Pubblicato da: miclischi | 23 agosto 2016

Estate 2016: due letture in vacanza

La libreria Actes Sud di Arles

Una delle sale nella libreria Actes Sud di Arles

Se si prevede di fare tappa ad Arles nel giro di un paio di giorni, allora si può anche partire per le vacanze senza libri. Infatti nella bella cittadina sul Rodano si trova la già glorificata libreria della Casa Editrice Actes Sud: una delle librerie più belle del mondo. Libri, musica e non solo, spazi ampi, variegati e confortevoli, insomma uno di quei posti, una laica Mecca, per dirla con Scalesi, dove verrebbe di passarci le giornate. Lì, di sicuro, sarebbe stato reperito di che leggere nelle vacanze. E così fu.

Uscito in Francia nel 2014

Uscito in Francia nel 2014

Due libri. Il primo è proprio pubblicato da Actes Sud, e raccoglie una ventina di interviste al Maestro Nikolaus Harnoncourt, scomparso pochi mesi fa. Le interviste abbracciano un periodo di tempo che va dal 1982 al 2006, e la raccolta è stata pubblicata in versione francese nel 2014. Il libro si intitola La parole musicale e contiene un evidente riferimento al celebre libro di Harnoncourt dal titolo Il discorso musicale (apparentemente non più disponibile nella versione italiana).

Sono interviste diversissime ma che seguono tutte un filo conduttore: gli intervistatori punzecchiano il Maestro per ricondurlo sul terreno della autenticità e delle interpretazioni  filologiche. Ma lui non cade mai nella trappola, ed elegantemente sottolinea come il suo principio-guida principale è sempre stato cercare di tornare alle fonti, agli autografi o alle prime edizioni, per cercare di capire che cosa davvero voleva esprimere il compositore, quali indicazioni precisamente dava nello spartito, e come tali spartiti siano poi nella maggior parte dei casi stati modificati dagli editori stessi, o dai musicologi (ma anche dai colleghi musicisti) che poi diffusero le versioni che più comunemente vengono eseguite oggi. Sembra di risentire la Bruna Cordati quando, di fronte a ipotesi interpretative di questo o quell’autore o poeta, ripeteva sempre: vediamo un po’ cosa diceva l’autore, vediamo che cosa ha scritto Dante, per esempio, per fare piazza pulita delle tante reinterpretazioni e tornare finalmente alle fonti.

I tempi metronomici, l’apparente rottura delle regole compositive, la scelta di far suonare un solo strumento per evidenziare l’esilità di un momento musicale, le tante indicazioni precise sui manoscritti: questi sono solo alcuni esempi di idee compositive poi stravolte dalle successive rielaborazioni degli spartiti. E il Maestro è sempre stato guidato dall’eroico intento di riparare a quei danni.

E così Harnoncourt cita a più riprese la Sinfonia in sol minore (non dice mai la 40) di Mozart, a suo avviso “banalizzata” dalle esecuzioni progressivamente allontanatesi dalla partitura originale, ma diventate poco a poco “canoniche”, per andare incontro al gusto del pubblico.

Un artista che si mette al servizio dei gusti del suo tempo non merita di chiamarsi artista.

Il Maestro rifiuta i luoghi comuni e le etichette, e la sua principale preoccupazione è quella di mantenere la propria onestà intellettuale.

Io nego che Brahms sia un romantico e, al tempo stesso, lo definisco come il più grande romantico. Questo è il genere di contraddizioni che bisogna accettare di buon grado, se si vuole rispondere sinceramente.

E così, tante parole profonde e invitanti a scavare ancora nell’opera di tanti musicisti: pur essendo stato arbitrariamente etichettato come “specialista di Bach e di musica antica”, Harnoncourt si è dedicato a tutta la musica: Beethoven, Brahms, Schumann, Bruckner… fino – addirittura! – alle sue interpretazioni verdiane. Sotto le incalzanti e piccose domande dell’intervistatore, il Maestro riserva a Verdi e alla sua Aida delle parole molto affettuose e toccanti, rifiutando ancora una volta ogni pregiudizio ed ogni etichetta. In particolare, nega categoricamente che si possa definire qualcosa come la “qualità” della musica, classificandola come di primo o di secondo rango.

La sola questione in ballo è sapere se possiamo rendere giustizia a una data composizione, se la comprendiamo bene, se la “serviamo” correttamente, oppure se in un batter d’occhio la riduciamo alla banalità.

Una lettura piacevolissima e coinvolgente, ma anche uno stimolo a ascoltare o riascoltare le tante composizioni citate dal Maestro, e ad addentrarsi in terreni mai esplorati prima.

Uscito nel 2016

Uscito nel 2016

Il secondo libro: l’ultimo di Jean Echenoz, come sempre impeccabilmente pubblicato dalle Editions de Minuit. Un giallo spionistico internazionale con grande attenzione alla caratterizzazione dei personaggi. Si intitola Envoyée speciale e si è rivelata una grande delusione. Come se alla trama debole l’autore facesse fronte ricorrendo alla sua nota tecnica di scendere in modo esasperante dei dettagli descrittivi (si era già trovato questo modo di narrare in una sua raccolta di racconti). per di più, ricorre frequentissimamente all’odioso interloquire con il lettore! Peccato, si ha l’impressione di un grande talento che un po’ svogliatamente viene sprecato in una storia abbastanza abborracciata, fra finti rapimenti, vendette fra ex-galeotti, e addirittura una missione segreta in Korea del Nord, fra intrighi ed intrallazzi, sesso qui e sesso là, insomma, ci si aspettava qualcosa di meglio da un autore che in passato è riuscito a stupire, appassionare e catturare con la sua bravura.

Meno male che c’era Harnouncourt…

 

 

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Responses

  1. Questo libro di Harnoncourt appare di soppiatto in Amour di Haneke – lo regala lui a lei ad un certo punto – e mi chiedevo dove e come poterlo trovare.. Parigi 2014, mi torna..


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