Pubblicato da: miclischi | 23 dicembre 2015

Una pinhole panoramica polacca con un rullo della DDR

Un bellissimo oggetto in legno ben rifinito

Un bellissimo oggetto in legno ben rifinito

La fotografia stenopeica può piacere oppure no. Un piccolo forellino invece dell’obiettivo convoglia i raggi luminosi all’interno di una camera obscura e il gioco è fatto. Come si faceva da ragazzi ai festival di scienze della scuola, con un foglio di pergamino a fare da schermo e una scatola da scarpe tinta di nero all’interno. Niente diaframmi, niente messa a fuoco, si può giocare solo con il tempo di esposizione, di solito lunghetto, dato che il forellino è proprio microscopico (assimilabile a un diaframma f/200 o anche più piccolo). C’è chi ci si appassiona, oppure chi se ne incuriosisce soltanto.

Il dorso: le tre finestrelle rosse permettono di trascinare la pellicola a seconda del formato prescelto

Il dorso: le tre finestrelle rosse permettono di trascinare la pellicola a seconda del formato prescelto

Ma se poi ci si trova fra le mani un bell’apparecchio ben costruito in legno (tranne la piastrina metallica che contiene il forellino magico) e che oltretutto permette di scattare in tre formati con la pellicola 120 (6×6, 6×9 e 6×12), allora qualche esperimento s’impone. Esperimento tanto più stuzzicante se si dispone di una pellicola NP15 Made in German Democratic Republic e fatalmente scaduto (nell’ottobre 1991).

La macchina fotografica si chiama Noon 612 , è stata progettata da Jacek Urbanik e la si trova facilmente su Ebay. La pellicola, volendo, la si trova anche quella su Ebay, ma questa in particolare fu fornita da un fotografo tedesco che vive, appunto, in quella che una volta era Berlino Est.

Il fogliettino trovato nella scatola del rullino

Il fogliettino trovato nella scatola del rullino

Allora: ci vuole un treppiede o un piano su cui appoggiare la macchina fotografica per le lunghe esposizioni. Ma soprattutto c’è bisogno di uno strumento che permetta di calcolare l’esposizione corretta. Tanto per fare un esempio: se l’esposizione per una foto che vogliamo fare (letta con l’esposimetro) risulta 1/125 f. 5.6, quanto sarà il tempo di esposizione con la macchina stenopeica? Naturalmente il punto di partenza è conoscere il “diaframma” del foro, e cioè il diametro di precisione.

Una vetusta pellicola d'oltre-cortina

Una vetusta pellicola d’oltre-cortina

Una volta conosciuto questo dato, supponiamo il diaframma sia 210, bisogna ottenere un valore in secondi. I calcoli sono complessi, e dipendono anche dalla sensibilità della pellicola. Questione di reciprocità e di effetti dai nomi strani di signori esotici che li hanno studiati. Meno male che ci sono strumenti informatici che fanno tutto loro. Per esempio il Pinhole designer sviluppato da David Balihar e scaricabile gratuitamente da Internet. Basta inserire il diaframma della macchina e il tipo di pellicola, et voilà: si ottiene una tabellina che indica, per ogni tempo che risulterebbe con diaframma f. 22, il tempo che bisogna usare. Per esempio:

Il calcolatore automatico di Pinhole Designer

Il calcolatore automatico di Pinhole Designer

Quindi, nel caso sopra indicato (1/125 – f. 5.6) prima si deve risalire al tempo equivalente con diaframma 22 (1/8) e poi trovare il tempo di esposizione per la pinhole, che dal calcolatore qui sopra risulta essere 37 secondi. Insomma un po’ di manovre e di calcoli ben lontani dal “point and shoot”. Ma il bello sta anche lì, no?

E le foto? Ecco i risultati di una consueta passeggiatina sul litorale con la pinhole Noon e la Orwo NP15.

Verso Livorno, tempo di esposizione 6'

Verso Livorno, tempo di esposizione 5′

Verso l'imboccatura del Bagno Gorgona: 2'

Verso l’imboccatura del Bagno Gorgona: 2′

Verso Boccadarno (speculare...): 2'

Verso Boccadarno (speculare…): 2′

Il Paduletto: 2'

Il Paduletto: 2′

La pellicola è stata sviluppata in R09 in soluzione 1+40 per 9 minuti.

Domanda: ma questa è stata l’unica prova fatta con questa pinhole camera? No, ce ne furono altre, ma pareva interessante questa accoppiata con la vecchia Orwo. Gli scatti qui sotto sono stati fatti con pellicola Fomapan 100 sviluppata in R09  in soluzione 1+50.

Scatti domestici dell'ottobre 2015

Scatti domestici dell’ottobre 2015

E poi un altro rullo (stavolta era un FP4 sviluppato in ID 11 stock) fu scattato a Boccadarno (tanto per cambiare). E risultati sono qui sotto. Alla fine la macchina con foro stenopeico è una divertente curiosità, ma insomma non una cosa da stare ad ammattirci dietro. Che tanto, anche con le altre macchine fotografiche, e in particolare con le Grande Formato, di ammattimenti ce ne sono già abbastanza.

picasion.com_pinhole FP4

A Boccadarno con la pellicola FP4

Infine, qualche considerazione su questo bell’oggetto. La macchina è proprio goduriosa da usare, ed è proprio una ganzata che possa scattare in tre formati. Il formato naturalmente lo si sceglie quando si carica la pellicola, disponendo opportunamente  i setti nella posizione giusta.  Il tappo dell’obiettivo (l’otturatore) è abbastanza pratico, ma bisogna fare molta attenzione che non si apra accidentalmente, per esempio quando si ripone la macchina nella borsa. Infatti non c’è un fermo, e conviene metterci un elastico che lo mantenga in posizione chiusa. Poi le finestrelle per controllare l’avanzamento della pellicola: sono semitrasparenti rosse scurissime, il che significa che in pratica si fa molta fatica a vedere i numeretti. Sarà bene riporre nella borsa fotografica anche una piccola torcia elettrica che aiuti a scrutare che cosa scorre lì dentro. Infine lo scatto alla cieca. Si può solo ipotizzare quale sarà il campo inquadrato. Chi ha un po’ di dimestichezza con la GoPro è abbastanza abituato a questa mancanza di mirino, ma insomma… Scuriosando su Internet si trovano dei modelli di questa macchina che hanno degli indici sulla parte superiore per dare un’idea del campo inquadrato, il che già aiuterebbe. Aiutano, naturalmente, una livella per verificare che la macchina sia in pari, e un contasecondi per le esposizioni lunghe.

Uno scatto 6x6 dal primissimo rullo di prova nel 2013

Uno scatto 6×6 dal primissimo rullo di prova scattato nel 2013

 


Responses

  1. Io direi bellissime! Bravo, bene, bis, tris

  2. […] test con macchine stenopeiche (la Noon 612 e la Ilford Obscura) potevano contare su apparecchi solidi che volendo si potevano appoggiare su un […]


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