Pubblicato da: miclischi | 9 novembre 2014

Pisa Book Festival 2014: una bella sfida

Fantasie geografiche

Fantasie geografiche

Rieccoci alla fiera autunnale dei libri a Pisa (Pisa Book Festival). E’ il dodicesimo appuntamento, sempre nei curvilinei spazi del Palazzo dei Congressi, sempre con ingresso a pagamento; ma questo, a quanto pare, i pisani ormai lo hanno digerito e non si lasciano intimidire. Infatti di visitatori ce ne sono parecchi.

Centocinquanta editori, incontri a profusione, presentazioni, incontri, insomma un programma ricco. Poi, novità assoluta di questo 2014, gli organizzatori compiono  un audace gesto di rivoluzione geografica, biogeografica e geopolitica, inventando un nuovo Paese ospite: la Scandinavia. Chissà cosa ne avrebbe avuto da ridire Pierre Desproges, caustico ed eccessivo derisore dei popoli del mondo: Scandinaviani o scandinavesi? Qual è la capitale della Scandinavia? E i fenno-scandici, invece, quale ruolo giocherebbero in questo scacchiere fantasioso? Passons. Meno male che il comunicato-stampa ufficiale, più elegantemente, recita: La Svezia è insieme alla Danimarca e alla Norvegia il paese ospite d’onore di questa edizione…

Lettori, bibliofili, bibliomani al Pisa Book festival 2014

Lettori, bibliofili, bibliomani al Pisa Book festival 2014

Piccoli editori coraggiosi, in lotta, in guerra, come afferma una delle incaricate allo stand di una prestigiosa casa editrice. In lotta contro la crisi, contro le difficoltà del mercato librario, in lotta con i rari erogatori di contributi, affinché il contributo sia libero e non vincolante; il tutto senza perdere di vista l’imperativo di pagare puntualmente a autori e traduttori (l’editore mangerebbe  solo uova sode, piuttosto che non pagare chi produce la materia prima da pubblicare).

Piccoli editori che si appassionano nel parlare dei propri libri, dei propri autori. Che guidano e consigliano – o sconsigliano – il visitatore fedele che anno dopo anno si presenta per rendere omaggio al loro eroismo. Autori sconosciuti da scoprire, traduzioni accurate, copertine curate, grafici intraprendenti e sorprendenti, cura della scelta della carta, dell’impaginazione, del carattere… Quest’anno, di sicuro, la percentuale di stand con libri brutti e sciatti, stampati a casaccio e mal curati, insomma quelli che uno ci passa davanti senza neanche sfogliarne uno, è calata tantissimo, e la stragrande maggioranza degli editori rappresentati ha un’idea molto chiara di che cosa sia fare libri di qualità.

Acquisti 2014

Acquisti 2014

Ci sono poi i pellegrinaggi sentimentali agli stand degli editori con i quali ormai da anni si è stabilito un fruttuoso scambio di parole, di idee e di libri. C’è Il foglio letterario di Piombino, che anche quest’anno annuncia l’assenza di qualsivoglia novità del vinaio Guantini (ma propone l’opera seconda di Federico Guerri). Ci sono le affettuosità lusofone di quelli dell’Urogallo, sempre disposti a far due chiacchiere e a navigare fra le novità del catalogo, brasiliane o portoghesi che siano. Qualche consiglio azzeccato ne vien sempre fuori (stavolta: due!) C’è poi Cartacanta, l’editore che riesce a produrre copertine straordinarie, opere che già di per sé spingono ad esplorare il libro, sfogliarlo, accarezzarlo… Per scoprire che anche dentro, nel testo stampato, ci sono contenuti di qualità. C’è Keller, che oltre ai suoi libri curatissimi quest’anno presenta anche un pogetto a lungo respiro: Confini. Tre libri all’anno, dal 2014 al 2018, a cento anni dalla Grande Guerra. Come scrive l’editore su questo progetto: Perché confini? Perché i confini divennero campo di battaglia, perché dopo di allora mutarono radicalmente, perché i confini politici disintegrarono quelli geografici o violentarono quelli culturali ed etnici e linguistici…
Perché lo stesso concetto di confine venne stravolto e mutò per sempre dopo la Prima guerra mondiale. Perché quei confini furono anche terreno fertile di contaminazione e incontro. C’è poi l’editore Del Vecchio che propone le Acqueforti di Buenos Aires, un libro di Roberto Arlt scoperto sui tavoli dell’Osteria Malatesta a Matera… E poi la ETS con il ricettario della Regia Marina Italiana; l’editrice Nutrimenti con il libro scritto dal Direttore del carcere di Gorgona; libri assortiti, vecchi e nuovi, da cataloghi scoperti per la prima volta e, dulcis in fundo, un foto-libro della editrice Myra, metà diario di bordo e metà diario fotografico, scritto da un giovanissimo ufficiale della marina mercantile – Amedeo Postiglioni –  al suo primo imbarco che lo ha portato in giro per il mondo. Si chiama Le rotte del ferro salato. Come non ripensare al foto-diaro, scritto e scattato in altra forma lungo decenni di navigazione, dall’indimenticato Comandante Cippi Pitschen? Se ne ragionerà a breve, di questo libro cippiano. Fra l’altro al Cippi sarebbe piaciuto di sicuro il titolo.

Via, giù, proprio una bella edizione della festa dei libri. Già in attesa della prossima, con un sottile fremito al pensiero di quale possa essere il paese ospite. Magari sarà la volta della Macaronesia?

Acquisti 2014

Acquisti 2014

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