Pubblicato da: miclischi | 24 marzo 2016

La stagione 2015-16 del Verdi di Pisa chiude in bellezza con il Mefistofele

Dopo 44 anni torna il Mefistofele

Dopo 44 anni torna il Mefistofele

Fra vari parametri utilizzati dai commentatori sportivi per spiegare le partite di calcio spesso compare il possesso di palla, espresso in termini percentuali a favore dell’una o dell’altra squadra.

Ecco, se si potesse fare un ardito parallelo con l’universo dell’opera lirica, e traslare il concetto verso quello del possesso di voce, forse si potrebbe affermare che il Mefistofele si caratterizza per una percentuale estremamente alta di condivisione del possesso di voce. Numerosissime parti vocali (anche di diversi cori contemporaneamente), ma anche parti solistiche (o di duetto) che si sovrappongono al magma corale che rappresenta forse uno dei punti di forza di questo lavoro straordinario del musicista e poeta-librettista Arrigo Boito.

In verità questa opera presenta tantissime particolarità e stranezze. Per esempio c’è una sola aria solista del tenore discretamente nota – ancorché alquanto melensa – e quindi inserita qua e là nei repertori recitalistici (Dai campi, dai prati). Poi ci sono nella narrazione dei salti spazio-temporali pazzeschi, poi c’è Dio e c’è il Diavolo (… è bello udir l’Eterno col Diavolo parlar sì umanamente), poi ci sono le poderose masse dei coristi… insomma un bello zibaldone. Che qui al Verdi è stato proprio ben rappresentato.

L'antico libretto in edizione Ricordi.

L’antico libretto in edizione Ricordi.

Si esce dal teatro con la piacevole sensazione di aver assistito a uno spettacolo straordinario. E, ripercorrendo la serata, si ricorda soprattutto il forte impatto emotivo delle grandi masse canore e sceniche del Prologo e dell’Epilogo.

Inoltre – finalmente! – uno spettacolo in cui hanno un senso, parecchio senso, le videoproiezioni. Dall’iperspazio con atmosfere da Enterprise con gli astri sempre in movimento, ai giochi di luce, allo straordinario e appropriatissimo paesaggio umano e urbano di Pieter Bruegel il Vecchio che si fonde benissimo con la scena della domenica di Pasqua, ai due sabba, al carcere… E poi le lucette in mano ai coristi… E lo studio di Faust tappezzato e affollato di innumerevoli libri di tutte le dimensioni… insomma scene e regia (qui Enrico Stinchelli ha fornito una prova davvero ottima) veramente all’altezza di quest’opera complessa e diabolica.

Uno degli elementi che ha contribuito alla riuscita di questa rappresentazione mastodontica è di sicuro l’Orchestra della Toscana sotto la guida del Maestro Francesco Pasqualetti. Non ci stava tutta, nella buca, e allora si è impadronita anche dei palchi di proscenio di primo e secondo ordine. E dall’alto della loro postazione gli ottoni celesti (dalla perentorietà wagneriana) ci hanno fatto la loro figura. Ma tutte le sezioni dell’orchestra hanno fatto la propria parte a mestieri, e infatti non è un caso che al momento dell’applausometro il maestro e il complesso musicale abbiano ricevuto ovazioni fra le più convinte.

Pieter Bruegel il Vecchio: Lotta fra Carnevale e Quaresima (1559)

Pieter Bruegel il Vecchio: Lotta fra Carnevale e Quaresima (1559) – la scena del dipinto si sovrappone a quella che si svolge sul palco nel primo atto.

I cantanti: in quest’opera c’è una spietata suddivisione dei ruoli fra principali e secondari. Nel senso che i principali sono solo tre (a parte il coro!), e tutti gli altri sono secondari con parti tutto sommato ridotte. Ma il protagonista indiscusso è lui il Diavolo, Mefistofele. Il basso Giacomo Prestia, nonostante avesse messo le mani avanti in occasione della presentazione dell’opera un paio di settimane prima della prima, sottolineando le difficoltà della parte, ha fatto un ottimo lavoro. Una voce gradevolissima e piena, precisa e intonata in tutta l’estensione richiesta dalla partitura, potente e soprattutto diabolica laddove serviva. Si presenta in pantaloni di pelle nera e gileino nero da bullo di periferia, ma nonostante questo abbigliamento esprime davvero una forte carica diabolica. E’ stato proprio lui il trionfatore della serata: nella sua prova sul palco, ma anche nell’applausometro finale.

Mefistofele (Giacomo Prestia) e Faust (Antonello Palombi) si preparano a stringere il patto nello studio di Faust.

Mefistofele (Giacomo Prestia) e Faust (Antonello Palombi) si preparano a stringere il patto nello studio di Faust. Foto di Massimo D’Amato – Firenze.

E’ davvero ben riuscita la rappresentazione delle due personalità contrapposte: Mefistofele e Faust. Il primo possente, sicuro, padrone di se stesso e delle situazioni. Il misero Faust, un povero disgraziato nonostante la sua immensa cultura, viene presentato come un vecchietto ringobbito che si appoggia al bastone (prima di beneficiare dei vantaggi del patto col Diavolo). Ma anche dopo il ringiovanimento, e anche nel suo lasciarsi andare alla lussuria e nelle sue partecipazioni ai sabba satanici, rimane sempre in ombra rispetto alla possanza del suo socio: indeciso, titubante, debole. Scenicamente e – ahimé – anche un po’ vocalmente. Antonello Palombi, che fu acclamatissimo Otello nella stagione 2012-2013, non sembra aver espresso appieno le due doti vocali, privilegiando le mezze voci per gran parte dell’opera, e ritrovando la propria possanza solo verso la fine. Proprio delle mezze voci nel Mefistofele tesse un elogio Enrico Stinchelli qui. Ma certo, se nel duetto carcerario si sente quasi solo Margherita…

Meefistofele (il basso Giacomo Prestia) conduce il Sabba. Foto massmo D'Amato, Firenze.

Mefistofele (il basso Giacomo Prestia) conduce il Sabba. Foto Massimo D’Amato, Firenze.

E la povera Margherita? Bel personaggio, forse quello che davvero rappresenta l’umanità. E’ un ruolo molto interessante sia dal punto di vista del testo che da quello musicale. Naturalmente il suo grande momento è quello del carcere, dove Valeria Sepe (che già era stata notata e apprezzata nello Chénier della stagione 2013-2014) ha davvero ben figurato, tanto da essere acclamata dal pubblico con molta convinzione.

Valeria Sepe nei èanni di Margherita in carcere. Foto di Massimo D'Amato, Forenze.

Valeria Sepe nei panni di Margherita in carcere. Foto di Massimo D’Amato, Firenze.

Ma, come detto, il coro (i cori) son quelli che davvero hanno contribuito alla grandiosità dello spettacolo e al suo successo d’insieme. Oltre al Coro Lirico Toscano, per questa rappresentazione ne sono stati impiegati ben altri tre: il Coro Laboratorio Lirico di San Nicola, il Coro dell’Università di Pisa e il coro di voci bianche Pueri Cantores di San Nicola e Santa Lucia.

C’è stato un momento, dopo la fine dell’opera, dopo gli applausi e i riapplausi, dopo che finalmente si è chiuso definitivamente il sipario, che è stato forse il più emozionante della serata. Il coro (i cori), finalmente sciolta la tensione della prima, si sono lasciati andare in un possente, acuto e prolungato grido liberatorio. Cantanti amatoriali e bambini che si son trovati forse per la prima volta su un palcoscenico d’opera insieme ai colleghi professionisti… Deve essere stata per loro proprio una grandissima emozione. E quel grido giunto al pubblico attraverso la spessa cortina del sipario, davvero è riuscito a coinvolgere tutti in quel momento magico.

La fine del prologo fra le stelle. Foto di Massimo D'Amato, Firenze.

La fine del prologo fra le stelle. Foto di Massimo D’Amato, Firenze.

Per la cronaca 1: Il cartellone completo dell’Opera si trova qui.

Per la cronaca 2: La poesia di Boito, piena di arzigololature e di parole complesse (una fra tutto: cadavericamente), non ha ancora raggiunto le vette dei libretti shakespeariani dell’ultimo Verdi. Spiccano fra parentesi le curiose variazioni d’accento a scopo metrico, come nel duetto Lontano, lontano, lontano, che impone l’uso del celeberrimo oceàno. Ma c’è anche quell’atòmo che ritroveremo poi nel Credo dell’Otello.

Per la cronaca 3: Nella sezione video della pagina Facebook del Tatro Verdi ci sono parecchi videini gustosi su questa rappresentazione del Mefistofele.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: