Pubblicato da: miclischi | 3 maggio 2016

La Sinfonietta di Janáček a Roma: che meraviglia!

Valčuha e Janáček: acccoppiata vincente

Valčuha e Janáček: acccoppiata vincente

Vigilia di primomaggio al Parco della Musica. Un bel programma variegato (come è d’uso nelle stagioni dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia – basti uno sguardo al calendario dei concerti). Quando si arriva all’intervallo il pubblico gioioso ed entusiasta si è già goduto oltre un’ora di musica. Prima il delicato e intenso omaggio di Aleksandr Glazunov a Pushkin (la Cantata per Pushkin mezzo-soprano, tenore, coro e orchestra) – davvero una bella scoperta – e poi il tour de force del terzo concerto di Sergej Rachmaninov (insomma, il Rach 3, come ormai viene confidenzialmente chiamato – c’è scritto proprio così anche sul biglietto…).

Sul podio Juraj Valčuha (direttore dell’Orchestra della RAI). Al pianoforte il giovane Federico Colli.

Questo direttore slovacco, giovane ed esuberante, trova una straordinaria sintonia con tutte le sezioni dell’orchestra, e trasmette a tutti i musicisti – ma soprattutto al pubblico – la grande gioia del far musica. Il Colli, giovane e riccioluto, eppure con una allure da consumato professionista, impeccabile e bravissimo – ancorché non sprizzi simpatia – con la sua interpretazione ha entusiasmato il pubblico che ha preteso ben due bis. Come si conviene dopo la maratona del Rach 3, i bis sono di solito placidi e defatiganti: una trascrizione di Handel e una di Bach.

Grande contentezza in sala. Qualcuno dopo l’intervallo non rientrerà. Dopo tutto l’attrattiva della serata, per molti, era proprio quel concerto straordinario eseguito da quel pianista straordinario. Ma per chi è rimasto, e soprattutto per chi era venuto proprio soprattutto per sentire la seconda parte del programma, è cominciato lo spettacolo vero.

Juraj Valčuha, una direzione entusiasmante

Juraj Valčuha, una direzione entusiasmante

Gli addetti portano via il pianoforte, rimettono in ordine le postazioni dei musicisti, e poi dispongono nel settore del coro, sovrastante l’orchestra, ben quattordici leggii. Quando pian pianino ricomincia l’afflusso dei professori d’orchestra, dietro ai leggii si dispongono altrettanti ottonari. Poi si accordano gli strumenti, torna il direttore, e comincia la magia della Sinfonietta di Leóš Janáček. La quintessenza della fanfara (nell’organico completo si trovano 25 ottoni).

Il primo movimento lo suonano solo gli ottoni e i timpani. Un tripudio di musica entusiasmante. E i violinisti, nell’attesa che tocchi anche a loro, si godono lo spettacolo. Poi, nei movimenti successivi, questa sinfonietta si ingegna a esaltare tutte le sezioni dell’orchestra in atmosfere diversissime e continuamente cangianti. Con gli ottoni sempre pronti a dire la loro, i flauti e gli altri legni che si lanciano in pericolosissime acrobazie, e gli archi che finalmente si esprimono a mestieri, financo con i pizzichi e le morbidissime sordine.

Poi nell’ultimo movimento (toh guarda, sembra di ritrovarci le sorprendenti sovrapposizioni nella chiusa della purceliana Guida di Britten…) ritornano possenti i timpani e gli ottoni dell’inizio. Ma stavolta non da soli, bensì impastati sapientemente nel gran mescolone di tutta l’orchestra.

Fino al finale che, dopo il percussivo fragore ritmato di trombe e tromboni, persistente e fortissimo, si concede, subito prima del silenzio, qualche stupefacente brivido (sono proprio brividi!). Forse la più convincente rappresentazione sinfonica dell’orgasmo.

Che meraviglia!

Leóš Janáček

Leóš Janáček

Per la cronaca 1: anche se il suono elettronico è alquanto fastidioso, ci si può fare un’idea della fanfara iniziale della Sinfonietta, seguendola sullo spartito, qui.

Per la cronaca 2: fra le innumerevoli esecuzioni che si trovano su internet, c’è questa (Proms del 2011) che rende bene anche la spettacolarità e la variegatezza delle voci orchestrali.

Per la cronaca 3: è già uscito il programma di Santa Cecilia 2016-17. Roba da leccarsi i baffi.

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Responses

  1. la sinfonietta apre 1Q84 di murakami e attraversa i tre libri e le storie intrecciate, apre i ricordi e illumina i sogni e le vicende, guida aomame e tengo a ritrovarsi nel mondo parallelo…


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