Pubblicato da: miclischi | 1 dicembre 2014

Firenze 2014: l’immenso Falstaff di Ambrogio Maestri

Notturno all'Opera di Firenze

Notturno all’Opera di Firenze

Due novità e due ritorni: dopo l’accoppiata Metha/Ronconi del 2006, sempre a Firenze, ecco ora anche l’occasione di vedere questo nuovo Teatro dell’Opera e l’interprete di Falstaff  tanto acclamato: il baritono Ambrogio Maestri.

Il teatro: mastodonte accanto alla Stazione Leopolda (nota soprattutto per le convention renziane, ma in realtà anche sede espositiva di tutto rispetto – straordinaria la mostra di modelli, fotografia, macchinari e storie della Nuovo Pignone), produce effetti luminescenti e volumetrici molto suggestivi di notte. Alcuni fiorentini sostengono che di giorno sia un pugno in un occhio, grosso modo come il nuovo tribunale; ma tant’è. Dentro, dagli androni, alle interminabili scalinate, alla sala con curve da pista da skateboard, sembra un incrocio fra un’astronave e una caverna dalle atmosfere wagneriane. L’acustica è molto buona, l’ottica un po’ meno. A differenza del vecchio Comunale in cui ogni posto era buono, qui dipende. E può anche succedere che chi siede in galleria o nei cosiddetti palchetti debba vedersi tutta l’opera col palcoscenico tagliato a metà dall’odiosa ringhiera.

Ai piani alti

Ai piani alti

E Luca Ronconi? Come sottolineato durante la breve ma intensa guida all’ascolto presentata prima dell’opera ai piani alti del teatro, il regista ha oggi la stessa età di Verdi ai tempi del Falstaff. Nel 2006 aveva affascinato il pubblico fiorentino con le sue caratterizzazioni punk e con il fantastico lavorio delle macchine scenotecniche nel passaggio dalla prima alla seconda scena del terz’atto. In questa inaugurazione fiorentina del 2014 (era già messa in scena al Petruzelli di Bari l’anno prima) Ronconi, con lo scenografo Tiziano Santi, opta per la scena semi-spoglia. Dice il regista (raccontato da Anna Bandettini nel breve interessantissimo testo contenuto nel programma di sala):  Anche sulla scena ci saranno pochissimi elementi: è talmente tutto scritto nella partitura che non c’è bisogno di aggiungere. E, per di più, mi è sempre sembrato che insistere sul carattere pittoresco di quest’opera non le faccia un buon servizio. Secondo quanto riportato dal Corriere Fiorentino il giorno dopo della Prima, nel foyer si sono raccolti parecchi mugugni sulle scelte minimaliste del regista. Ma forse giova ricordare che in tempi di crisi certe scelte sono anche dettate dal principio “fare di necessità virtù”.  Eppure, bisogna proprio arrendersi all’evidenza: così come negli sfarzi del 2006, anche in questa edizione fiorentina 2014 Ronconi ha fatto centro. Azioni sceniche ben articolate, movimenti funzionali alla narrazione e poi, sorpresa sorpresa, l’anziano regista ha trovato di nuovo il modo, forse più sobrio ma non meno sorprendente, di far comparire la quercia di Herne durante il sonno etilico di Falstaff, nel citato passaggio di scena nel terz’atto.  Inoltre, quelle scarne scene, quei pochi oggetti, hanno ammantato tutta la storia di una specie di atmosfera di dismissione, come a sottolineare quel ruolo di presunto donnaiolo ormai dismesso (ops… considerando il contesto cittadino, verrebbe quasi da dire rottamato). Infine, altro colpaccio registico: alla fine dell’opera, subito prima di iniziare la straordinaria fuga Tutto nel mondo è burla, i cantanti si slanciano in avanti verso la buca dell’orchestra (oh!, ma dove vanno?) e si mettono a sedere con le gambe penzoloni a sfiorare le schiene dei musicisti dell’ultima fila. E la fuga la cantano così, gioiosamente e sorprendentemente seduti, con il coro subito dietro, per il tripudio del pubblico.

Zubin Metha, si sa, è un po’ fiorentino. Qui lo considerano come uno di casa e l’ovazione che lo accoglie ancor prima di dar inizio all’opera è una dimostrazione dell’affettuosa popolarità di cui gode in questa città. Poi, con un’Orchestra del Maggio precisa e pulita in tutti i settori e in tutti i registri, ha dato una gran prova di misurata intensità; il che fra l’altro ha permesso di apprezzare l’acustica di questo nuovo teatro (almeno dalla galleria).

xxxx

Ford (Roberto de Candia) e Falstaff (Ambrogio Maestri) – Foto Simone Donati

E i cantanti? Una delle attrattive di questa rappresentazione era costituita di sicuro dall’interprete del protagonista. Questo Falstaff grande e grosso interpretato da un baritono grande e grosso è proprio uno spettacolo. E Ambrogio Maestri non ha fatto una piega. Avendo cantato quel ruolo oltre 200 volte, si sente davvero nei suoi panni, con un livello di immedesimazione pazzesco. La voce? Superlativa. Con un dominio nel dosarla in tutti i registri e in tutte le pieghe interpretative che di rado capita di sentire. Davvero immenso, questo Falstaff di Maestri. E gli altri ruoli? Per una volta, tutto un cast di personaggi principali molto ben bilanciato e di alto livello. Come confermato anche dall’applausometro finale, tutti sono stati all’altezza: il Ford di Roberto de Candia (che fra l’altro vestirà i panni di Falstaff nelle ultime due rappresentazioni), l’Alice di Eva Mei, la Nannetta di Ekaterina Sadovnikova e il Fenton di Yijie Shi hanno fornito davvero un’ottima prova, insieme a tutti gli altri interpreti, egualmente osannati dal pubblico alla fine dell’opera.

Quindi un bel Falstaff. Bellissimo. E anche una buona occasione per rileggere e risentir cantare il libretto di Arrigo Boito, un vero florilegio di perle linguistiche e di preziosismi poetici (basti l’elenco infinito di  scherzosi insulti che affollano i dialoghi). In un punto, in particolare, il pubblico non ha potuto trattenere una risata collettiva: a quel  Lo so con cui Falstaff risponde a Quickly che lo adula con Siete un gran seduttore.

Abène, viva il Falstaff, viva Verdi, viva il Maggio Musicale Fiorentino (ora si chiama Opera di Firenze, ma suona meglio così…).

Le allegre comari di Windsor - Foto Simone Donati

Le allegre comari di Windsor – Foto Simone Donati

Annunci

Responses

  1. Spero di poterci andare! Da quello che racconti mi sembra da non perdere.E come sempre: Viva Verdi!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: