, a Verne, Maupassant e Conrad, passando per l’Odissea, Slocum e tanti altri (in italiano la raccolta si chiama Raccontare il mare). Andava conosciuto, Larsson, perché la recente lettura del suo La saggezza del mare aveva lasciato qualche perplessità. Non tanto per l’efficacia del suo narrare la dimensione di vita di chi sceglie di passare lunghi periodi in barca, bensì per una sorta di autocompiacimento nel raccontare la difficoltà di navigare in mari (quali quelli nordici) decisamente insidiosi e pericolosi.

Björn Larsson

Björn Larsson

L’incontro ha rivelato una persona molto più piacevole e affascinante di quanto lasciassero supporre le sue considerazioni a proposito delle prodezze nautiche. Nel suo italiano molto ma molto buono ha risposto alle domande degli organizzatori dell’incontro elevandosi a un livello decisamente più alto rispetto a quanto gli veniva proposto. Ha saputo divincolarsi con eleganza da osservazioni insipide per portare il discorso su piani decisamente più profondi e appassionanti. Anche con considerazioni interessanti sull’identificazione – non sempre esistente – fra la qualità della narrazione o dei personaggi, e le loro qualità nautiche. Così per esempio emerge la figura di Ulisse come grande personaggio e grande mito, ma navigatore scarsino; oppure quella di Cristoforo Colombo, grande marinaio e grande comandante, ma scrittore di esigue qualità. Una persona davvero interessante, Björn Larsson, figlio di un pioniere dell’esplorazione subacquea morto quando lui era ancora giovanissimo, che non si accontenta mai di esplorare (in barca come nei libri che scrive) nuovi mari e nuovi territori – geografici e umani.

Il libro presentato al festival

Il libro presentato al festival

Dopo la fine dell’incontro pubblico c’è stata la possibilità di fare due chiacchiere privatamente, e anche se Larsson non ha particolarmente apprezzato la notarella critica sul presunto autocompiacimento di cui sopra, si è interessato al quesito nautico che gli è stato posto. Come mai, chiese il neo-ammiratore, nel nord Europa, per esempio in Bretagna e forse anche in Svezia (sì, confermò l’autore) la nautica e la vela sono attività popolari alla portata di tutti, proprio lì dove ci sono condizioni meteo-marine difficili, maree, nebbie, tempaccio quasi sempre, etc. mentre in Italia, dove c’è una lunga estate, non ci sono maree, e i luoghi decisamente pericolosi sono proprio pochi e solo in certe stagioni, la vela e la nautica sono attività da ricchi? Perché nel Nord europa si insegna la vela nelle scuole e qui da noi no? Larsson scapeggia, conferma (precisando che anche sulle coste meridionali dell’Inghilterra prevale la nautica d’élite), concorda nello stupore, ma non sa trovare una risposta. Forse (ma solo forse, ipotizza il neo-ammiratore) proprio quelle sfide che racconta nei suoi libri, quei tempacci, quelle burrasche, e quel forza 8 in poppa piena che ha raccontato durante l’incontro con il pubblico, sono la molla irresistibile che attira verso il mare? Chissà. Intanto aver sentito Larsson, averci scambiato due parole e stringergli la mano, insomma tutto questo ha rappresentato decisamente un valore aggiunto di questa visita al festival pisano. Alla prossima!

Per la cronaca: Una curiosità: si legge sul sito web di questa edizione del Festival – sezione Press – una frase enigmatica: Non ci è consentito inoltre accreditare giornalisti che lavorano per testate non distribuite in edicola. Prescrizione quanto mai curiosa in un’epoca in cui esistono (da tempo) i cosiddetti nuovi media, in cui il dibattito sull’informazione (ma anche sulla pubblicazione di libri!) in formato cartaceo o elettronico è vivacissimo; ma anche in cui fioriscono testate culturali online di tutto rispetto. Forse che un giornalista che non lavora per la carta stampata è un po’ meno giornalista? Immaginiamo per un momento che un giornalista che scrive e pubblica per esempio sul portale Minima&Moralia richieda l’accredito-stampa per il Festival. Ecché, gli viene negato perché questo sito, essendo un sito, non si trova in edicola? Una notizia davvero curiosa anche perché c’è qualcosa difficile da capire: chi o che cosa “non consente” questi accrediti?

 

 

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