Pubblicato da: miclischi | 8 marzo 2015

Zanzibar Capital Art Studio

il vecchio timbro

Il vecchio timbro

Come illustra molto in dettaglio questo ricchissimo sito su Zanzibar e la sua storia, lo studio fotografico Zanzibar Capital Art Studio fu aperto nel 1940 dal fotografo di origine indiana Ranchod Oza. Per decenni ufficiale della corte del Sultano, Oza raccolse con le sue Rolleiflex innumerevoli testimonianze della città e dell’Isola, della gente, delle strade, della società in continua evoluzione, fino alla rivoluzione del 1964 e dopo, fino alla sua morte, nel 1984. Una delle peculiarità dell’arte di Ranchod Oza consisteva nel colorare a mano le stampe in bianco e nero. Per decenni queste sue stampe colorate costituirono uno dei più preziosi e affascinanti ricordi di Zanzibar, anche per i turisti che iniziarono a riaffiorare sull’isola all’inizio degli anni ’90.

Il nuovo timbro

Il nuovo timbro

Il figlio di Ranchod, Rohit, gestisce tuttora (2015) lo studio fotografico, al cui interno conserva ancora con orgoglio l’insegna dello studio del padre, traslocata lì quando il negozio fu trasferito. Già negli anni ’90 Rohit lamentava l’impossibilità di continuare la raffinata arte coloristica del padre. Sono cambiate le carte fotografiche, diceva, e anche i colori sono cambiati, non si riesce più a colorare come una volta. Dopo alcuni esperimenti malriusciti, infatti, abbandonò l”impresa.

2015 fotografo zanzibar

Alcune vecchie foto colorate a mano da Ranchod Oza

Dopo vent’anni e oltre, lo sguardo del fotografo è cambiato, come tutto intorno, del resto. Il suo sguardo è pieno di tristezza, salvo rari luminosissimi lampi di quieta gioia che si accendono proprio quando parla di fotografia. Era già un po’ triste, quello sguardo, quando parlava delle fotografie colorate che non venivano più bene. Oggi non fa quasi più pellicola e ha del tutto abbandonato il formato 135. Scatta fotografie, solo occasionalmente, con le Rolleiflex di suo padre. Estrae da sotto il banco le scatole ricolme di stampe 18×24. Alcune sono le stesse che erano in vendita negli anni ’90; del resto sono foto d’epoca. Alcune sono nuove; ma non c’è verso, sono tutte, vecchie e nuove, stampate su carta glossy e non danno lo stesso gusto di una volta. Sono in vendita a 10.000 scellini (circa 5 euro) e c’è davvero l’imbarazzo della scelta. La gratitudine nei confronti di questa persona antica, accogliente e paziente, induce a fare qualche acquisto.

Alcuni acquisti del 2015

Alcuni acquisti del 2015

Il fotografo ha accettato di buon grado, a distanza di oltre vent’anni, di fare  ancora una foto nella sua sala di posa (il retrobotttega) dove lo sfondo vagamente classicheggiante è sempre lo stesso, dove c’è ancora la stessa poltroncina avveniristica (chissà quando era avveniristica!) su cui far sedere, a richiesta, il soggetto. Scatta con la nostra digitale. La pellicola scarseggia (deve farsela arrivare dal Kenya), per non parlare della carta. Alla richiesta di scattare comunque con la pellicola, dietro pagamento dei costi, e di non preoccuparsi dello sviluppo e stampa, cortesissimamente declina l’invito, con uno dei quei suoi sorrisi tristi che risultano assolutamente disarmanti.

Le foto di Natale 1991-92-93-94

Le foto di Natale scattate da Rohid Oza nel 1991-92-93-94

Lo stesso studio di posa, la stessa sedia, nel 2015

Lo stesso fotografo, lo stesso studio di posa, la stessa sedia, nel 2015

Già nel 1994 Rohit Oza aveva accettato di far scattare delle foto nel suo studio. Ed è abbastanza impressionante notare come quasi nulla è cambiato, soprattutto nelle foto appese agli armadi e nelle vetustissime pubblicità. Non sono cambiati tanto neanche quegli occhi lucidi, come a quei tempi in cui la fotografia digitale ancora non esisteva. Adesso lo studio sopravvive grazie a occasionali feste di matrimonio, o eventi ufficiali, oltre alle fototessera per i documenti di identità. Solo in rarissime occasioni Rohit Oza usa la Rolleiflex, con pellicola rigorosamente Ilford, come la carta, del resto. Il laboratorio non ce l’ha allo studio, ma a casa. Le fototessera e ritratti in studio li fa con una piccola compatta digitale Nikon, di cui è molto soddisfatto. Ma, al tempo stesso, nel maneggiare questo apparecchietto elettronico, riaffiora nei suoi occhi quella liquida tristezza sconfortante. Uno sguardo ben diverso quando prende una Kodak a soffietto 6×9 e la mostra orgoglioso: la sua prima macchina fotografica.

Lo studio fotografico nel 1994

Lo studio fotografico nel 1994

Nel 2015

Con Rohit Oza nel 2015

Dopo aver fatto un autoscatto anche con la sua compatta digitale, Rohit Oza incarta le vecchie stampe in bianco e nero in una busta di carta ruvida marroncina. Precisa, a mo’ di rassicurazione, che ha messo nella busta anche un pezzo di cartoncino spesso, uno scrupolo in più come a sottolineare quanto ci tenga a che le sue fotografie non si sciupino. Ma forse ha capito che ci tiene anche l’acquirente!

 

Zanzibar Capital Art Studio, poco più avanti dell'ufficio postale, poco rima di arrivare all'orologio della Corte di Giustizia

Zanzibar Capital Art Studio, poco più avanti dell’ufficio postale, poco prima di arrivare all’orologio della Corte di Giustizia

Per la cronaca 1: Una serie di foto d’epoca acquistate allo studio fotografico da Geordie Mott sono state scansionate e poi caricate su questo Album Flickr.

Per la cronaca 2:Un bel servizio giornalistico corredato da fotografie di Katie Lin su Rohit Oza e sul suo studio fotografico si trova qui.

Per la cronaca 3: Una bellissima foto di Rohit Oza, scattata da Ezequiel Scagnetti, si trova qui.

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Responses

  1. […] visita recente a Zanzibar (se ne parlò tempo addietro qui, a proposito dello studio fotografico Capital Art Studio) fu l’occasione di andare a dare di […]


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