Pubblicato da: miclischi | 20 agosto 2015

Una Bencini Koroll 35 dal mercatino di Marina

Solidamente metallica

Solidamente metallica

Mercatino della terza domenica del mese sul lungomare di Marina di Pisa. Come già in passato (La Kodak Retina difettosa, ma anche una Minolta SLR o la Agfa Clac) può succedere di imbattersi in una macchina fotografica interessante. E stavolta fu una Bencini Koroll 35 ad attirare l’attenzione. Un pezzo mancante nella collezione  che comprende le numerose Comet 127 e anche una Koroll 120.

Macchinetta metallica e pesante con regolazioni essenziali (ma i tempi funzioneranno bene?) e la ghiera della messa a fuoco un po’ dura, ma per dieci euro ci si può stare (il venditore ne voleva 15 ma non c’è stato tanto da insistere).

Dettaglio dell'obiettivo

Dettaglio dell’obiettivo

Stando alla tabella riepilogativa del sito bencinistory, trattasi di un modello del 1962. Un po’ ossidata, con il rivestimento che viene via in qualche punto, insomma probabilmente una macchinetta dimenticata per lungo tempo in una soffitta o una cantina.

Eppure è una macchina che ha formato tanti fotografi, e che presenta anche un’ampia gamma di scelte (la messa a fuoco con distanze indicate sulla parte mobile dell’obiettivo – un Acromatico 55mm f. 8), due diaframmi fra cui scegliere (8 e 16), e ben tre tempi (50-100-150 + B). Il pippolone per il trascinamento è un po’ incatagnato, ma insomma si può farci un giro di prova.

Con il dorso aperto

Con il dorso aperto

Caricato un rullo di PAN-F, parte la prova. Il trascinamento è insolitamente duro e difficoltoso (e infatti la pellicola risulterà rigata). Poi il tempo di 1/50, quasi un obbligo, con quella pellicola lenta e con i diaframmi chiusi, sembrava dubbioso, e infatti i risultati mostreranno che il tempo lento può anche risultare lentissimo. Infine la messa a fuoco, per la quale non c’è un vero e proprio indice con il quale far combaciare i numeretti dell’obiettivo, è risultata in mosti casi sbagliata.

Curiosa ma deludente

Curiosa ma deludente

Gli scatti non sono risultati entusiasmanti, e la percentuale di scarti illeggibili è altissima. Però, via, un’altra Bencini nella collezione, ci sta anche bene.

Per la cronaca: altri dettagli interessanti su questo modello e su sulla sua storia si trovano sui siti di Fotoriflessiva e Storiadellafotografia.

Altri scatti dal rullo di prova

Altri scatti dal rullo di prova

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