Pubblicato da: miclischi | 26 ottobre 2014

Nicola Lagioia: quando un libro sulla ferocia è davvero feroce

Nicola Lagioia prfesenta il suo libro alla Libreria dell'Arco a Matera

Nicola Lagioia prfesenta il suo libro alla Libreria dell’Arco a Matera

Si parlava tempo addietro di libri sulla violenza (come Limbo di Melania Mazzucco) o sulla crudeltà (come  Au revoir là-haut di Pierre Lemaitre). Adesso, dopo la bella presentazione di Matera, la lettura di un libro che si dichiara già nel titolo: La ferocia di Nicola Lagioia.

Secondo il Devoto-Oli queste tre parole non hanno significati molto dissimili, essendo tutte riconducibili all’azione esercitata da un soggetto su un altro (1) o al compiacimento nei confronti delle sofferenze altrui (2). A dire il vero, tuttavia, nel concetto corrente di violenza spesso l’intenzionalità umana non è implicita. Si parla infatti di un acquazzone violento, o di una violenta scossa di terremoto. La crudeltà implica invece la volontà cosciente di far male. La ferocia, poi, sempre secondo il Devoto-Oli, introduce un ulteriore elemento (3): aggressività selvaggia, bestiale. Ecco l’elemento animalesco, disumano. Forse è anche per questo che nel romanzo di Lagioia compaiono così tanti animali.

Scena: la Bari degli affaristi senza scrupoli, degli intrallazzi con la politica, con l’ambiente giudiziario, le schifezze ai danni dell’ambiente, delle persone. Il denaro che risolve tutto, il profitto che prevale su ogni altro criterio di scelta. E fin qui, come si suol dire, niente di strano.

Ma questo romanzo si gioca anche in un altro scenario, quello interno alla famiglia Salvemini: padre, madre, due figlie, un figlio e un figliastro. E il limite fra le crudeltà che si perpetrano all’esterno e all’interno della famiglia diviene via via sempre più evanescente. Ma l’abilità narrativa di Lagioia inserisce un ulteriore elemento di sconvolgimento: quello temporale. Per cui si sovrappongo come un una girandola impazzita fatti che si svolgono in tempi e contesti diversi fra i numerosissimi personaggi di questo catalogo di varia disumanità.

Libreria dell'Arco, Matera, ottobre 2014

Libreria dell’Arco, Matera, ottobre 2014

C’è il fatto, l’inizio fulminante, la morte di Clara; e c’è l’epilogo dove si sciolgono numerosi nodi (non tutti!). Fra queste due densissime e stravolgenti sezioni della storia, un calderone di eventi, personaggi, ricostruzioni, supposizioni, fatti appena accennati perché il solo accennarli trabocca di orrore, appunto di ferocia.

Ma c’è anche un ulteriore piano in cui si srotolano le vicende della storia: è la mente disturbata di Michele, il figliastro/fratellastro disadattato, e infatti fuggito da quell’ambiente mefitico. Sarà lui che con implacabile lucidità continuerà a cercare di capire, di sapere, non accontentandosi dello stato quo cui tutti sembrano conformarsi senza troppi scossoni.

Clara non può sapere che è l’ultima volta che Michele occupa quella stanza. Ignora anche che lei, nel giro di nemmeno un anno, andrà via da questa casa. Eppure, la lingua non tradotta del futuro imminente gonfia le pareti.

*     *     *

Si dissero altre cose. Frasi di circostanza che si cancellavano da sole man mano che venivano pronunciate.

*     *     *

Aveva riso come facevano le dive del muto, quando, prese in una luce fredda, mostravano i denti bianchissimi, portando il volto a favore di un bagliore che poteva essere l’eternità o una guerra non ancora scoppiata.

Un libro tremendo. Con poche concessioni alla bellezza della scrittura, ma con attenzione quasi maniacale alla necessità imprescindibile di raccontare, di svelare, di soffermarsi sui gesti sulle parole, su scelte passate che hanno drammaticamente provocato un presente insopportabile. E’ una narrazione incalzante,che inchioda e sconvolge. Che fa male. Fa male fisicamente.

E’ un libro davvero feroce, che trasmette senza pudore e senza riserve al lettore la sensazione fisica della ferocia.  Il lettore si ritrova esausto, stralunato e trasognato. Travolto dalla scrittura senza pietà, aggressiva, selvaggia e bestiale di Nicola Lagioia.  Ma il lettore, comodamente seduto in poltrona o su un treno o in aereo, o sdraiato sul divano o sul letto, come l’osservatore di un esperimento nucleare che si ripari in un sicuro bunker a prova di esplosioni e radiazioni, si sente al sicuro. Gli viene però da dubitare per un attimo che la sua situazione di comfort non sia poi così protetta. Perché la ferocia entra dappertutto e scava, incrina, dispera. Una  sofferenza pazzesca. Meno male che queste sensazioni così forti sono almeno mitigate grazie alla qualità di una tecnica narrativa di straordinaria efficacia.

Nicola Lagioia – La ferocia. Einaudi, 2014. 418 pagine, € 19.50.

Uscito nel 2014

Uscito nel 2014


Responses

  1. sembra proprio bello, ma non so se avrò mai il coraggio di leggerlo


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