Pubblicato da: miclischi | 11 novembre 2015

Il Malvaldi va all’opera: Buchi nella sabbia

Il logo dell'edizione 2015

Il logo dell’edizione 2015

Pisa Book Festival 2015. Stavolta niente gaffe geografica: l’ospite (senza specificare se si tratti di un Paese, una Nazione, una Regione, o un sub-continente) è semplicemente La Scozia. Ma fra i vari autori scozzesi promossi dall’ospite di quest’anno non c’è Ali Smith. Pazienza. E pazienza anche per le assenze che ormai si ripetono da anni (le edizioni Toilet, Ellin Selae, e altre vecchie glorie che a Pisa non vengono più). In compenso si è potuto far due chiacchiere (e alcuni acquisti) con i veterani già frequentati nelle precedenti edizioni: quelli dell’Urogallo, CartaCanta (pubblica dei libri dalla fattura quasi insuperabile), Keller, e poi naturalmente Il Foglio di Piombino (ma anche quest’anno niente di nuovo dal Guantini, dice sta facendo musica…).

Poi c’è anche il cubo imponente di librini blu di Sellerio, e qui l’occhio casca sull’ultimo di Marco Malvaldi. Un altro romanzo storico (lontano dalle ambientazioni barlumistiche), stavolta ambientato nel 1901, proprio a Pisa. Si tratta di Buchi nella sabbia. Quasi duecentocinquanta pagine che vanno via liquide e fresche come un fiasco di Fichino diaccio all’ombra d’agosto.

Uscito nel 2015

Uscito nel 2015

Siamo all’Opera, nel senso proprio al teatro. Tosca? Tosca. Si prepara la rappresentazione dell’opera pucciniana a Pisa e fin da subito la chiassosa folla dei personaggi (sapientemente illustrati uno a uno prima di addentrarsi nella storia) comincia a trafficare in quella allegra confusione che ruota intorno al melodramma e alla sua rappresentazione scenica: i cantanti, il direttore d’orchestra, i figuranti, il maestro d’armi, i macchinisti, l’impresario, il direttore del teatro… Ma siamo a Pisa, (Città proletaria e anarchica), e al teatro si prevede la presenza del Re. Quindi si intromettono nel dramma giocoso (mai sottotitolo fu più appropriato) anche i Carabinieri della Guardia Reale. E gli anarchici carrarini, e la piacente soprano, e i rancorosi offesi in cerca di vendetta e riscatto, e i duellanti triangolari… Fa una capatina anche il Maestro Puccini. Però, sopra tutti, trasandato ma acuto, ingenuo ma spierto, c’è lui, il cronista mandato dalla Stampa di Torino, Ernesto Ragazzoni.

Insomma, c’è il delitto, c’è da risolverlo, ci sono sospettosi, sospettati, indagati e, alla fine, il colpevole vien fuori dove meno il lettore se lo aspetta. Proprio una bella storia, piena di spunti da approfondire (sia letterari, che musicali, che storici) e che fa riaggallare con forza la miglior vena narrativa del Malvaldi. Abène.

Per la cronaca 1: Marco Malvaldi: Buchi nella Sabbia. Sellerio Editore, 2015. 256 pagine, 14 Euro.

Per la cronaca 2: Va bene la cultura musicale – estesissima – dell’autore, ma perché, di nuovo, fallisce nel citare i nomi in tedesco delle composizioni bachiane, come già si era segnalato in passato qui? L’Offerta Musicale, straordinario ciclo di approfondimento musicale e strumentale, si chiama Musikalisches Opfer, e non Müsikalische Opfer

Questione di spelling...

Questione di spelling…


Responses

  1. […] a Marco Malvaldi e al suo Buchi nella sabbia, di cui si ragionò a suo tempo qui, si accese la curiosità per questo formidabile personaggio-letterato-giornalista-poeta a cavallo […]


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