Pubblicato da: miclischi | 29 ottobre 2015

Una pellicola HP5 bobinata negli anni ’70

Una bella accoppiata: la XA con pellicole vintage

Una bella accoppiata: la XA con pellicole vintage

Abène, pescare di quando in quando nel sacchetto di plastica in frigo, quello che contiene le vecchie pellicole bobinate dal Mangano di Punto Reflex, e donate quando chiuse il negozio (ognuna nel suo contenitore di alluminio con tappo a vite, vintage anche quello!).

Si era già provata qualche tempo fa una PAN-F del 1977, ma tutto sommato si trattava di una pellicola a bassa sensibilità, quindi meno a rischio di deterioramento (la galleria delle foto scattate in quella occasione si trova qui). Stavolta si decise di tentare la sorte con una HP5 (400 ASA) bobinata negli anni ’70. La vaga indicazione del decennio invece che dell’anno è dovuta alle scarse conoscenze grafologiche che non permettono di stabilire con certezza se la data scritta a mano sul nastro applicato sul rullino (era originariamente un HP4), fosse il 1971, il 1972 o il 1977 (vedi foto). Si potrebbe forse propendere per il 1972, anche perché il 1977 del citato PAN-F era chiaramente decifrabile come tale. Comunque, poco importa, si tratta sempre e comunque di un rullo che è rimasto nel suo piccolo contenitore cilindrico per circa quarant’anni (oh, my god! come passa il tempo!) in attesa di essere esposto attraverso la lente di una macchina fotografica.

Le scritte a mano sul rullino bobinato

Le scritte a mano sul rullino bobinato

Casualmente, ma proprio casualmente, la scelta dell macchina fotografica cadde sulla Olympus XA, proprio la stessa macchinetta tascabile, di provenienza brussellese, che fu utilizzata per la prova del vecchio PAN-F.

Nella Riserva di Frattarolo

Nella Riserva di Frattarolo

Considerando la tascabilità della XA, la macchinetta fu infilata in una tasca dello zainetto e la prova della pellicola vetusta non venne fatta in una sessione ad hoc, ma fu lasciata all’aleatorietà delle situazioni. E fu così che alcuni scatti vennero fatti nella Riserva di Frattarolo, vicino a Manfredonia (FG), mentre la parte più cospicua della sequenza fu scattata a Barga (LU). Della serie call and answer…

La pellicola fu poi sviluppata con Ilford Microphen in soluzione stock, trattandola con i tempi propri delle HP5 PLUS moderne (6 minuti e mezzo a 20 gradi, salvo correzioni di temperatura e di incremento progressivo per sviluppi successivi).

I risultati? Alla fine della sequenza sviluppo-risciacquo-fissaggio-risciacquo, la pellicola emerse leggermente velata, senza quella brillanza che ci si aspetta di solito (nella stessa occasione venne sviluppata una Fuji Acros 100, oh che differenza!) e parecchio arricciata in senso trasversale (tanto che pigiarla nello scanner non è stata cosa facile). Dopo la scansione, risultarono delle foto che presentano a tratti una specie di effetto-carboncino oppure una sensazione lith che non ci stanno mica male! Oltretutto l’emulsione non si era schiccolata, fenomeno che era stato riscontrato nella citata PAN-F.

Altri scatti a Frattarolo con la vecchia HP5

Altri scatti a Frattarolo con la vecchia HP5

Le fotografie scattate a Barga hanno dato la possibilità di spaziare su più contesti, sia in esterno che in interno. La precisa misurazione della luce da parte della XA, accoppiata alla funzione “+ 1.5” (sovraesposizione) e all’autoscatto che permette esposizioni lente a patto di trovare una superficie piana come piano d’appoggio, hanno dato davvero una bella soddisfazione nello sperimentare.

Domenica barghigiana

Domenica barghigiana

In attesa di sperimentare altre pellicole vetuste, con chissà quali altre macchine fotografiche, nel frattempo ci si gode questa sorpresa del far tornare a vivere questi rullini di quarant’anni fa. E forse non è un caso che la scelta della macchina abbia privilegiato per ben due volte un apparecchietto salvato dalla pioggerellina insidiosa di Bruxelles. E’ forse una specie di inconsapevole operazione tesa a non far scomparire gli oggetti (le pellicole avrebbero anche esser buttate nel cassonetto, e la XA di sicuro nel giro di pochi giorni sarebbe diventate inutilizzabile); ma anche i concetti che quegli oggetti rappresentano. Fortunatamente la fotografia analogica è sempre viva, e ci sono sempre più persone, anche fra giovani e giovanissimi, per le quali scattare una foto con una macchina a pellicola implica un processo mentale abbastanza distante da quello che accompagna lo scatto con il videofonino o con la action cam. Mano male.

Altri scatti barghigiani.

Altri scatti barghigiani.

La serie completa delle foto in Puglia si trova qui, quelle di Barga sono qui.

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