Pubblicato da: miclischi | 9 giugno 2016

Una Voigtländer Vito del 1940 dal mercatino di Marina di Pisa

La Vito con il filtro in posizione

La Vito con il filtro in posizione

Un’altra bella scoperta nel mercatino di Marina. Uno dei primo modelli (il primo per pellicola perforata 135) della Voigtländer Vito che poi si sarebbe diffusa nell’universo dei fotoamatori con i suoi vari modelli in varie versioni (fino al 1950 con le “folding”, e poi fino alla fine degli anni ’60 con la produzione delle macchine a frontalino fisso, e poi le Vitomatic e le Vitoret, come ben spiegato qui).

Una macchinetta compatta, pesante, solida, con un particolare che innamora fin da subito: il filtro giallo è incorporato nell’obiettivo e lo si può mettere e levare a piacimento agendo sulla cerniera con cui è fissato appunto all’obiettivo. E così scompare il problema di portafiltri da cercare in tasca o in un qualche scomparto della borsa fotografica. Quando serve è già lì. Una grande comodità.

Particolare del filtro incernierato sull'obiettivo.

Particolare del filtro incernierato sull’obiettivo.

Proprio questa particolarità del filtro incernierato sull’obiettivo è un carattere distintivo della prima serie della Vito, prodotta nel 1940. A dire il vero la primissima serie era del 1939, per pellicola non perforata nel formato 828. Ma a seguito dell’abbandono di questo formato da parte della Kodak in seguito all’inizio della guerra, la macchinetta fu subito riadattata per accogliere il normale 35 mm formato Leica.

Obiettivo Skopar 50 mm f. 3,5, otturatore Compur fino a 1/300, messa a fuoco con impostazione della distanza. Con questi parametri si può fare praticamente quel che si vuole.

La portatilità è massima proprio perché si tratta di una “folding”, e in posizione chiusa sta bene anche in tasca (a patto che la tasca sia solida, considerando il peso). Un piccolo difettuccio si può trovare nell’assenza delle asole metalliche solidamente ancorate al corpo-macchina per il lacciolo. Infatti, a meno di disporre della custodia originale, la macchinetta non la si può mettere al collo e ce la si ritrova sempre in mano.

La Vito riflessa in una vetrina di Propriano

La Vito riflessa in una vetrina di Propriano

 

Il caricamento della pellicola è un po’ ardimentoso, ma il manuale disponibile sul meritorio sito di Michael Butkus chiarisce tutti i dubbi e alla fione si riesce a caricare il film come si deve, e anche ad azzerare il contapose.

Visione dall'alto

Visione dall’alto

A prima vista sembrava che ci fossero dei problemi con il pulsante di scatto (che a dire il vero è una specie ti stanghetta piatta più che un pulsante), ma poi l’arcano fu chiarito: la macchina è dotata di un dispositivo contro le doppie esposizioni accidentali, e quindi lo scatto si attiva si nuovo solo dopo aver trascinato la pellicola.

A il rullino di prova? Grande gioia e soddisfazione. Non solo nel maneggiare questo gioiellino d’ante-guerra, nello stupore delle persone che assistono agli scatti, nell’ascoltare il suono lieve dell’otturatore e nell’aprire e chiudere la cerniera del filtro; ma anche nell’osservare i risultati.

Ritratti sulla torre di Cupabia

Ritratti sulla torre di Cupabia

A dire il vero c’è bisogno di una soffiatina per rimuove qualche caccoletta di polvere che vaga nella macchina e che si deposita qua e là sulla pellicola, ma questi scatti realizzati nella Corsica sud-occidentale a cavallo fra maggio e giugno 2016 sono risultati più che soddisfacenti

La pellicola è una Ilford FP4 svilupppata in soluzione stock e lo scanner è un Epson Perfection V600 Photo.

Una selezione del primo rullo di prova si trova qui.

Una Renault 4 in versione pick-up fotografata a Propriano.

Una Renault 4 in versione pick-up fotografata a Propriano.

Per la cronaca: Il rullo di prova della Vito scattato in Corsica ha permesso, a distanza di quattro anni, di fissare sulla pellicola – quasi –  un’immagine che nel 2012 aveva contribuito alla piccola collezione di Fotografie Senza Macchina Fotografica (FSMF) di cui si era ragionato a suo tempo quiEccola qui sotto.

Quellla che era nata come FSMF # 5: The last twist of the knife.

Quellla che era nata come FSMF # 5: The last twist of the knife.

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