Pubblicato da: miclischi | 15 settembre 2015

The Blues Boat: venticinque anni di indimenticabili gioie nautiche

La prima foto scattata sul Piviere: a Santa Marinella dopo l'immersione per pulire la carena (Marzo 1990)

La prima foto scattata sul Piviere: a Santa Marinella dopo l’immersione per pulire la carena (Marzo 1990)

Macché… non è vero che i due giorni più belli sono quello quando si compra la barca e quello quando la si vende. Non è per niente vero. I giorni più belli sono quelli passati in barca, a caccia di emozioni, di odori, di sensazioni e colori, fra quegli spazi angusti eppure comodi e cullanti.

Ecco. Non è per niente un bel giorno quello in cui la barca se ne va. Ma la gioia delle infinite avventure, e delle infinite esperienze condivise con gli equipaggi che si sono avvicendati in un lungo periodo di 25 anni (se pure con lunghe interruzioni) è quella che rimane, più forte di ogni altra sensazione.

Si aggeggia al motore prima di partire da Santa Marinella (era un Evinrude 6 HP)

Si aggeggia al motore prima di partire da Santa Marinella (era un Evinrude 6 HP)

Tutto cominciò nel 1990 con un annuncio su Bolina. rispose un ragazzo romano che aveva la barca a Santa Marinella. L’aveva trovata l’anno precedente in un orto (e non in un “porto”) del Giglio, ma dopo una stagione nautica aveva già deciso di passare a uno scafo più grande. Visitina alla barca, due fogli per le formalità, e via: in marzo (non proprio d’estate) due giorni e tre notti quasi no-stop per portare la barca a  Boccadarno con Riccardo e Walter.

Cena a bordo, in navigazione verso l'Argentario con Riccardo e Walter.

Marzo 1990: cena a bordo, in navigazione verso l’Argentario con Riccardo e Walter.

Veleggiata notturna verso l’Argentario, poi sosta a Porto Santo Stefano per rifornimento e colazione, poi via di nuovo fino all’arrivo in notturna a Piombino (e il risveglio traumatico: una botta violenta contro la banchina della capitaneria – l’oblò di dritta ancora ne porta il segno – causata da un traghetto che entrava a tutta birra). Di nuovo in partenza fino all’arrivo a Boccadarno nel cuore della notte. Accosto temporaneo alla Lega Navale per andare a casa a prendere le biciclette e poi via fino al pontile parecchio a monte, e poi la pedalata notturna sul viale di Marina per andare finalmente a dormire a casa!

Seguirono settimane di lavori e lavoretti, carena, installazione del paterazzo e della pompa di sentina, aggiustamenti e migliorie varie, poi finalmente la partenza per quella che è rimasta la crociera più epica di tutte: doveva essere la circumnavigazione di Corsica e Sardegna (seguendo l’itinerario a “8” suggerito dal Mancini), ma il giro si interruppe a Porto Conte in ottobre per sopraggiunto maltempo. La barca fu tirata in secco al pontile di Tonino a Tramariglio e messa sui mattoni; fu recuperata l’anno dopo.

E di lì in poi, anno più anno meno, tante altre avventure soprattutto all’Elba e nell’Arcipelago, ma ancora con ritorni in Corsica, con un pazzesco avvicendarsi di equipaggi (anche quando ancora non c’erano i telefoni cellulari…). E allora ecco un riepilogo speditivo:

A Malfalco (Corsica) nel 1990. Una mèta suggerita da Cippi.

A Malfalco (Corsica) nel 1990. Una mèta suggerita da Cippi.

1990: Trasferimento Santa Marinella – Boccadarno. Crociera estiva: Boccadarno – Macinaggio – Corsica Occidentale – Arcipelago della Maddalena – Sardegna Orientale – Cagliari – Sant’Antioco – Porto Conte.

1991: Porto Conte – Santa Teresa – Solenzara – Campoloro – Bastia – Macinaggio – Boccadarno.

1997: Boccadarno – Elba a profusione – Boccadarno

1998: Boccadarno – Elba – Giglio – Giannutri – e ritorno.

Corsica, 1990. Ad Ajaccio salgono a bordo due marinai bretoni!

Corsica, 1990. Ad Ajaccio salgono a bordo due marinai bretoni!

2000: Boccadarno – Macinaggio – Giraglia – Centuri – Bastia – Macinaggio – Solenzara – Rondinara – Lavezzi – Santa Manza – Campoloro – Fetovaia – Elba – Cecina – Boccadarno

Corsica 1990: il riposo del prodiere.

Corsica 1990: il riposo del prodiere.

2003: Boccadarno – Baratti – Elba – Rocchette – Giglio – Argentario – Giannutri – Giglio – Puntala – Cala Violina – Puntone – Porto Azzurro – Elba – Cecina – Boccadarno.

2006: Boccadarno – Baratti – Elba – Rocchette – Castiglione – Porto S. Stefano – Giglio – Puntala – Puntone – Baratti – Boccadarno.

2008: Boccadarno – Elba – Bastia – Macinaggio – St. Florent – Deserto Agriates – Macinaggio – Elba – Boccadarno.

Corsica 1990: un po' di mare navigando verso Figari.

Corsica 1990: un po’ di mare navigando verso Figari.

2011: Boccadarno – Elba – Giglio – Giannutri – Argentario – Giglio – Elba – Boccadarno.

2015: Boccadarno – Elba – Rocchette – Giglio – Giannutri – Porto Ercole – Giannutri – Porto Santo Stefano – Rocchette – Elba – Salivoli – Elba – Boccadarno.

E qui ci si ferma. Il Piviere passa di mano dopo così tanti anni. Però rimane ancora  l’occasione di fare qualche giratina con quanti non avevano potuto partecipare alla crocierona estiva. Uscitine allo Ship o al Gombo, luogo questo che, specie al tramonto e di notte, diventa quasi magico (!).

Sardegna 1990: a Calasetta.

Sardegna 1990: a Calasetta.

A meno di senili dimenticanze o colpevoli omissioni, ecco tutti i partecipanti agli equipaggi della Blues Boat (tutti quelli che hanno passato almeno una notte a bordo!).

Riccardo, Walter, Merja, Marianne, Mario, Gian Paolo, Jean-Luc, Julien, Paola, Gracieuse, Giorgio, Alessandra, Valtere, Elisa, Luca, Marina, Maurizia, Gabriele, Edoardo, Angelica, Adriana, Sandra, Francesca, Cristina, Pierre-Ive, Igor, Laura, Giovanna, Stefano, Monica, Alberto, Camilla, Rachele, Maria Luigia, Sara, Giulio, Irene, Guido, Daniela, Elena, Carla, Lorenzo, Rachel, Louise.

A tutti gli equipaggi della Blues Boat, a tutti gli uomini e donne, bimbi e bimbe che hanno fatto navigare il nostro Piviere dal 1990 al 2015, un commosso e riconoscente grazie, grazie, grazie!

Sardegna, ottobre 1990. Randa e motore verso Capo Caccia, dove la Blues Boat rimarrà a svernare.

Sardegna, ottobre 1990. Randa e motore con Valtere verso Capo Caccia, dove la Blues Boat rimarrà a svernare.

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Responses

  1. piango

  2. E no, e così non va bene…propongo di guardare avanti, con la prospettiva di nuove crociere su barche più “adeguate” alle nostre esigenze di marinai maturi.
    p.s. doveva essere proprio esausto il prodiere..

  3. piango anche io come sburk

  4. non piango, (forze perche non sono gia “disamarinato” e muovo ancora sull’onda dell’Elba) ma sono come Gian Paolo, “avantiguardatore”. Altro, di piu, altri, rebelote, gimme some more, du rab, (and even without any esigenze di marinai maturi – keskidi, keskiraconte ?). Just il mare, just una barca a vela, con il capitano … Jean-Luc

  5. un saluto sorridente e colmo di gratitudine alla Blues Boat che mi ha regalato giorni splendidi e che mi ha fatto capire come la prua di una barca a vela che va sul mare, con il giusto vento e il sole e un libro, faccia parte per me dell’idea di paradiso, insieme a Lisbona, alla sala di una biblioteca, alla musica di Bach (che viene prima di tutto) e ad altre gioie su cui qui non mi dilungo.
    Grazie Blues Boat, grazie Michele, e…ci saranno altre prue, altri libri e altre barche!


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