Pubblicato da: miclischi | 21 ottobre 2014

Graflex Graphic 35

Una Graflex 35 mm!

Una Graflex 35 mm!

Una macchina fotografica che sui siti per fotografi vintage viene presentata quasi più come curiosità che come apparecchio serio. Eppure questa macchina fotografica incongrua (incongrua nel senso che questa è una 35 mm, mentre l’americana Graflex si era fatta un nome soprattutto nel settore degli apparecchi grande e medio formato) non è mica poi così male! Se non per alcuni aspetti operativi di cui si dirà.

Ci sono ancora oggi in circolazione molte Speed Graphic, Crown Graphic, le RB con il dorso rotante, etc. L’incredibile accuratezza meccanica di quegli apparecchi storici (erano usate comunemente da Edward Weston per le sessioni in studio o in giro per gli States, ma anche dal fotoreporter newyorkese Arthur “Weegee” Fellig) fa sì che ancora oggi possano essere usati con molta soddisfazione, sia con pellicole piane 2×3 e 4×5 o con gli adattatori per pellicola 120.

Dunque si diceva della Graflex 35. Una macchina fotografica massiccia dall’apparenza molto solida, con telemetro (funzionante!) e trascinamento a manopola. L’obiettivo in dotazione è un Graflar 50 mm f. 2.8 e otturatore con tempi da 1 secondo a 1/500 + B.

Una visione dall'alto: si vedono bene i due pippoli per la messa a fuoco:queello di destra premuto verso linterno e, conseguentemente, quello di sinistra sporgente all'esterno.

Una visione dall’alto: si vedono bene i due pippoli per la messa a fuoco: quello di destra premuto verso l’interno e, conseguentemente, quello di sinistra sporgente all’esterno.

La particolarità principale risiede nella modalità della messa a fuoco. Infatti, invece di agire sulla ghiera dell’obiettivo, si manovrano i due pippoloni sul frontale con le due dita (della mano destra e della mano sinistra) fino a veder ricomposte le due immagini nell’apposito mirino del telemetro (non si tratta di immagini sovrapposte ma proprio di un’immagine spezzata che va ricomposta, non senza difficoltà). L’azione sui due pippoli sposta in avanti o all’indietro l’obiettivo per garantire la messa a fuoco.

Due fotografi fotografati con la Graflex 35

Due fotografi fotografati con la Graflex 35

Una volta fatta la mano a questo metodo inusitato, si riesce abbastanza bene a mettere a fuoco. Il problema è che una volta mollata la presa sui due pippoli (non fosse altro che per spostare l’occhio sul mirino di ripresa, o ancor più per mettere la macchina in posizione verticale) l’obiettivo tende a andarsene per conto suo su una posizione a caso, e la foto riuscirà immancabilmente fuori fuoco (il numero di immagini sfuocate nei rullo di prova è sorprendentemente alto).

La prova pratica: non c’è malaccio, ma certo ci si aspettava di più da una gloriosa Graflex.  Complice il fatto che il fuoco tende ad andare per conto suo, molte delle immagini appaiono poco “pulite”. Oppure, chissà, magari è una questione di vetustà, di difetti occulti della lente, di opacità non facilmente visibili a occhio nudo…  Eppure, quelle foto venute bene, sono venute proprio bene!

Le foto dello slideshow qui sotto sono state scattate con Ilford FP4 sviluppato in ID11 soluzione stock e scansionate con Epson Perfection V600 Photo.

 

Un rullo di prova scattato con

Un rullo di prova scattato con Ilford  FP4 in ID11 stock

Peccato per questo brutto scherzetto della messa fuoco. alla fine questo sistema rivoluzionario dei pippolini si rivela abbastanza una sòla. Ed è un vero peccato, perché questo apparecchietto solido e pesante presenta anche varie altre curiosità. Per esempio per guidare il fotografo nell’uso del flash con indici colorati sulle scale dei diaframmi e delle distanze, dopo aver impostato il numero guida sulla apposita ghiera. Altra particolarità, a dire il vero non molto comoda, è che lo scatto (che si aziona dopo aver caricato l’otturatore con una levetta sulla parte superiore dell’obiettivo) si aziona tirando una linguetta verso l’esterno (è quella che si vede nella foto a fianco dell’obiettivo, sopra alla scritta Graphic 35). Oltre a risultare rischioso come movimento (foto mosse con tempi lunghi), se si esita nello scatto il sistema si blocca, e bisogna trascinare la pellicola sprecando uno scatto.

Per finire, una scritta sul barilotto dell’obiettivo ci informa che sia la lente che l’otturatore sono stati prodotti in Germania Ovest!

Per la cronaca 1: il Manuale di questa macchina fotografica si trova qui.

Per la cronaca 2: un po’ di storia di questo modello Graflex si trova qui.

Da un rullo scattato con Fuji Acros 100 (Ilford ID 11 stock)

Da un rullo scattato con Fuji Acros 100 (Ilford ID 11 stock)

 

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