Pubblicato da: miclischi | 14 gennaio 2016

La vita di Benjamin Britten raccontata bene

Pubblicato nel 1981

Pubblicato nel 1981 da Eyre Methuen Ltd

Christopher Headington, compositore, musicista e musicologo (1030-1996), conobbe personalmente Benjamin Britten (1913-1976), la sua vita, le sue opere, le sue vicende personali. Attraverso un’accurata opera di ricerca ricca di interviste, scavi nelle corrispondenze, ricordi personali e innumerevoli testimonianze su vari media, ha ricostruito la vita del grande compositore inglese del ‘900. E la ha raccontata proprio bene in un libro che ha come titolo, semplicemente, Britten.

Non si limita alle analisi musicologiche, Headington, ma applica invece una sapiente strategia narrativa. Per questo la storia di Britten, bambino prodigio, poi pianista virtuoso e prolificissimo compositore, pacifista e socialista, amico di Shostakovich (che gli dedicò la sua quattordicesima sinfonia) e Rostropovich (per cui compose alcune suite per violoncello solo), la si può leggere anche come un romanzo avvincente.

Il primo saggio della sua abilità narrativa l’autore ce lo dà già nel primo capitolo. Rimandando ai capitoli successivi la storia della vita di Benjamin Britten, il libro si apre sulla prima rappresentazione dell’opera lirica Peter Grimes nel giugno del 1945, un mese dopo la fine della seconda guerra mondiale. Nel descrivere i preparativi difficilissimi per allestire la produzione, e nel raccontare con estrema obiettività le letture che furono date dai critici musicali dopo la prima rappresentazione, Headington presenta – come in un preludio – i temi che saranno svolti in seguito per dettagliare l’intera esistenza del compositore.

The Peter Grimes sound-scape was Britten’s own because its feeling was so individual, strangely wounded perhaps yet defiant, tough and cooly intelligent. The passion and pain in Grimes are not of the cardboard-theatrical kind, but ring uncomfortably true.

Benjamin Britten (pianista) e Peter Pears (tenore)

Benjamin Britten (pianista) e Peter Pears (tenore)

Una vita pubblica, quella di Britten, spessissimo impegnato in produzioni della BBC e in composizioni destinate agli studenti delle scuole – non solo musicali. Creatore del festival di Aldeburgh, giramondo come pianista in duo con il tenore Peter Pears (suo compagno di vita per quarant’anni) o come direttore d’orchestra… Eppure seppe mantenere uno stile di vita riservatissimo da campagnolo (le coste e i paesaggi del suo Suffolk sono stati fra i principi ispiratori delle sue opere).

Capitolo dopo capitolo, scuole di musica, incontri importanti con musicisti e poeti che lo guidarono, e poi i primi successi, i musicisti per i quali compose, i viaggi… Una vita davvero convulsa. Ma ancora più convulsa ne emerge la sua foga compositrice. Sembra che la musica sgorgasse letteralmente dalla sua vena creativa, e che la necessità di fermare sul rigo le idee musicali fosse inestinguibile.

Ci sono poi gli innumerevoli racconti di prima mano da parte di chi lo ha conosciuto personalmente, e in particolare i musicisti. Le parole molto affettuose di Georg Solti, per esempio. E poi il violoncellista sovietico Rostropovich, per il quale Britten aveva composto la sonata op. 65, che racconta delle gran bevute che accompagnarono le prime prove insieme. (Qui si possono ascoltare degli estratti di ciascuno dei cinque movimenti della sonata, eseguiti dai Britten e Rostropovich).

In un lungo estratto di un’intervista Britten descrive la propria giornata di lavoro, e i periodi di tempo nei quali la giornata “naturalmente” si divide: 1) la mattina (fino a ora di pranzo); 2) il pomeriggio (fino all’ora del tè); 3) il tardo pomeriggio (fino a ora di cena); 4) dopocena. I periodi riservati alla composizione erano il primo e il terzo. Ma nel primo pomeriggio Britten preferiva andare a passeggiare, e nel passeggiare riflettere su quel che avrebbe combinato nel suo studio dopo il tè.

Insomma un piccolo grande libro, quello di Headington, che fa emergere con forza alcuni caratteri fondamentali di Britten, uomo e musicista. Per esempio la sua passione per la musica vocale (ha scritto innumerevoli cicli per canto e pianoforte – o arpa da ultimo – e tantissime opere liriche), ma anche per i musicisti inglesi delle origini (fra cui Henry Purcell). La sua avversione per la dodecafonia. La sua inestinguibile necessità di comunicare, non solo in musica (rispondeva puntualmente a tutte le lettere che riceveva).

La riedizione del primo War Requiem

La riedizione del primo War Requiem

Tra i tanti capitoli del libro, tutti avvincenti, ce ne sono alcuni decisamente coinvolgenti. Come quello sui gravi problemi di salute che lo portarono alla necessità di un’operazione al cuore, con successivi drammatici strascichi. Ma forse ancor più il capitolo sul War Requiem, questa straordinaria e pur anomala messa per i morti in cui si sovrappongono il testo latino della messa e le poesie in inglese di Wilfred Owen, morto in guerra durante il conflitto 1914-18. Britten avrebbe voluto come solisti per la prima rappresentazione nel 1962 un inglese (Peter Pears) un tedesco (Dietrich Fischer-Diskau) e una sovietica (Galina Vishnevskaya – la moglie di Rostropovich), ma quest’ultima non potè partecipare e fu sostituita dalla nord-irlandese Heather Harper. L’intento del pacifista internazionalista era limpidissimo.

Insomma, una bella scoperta, questo libro. Ma anche una bella riscoperta l’opera di Britten, conosciuta solo molto parzialmente. Il libro non è stato tradotto in italiano, ma lo si può trovare (usato – pare sia esaurito) da Amazon.uk.

Per la cronaca 1: Un valore aggiunto alla già soddisfacente lettura di questo libro: fu trovato nel seminterrato di una bellissima libreria di libri usati in Charing Cross Road (Any Amount of Books), a Londra. Anche se non c’è più la libreria al numero 84, anche se Foyles si è rinnovato e sembra l’Upim, in questa strada le librerie abbondano, e specialmente quelle di libri di seconda (o ennesima mano) sono davvero una fonte inesauribile di tesori.

Per la cronaca 2: Non ci sono libri di Headington tradotti in italiano. Ma potendosi dedicare alla lettura in inglese, su Amazon (anche su Amazon.it) si trovano tantissimi suoi titoli, da una biografia di Peter Pears, a un testo sulla musica occidentale, un altro sulla storia dell”opera lirica, altri ancora sugli strumenti dell’orchestra, su Chopin…

Per la cronaca 3: Scuriosando in rete si trova di tutto: dalla registrazione della prima rappresentazione del War Requiem (qui), a un documentario di un’ora dal titolo Britten on camera (qui), il catalogo completo delle sue composizioni (qui), e chissà che altro. Per gli appassionati ci sono anche la “Simple Symphony”, che compose a 20 anni riutilizzando materiali che aveva scritto quando ne aveva 10 (qui diretta dall’autore) e la Guida del giovane all’orchestra alias le Variazioni e fuga su un tema di Purcell (qui nella versione con Peter Pears nella veste di narratore, qui con la sola fuga finale diretta da Leonard Bernstein, qui nella versione integrale in video sotto la guida di Jukka Pekka Saraste).

Per la cronaca 4: Nel 2013, in occasione del centenario della nascita di Britten, è stato un sito web celebrativo, pieno zeppo di materiali, fra cui la foto qui sotto.

1921 - Playing piano at home. Photo courtesy of the Britten Pears Foundation, www.brittenpears.org. BPF archive catalogue number PH_1_7.

1921 – Playing piano at home. Photo courtesy of the Britten Pears Foundation, http://www.brittenpears.org. BPF archive catalogue number PH_1_7.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: