Pubblicato da: miclischi | 28 novembre 2015

Marina Magica: lo “strano dolore” di Fabiano Corsini

Presentazione di Marina Magica

Presentazione di Marina Magica al Porto di Marina

Venerdì 20 novembre 2015, al porto di Marina, presentazione del nuovo libro di Fabiano Corsini con gustose illustrazioni di Carlo Grassini (si intitola Marina Magica ed è pubblicato da ETS). Una serataccia di vento forte (uno sciriccone che di lì a poco girerà a libeccio e sposterà i macigni di cemento messi a chiudere lo scivolo davanti al Barrino). Un vento che fa cantare le drizze e le sartie delle barche, che fa stirare e vibrare gli ormeggi, che produce insomma una sinfonia nautica. Il pubblico numeroso si accalca nella saletta al Porto. Ma questa non era una semplice e arida presentazione, bensì una vera e propria performance. Non solo interventi dei relatori (l’editore, l’autore, il giornalista Renzo Castelli, lo scrittore Athos Bigongiali – che ha scritto la prefazione), ma anche letture emozionanti di Alessandro Garzella e Astore Ricoveri, e interventi musicali e canori di Felice Pantone.

Giacché questi schizzi letterari del Corsini, lampi, micro-racconti, intuizioni, o come si voglia chiamarli (dopo tutto “cartoline” non è male) paiono nati per essere recitati, interpretati, declamati, raccontati; non solo letti.

Pubblicato da ETS nel 2015

Pubblicato da ETS nel 2015

Marina di Pisa ieri e oggi; i suoi luoghi e i suoi personaggi del passato e del presente: le due sfere si mescolano e tutto convive nella rappresentazione che ne fa il Corsini. E come se guardando il porto nuovo di Marina si continuasse a vederci in trasparenza la fabbrica della Fiat – o quelle precedenti – ma anche l’orrido accampamento dei camper. E anche come se i tanti personaggi noti e meno noti del passato marinese fossero tuttora presenti a passeggio sul lungomare, o a fare la coda dal panaio.

Un libro dalle tante facce. Ci si può godere la scrittura intensa e pur agile accompagnata dalle tavole del Grassini, oppure lasciarsi incuriosire da questo o quel personaggio, della storia di un ristorante o di un bar. Ma c’è anche una funzione non trascurabile di guida ai luoghi. Verrebbe voglia, Marina Magica alla mano, di andare a scovarli tutti, quei luoghi raccontati dal Corsini, per vedere l’effetto che fa. Perché ci sono le testimonianze storiche, sociali, artistiche, ci sono la pineta e la spiaggia, c’è insomma un universo che aspetta solo di essere esplorato.

Questa magia (non solo di Marina, ma anche delle acrobazie narrative del Corsini) è dettata dalle due direttrici fondamentali che caratterizzano l’impostazione del lavoro. Prima di tutto la nostalgia (definita dall’autore stesso un sentimento meraviglioso). Senza quella nostalgia lucida del passato forse certe storie non avrebbero quel carico di emozione che le rende così vive e straordinarie. E poi l’amore incondizionato e incorruttibile per questo piccolo paese di mare. Quello strano dolore (ma qui la definizione è di Lucio Dalla) che è di continuo alimentato proprio da questa instancabile ricerca di momenti, sguardi, ricordi, luoghi, persone, emozioni.

Per la serie tuffi nel passato: anni '60: Leopoldo Nardi, Luciano Lischi e Mario Martinelli guardano la libeiata dopo aver installato la paratia davanti al canello.

Per la serie tuffi nel passato: anni ’60: Leopoldo Nardi, Luciano Lischi e Mario Martinelli guardano la libecciata dopo aver installato la paratia davanti al cancello.

Quasi si finisce – pur mugugnando – per amare anche le spiagge di ghiaia (perché tutto intorno c’è Marina con il suo mare), o le tante brutture o incongruenze del litorale, per motivi inspiegabili (del resto, chi si sognerebbe di spiegare l’amore?). Forse il simbolo di questa Marina da amare, che cambia pur rimanendo sempre la stessa, è il Paduletto (Piazza Viviani): un terreno sterrato sul mare, abbandonato a se stesso, alle macchine parcheggiate e alle cacche dei cani. Passano e vengono le giostre o le fiere, le recinzioni che non recintano, le strisce blu, le scritte sul muro della pesa pubblica. E da un annetto c’è anche un progetto che ha vinto il concorso di idee; dice dovrebbe diventare una spiaggia urbana. Chi vivrà vedrà. Intanto il marinese seduto sulla panchina (che infatti non guarda verso il mare bensì, appunto, verso il paduletto), continua a godersi questo immobile passar del tempo.

Il Corsini, umilmente, a un certo punto del libro si fa da parte, e lascia spazio a un testo inedito di Mario Della Rosa. Questo titolo apparentemente arido (Attività marinesi dalla Lega Navale a Piazza Sardegna. 1900-2001) nasconde in realtà una specie di atlante storico del paese, e ne ripercorre i mutamenti sociali passando per l’elencazione dei negozi e dei bar, dei ristoranti e degli alberghi, dei distributori di benzina, insomma delle attività presenti lungo le sue vie. Che gioia ritrovare Foto Fiume, il fotografo che c’era lì all’angolo di Via Maiorca dove ora c’è la pescheria! Come è mai possibile che ci se ne fosse temporaneamente dimenticati? Marcello e il Bargiacchi, o l’antro del ciclista accanto a Riccardo il barbiere, o il PuCa, o il Gonnelli, quelli davvero son sempre rimasti presenti nella memoria. Addirittura quando il Gonnelli chiuse e la ferramenta riaprì un po’ più in là, dietro a piazza Sardegna, tutti continuammo a dire che si andava dal Gonnelli, anche perché i mobili con i cassettini metallici erano rimasti gli stessi.

Strano però che nel catalogo di Della Rosa manchi l’alimentari che c’era accanto alla Farmacia in Via Maiorca. Ai tempi in cui non si faceva poi tanta attenzione al politically correct quel negozietto lo si chiamava La Cicciona. O almeno così era finché Leopoldo Nardi, dopo l’ennesima volta che sentì dire vai a comprare questo o quello dalla Cicciona, si inalberò e disse Basta! Non voglio più sentire questo soprannome. Da oggi si deve dire “dalla bellissima signora Lidiana”. Ma era Liliana o Lidiana? Fatto sta che poi a un certo punto la bottega sparì (come tante altre del resto, dalla Paola del Tuttospesa sul lungomare, a Primizie, al Bar-alimentari che da ultimo si chiamava il Club dell’aperitivo…).

Un tuffo nel presente: a distanza di quarant'anni, il libeccio continua imperterrito il suo lavoro (la mattina dopo la presentazione del libro)

Un tuffo nel presente: a distanza di quarant’anni, il libeccio continua imperterrito il suo lavoro (la mattina dopo la presentazione del libro)

Ecco, forse da questo scritto del Della Rosa potrebbe prendere spunto un lavoro collettivo più sistematico. Il negozio tal dei tali, per esempio, era in quel posto, e stette aperto dal XXXX al XXXX; poi ci si installò tizio… eccetera. Potrebbe essere interessante, oltre che appassionante, ricostruire collettivamente questa mappa socio-storico-economica dei negozi di Marina. Inserire datazioni, attualizzare quel lavoro puntiglioso, aggiungere dettagli, nomi, storie…. Se si pensa al Riccardo il Barbiere non si possono non ricordare i calendarietti profumati di fine anno, ma anche il modo in cui lo chiamava Leopoldo Nardi (Il covo dei comunisti). E via dicendo. Forza, Fabiano, prendiamo spunto dal lavoro del Della Rosa, organizziamo qualche riunione (o piuttosto qualche cena) al Fortino e ricostruiamola, aggiorniamola e arricchiamola di dettagli, questa storia fantastica del nostro paesino.

Intanto, però, grazie di averci raccontato Marina Magica. Anche per noi marinesi, c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, e per cui emozionarci. Grazie.

Astore Ricoveri racconta in modo molto emozionante la storia della Mita.

Astore Ricoveri racconta in modo molto emozionante la storia della Mita.

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