Pubblicato da: miclischi | 12 luglio 2016

I mesti ritratti di Robert Walser

Pubblicato in itlaino da Adelphi nel 2004, nella traduzione di Eugenio Bernardi

Pubblicato in italiano da Adelphi nel 2004, nella traduzione di Eugenio Bernardi

Sulla pagina di Wikipedia dedicata a Robert Walser si apprende che soffriva di crisi d’ansia e di allucinazioni. Che allucinati infatti sono i suoi racconti, questi ritratti di poeti e scrittori che sembrano piccoli quadretti disegnati con pochi tratti quasi astratti, eppure potenti e sorprendenti come le opere giovanili di Georgia O’Keeffe.

Fra le sue tante opere c’è anche questo libriccino rosa (nell’Edizione Adephi) dal titolo Ritratti di scrittori. Scrittore svizzero di lingua tedesca, parla infatti di scrittori perlopiù svizzeri, comunque perlopiù di lingua tedesca. Ed è un vero peccato che la maggior parte di essi sia poco nota (almeno a chi scrive). Giacché sarebbe di sicuro molto più saporito leggere queste note su autori noti, letti e riletti.

Cionondimeno, questi ritratti ad acquarello leggero sono proprio sorprendenti e godibilissimi.

Tristi e sconsolate, sono le righe di Walser. Eppure la forza della sua immaginazione allucinata prevale sulla tristezza grigia dei cieli autunnali e delle situazioni narrate.

C’è la breve narrazione dal titolo La fuga di Büchner, un notturno che sembra la scena di un film muto, che al culmine della tensione chiude con queste poche luminosissime parole: Correva dunque e il vento gli alitava sul bel volto.

E Lenau? Dal breve scritto che racconta la vita dello scrittore austriaco emerge soprattutto la grande forza evocativa delle sue opera (… dai suoi versi crescono alberi con piumaggi o rami argento scuro, e in tutto quello che ha prodotto è come essere in una notte rosea, in una carezzevole mestizia). E nel chiudere il raccontino (Walser è un virtuoso dei finali), si cala nella narrazione di Lenau, cammina nei suoi ambienti, nelle sua atmosfere: Ieri, verso mezzanotte, come somigliava a un grande e tacito paesaggio di Lenau il giardino in cui passeggiai ancora un po’ prima di decidermi a rientrare in casa.

Cliccando sull'immagine si accede a un interessantissimo articolo di Alessandro Toppi su Robert Walser.

Cliccando sull’immagine si accede a un interessantissimo articolo di Alessandro Toppi su Robert Walser.

Parla anche di se stesso, Walser, sia nel racconto Walser su Walser che anche, impersonalmente ne Il lettore. Qui ci presenta una breve riflessione caleidoscopica (alla fine!) che ha il sapore dell’immedesimazione totale fra la vita e la letteratura: La vita non è forse anch’essa un libro che si è letto in un certo qual momento, e senza sosta ci si sente indotti a rileggere con più o meno interesse? Entrambi, leggere e vivere, possono essere benefici o dannosi.

Per finire questo piccolo omaggio a un libro angusto ma prezioso, breve e inesauribile, l’incipit del primo racconto (almeno in questa edizione): uno di quelli dedicati a Brentano (dal titolo Brentano, una fantasia). Non appena aprirò bocca, cari lettori, e comincerò il mio racconto, dovrete immaginare che sia una bella, calda serata d’estate, fragrante di profumi.

Via giù, questa prima lettura, come spesso succede, stuzzica la curiosità, e certamente si andrà a pescare qualche altro libro dal non piccolo catalogo di Robert Walser. Bella scoperta, e grazie a Carla!

 

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