Pubblicato da: miclischi | 28 settembre 2014

Anima Mundi 2014 chiude in bellezza con lo Stabat Mater di Dvořák

La cattedrale pisana illuminata di notte: è sempre un bel vedere.

La cattedrale pisana illuminata di notte: è sempre un bel vedere.

Ultima serata di questa rassegna 2014. Entrando in Duomo si percepisce in vago sentore di insetticida: che il grillo parlante sia stato fatto fuori? Sarà; ma è un fatto che durante il concerto non ci sarà anche il suo insistente cri-cri ad accompagnare gli interpreti.

Per questo evento finale, un’orchestra italiana, un coro sloveno e quattro solisti di lingua tedesca. E un capolavoro di Antonín Dvořák, lo Stabat MaterDice di questa composizione Maurizio Giani (Einaudi, 2004): Sebbene si fosse ispirato al Requiem di Verdi per la sua messa, nel comporre lo Stabat Mater (1877) Antonín Dvořák rinunciò ad elementi teatrali o operistici, e quasi completamente anche a quelli storicistici, utilizzando perlopiù il proprio collaudato linguaggio sinfonico. Infatti: pare proprio che, a prescindere dai gravi lutti familiari che travolsero l’autore nel periodo in cui compose questo Stabat Mater, l’intento liturgico sia stato quasi un pretesto per mettere in piedi una grande composizione sinfonica, impregnata fra l’altro, qua e là, delle tonalità e delle allusioni boeme così caratteristiche di Dvořák.

I professori dell'orchestra si preparano al concerto all'ingresso della cattedrale.

I musicisti dell’orchestra si preparano al concerto girellando e suonando all’ingresso della cattedrale.

L’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, diretta da Hartmut Haenchen, ha fornito una prova convincente fin da subito, in quelle ottave inquietanti che aggallano dal nulla nell’inizio di questo Stabat Mater il cui primo brano, che chiama ad esibirsi con l’orchestra sia il coro che i quattro solisti, dura per un tempo infinito (all’incirca una facciata di LP) e mostra tutta la sua essenza sinfonica. Ma anche nei momenti gloriosi di questo dramma liturgico, quando gli ottoni si esprimono appieno, l’orchestra ci fa proprio la sua figura.

Il coro invece viene dalla Slovenia, si tratta del Coro da Camera Sloveno sotto la direzione di Martina Batič. Una performance convincente, sia nei delicati piano e pianissimo, sia nelle prorompenze degli Amen finali. E poi, finalmente, un coro in cui le parti maschili si fanno sentire a dovere, senza essere sistematicamente sovrastate dai contralti e dai soprani.

Il direttore e i solisti ricevono gli applausi del pubblico insieme all'orchestra e al coro

Il direttore e i solisti ricevono gli applausi del pubblico insieme all’orchestra e al coro. Da sinistra a destra: Hartmut Haenchen, Sabina von Walther, Bettina Ranch, Dominik Wortig e Alejandro Marco-Buhrmester.

E i solisti? Un quartetto formidabile ed affiatato. Anche se la mezzo-soprano è stata sostituita per indisponibilità della titolare, la nuova venuta Bettina Ranch, nonostante l’evidente apprensione, ha figurato benissimo, con una voce possente ed espressiva, dimostrando anche un notevole affiatamento nei quartetti. Verrebbe voglia di vederla in scena in un’Opera. La soprano Sabina von Walther si è calata totalmente nella parte della madre dolorosa che piange il figlio morto sulla croce, ed ha saputo cantare dei passaggi davvero emozionanti con la sua voce delicata e pur possente. Anche a lei un plauso sia per le parti solistiche che per quelle di duetto e d’insieme. Il tenore Dominik Wortig e il basso Alejandro Marco-Buhrmester hanno contribuito a una prova d’insieme assolutamente soddisfacente. In particolare sono state apprezzate le loro voci calde ed espressive e, ancora una volta, lo straordinario affiatamento con gli altri solisti e con il direttore. Forse non è un caso che dopo il concerto se ne siano andati a cena insieme loro cinque, anche se il primo tentativo in Via Santa Maria andò fallito perché si sa, trovare un ristorante che sia disposto a darti da mangiare alle undici di sera, anche se siamo di sabato, a Pisa non è che sia poi così scontato…

Orchestra e Coro hanno lavorato molto bene insieme

Orchestra e Coro hanno lavorato molto bene insieme.

Un finale di questa rassegna Anima Mundi 2014 davvero ben riuscito, apprezzatissimo dal pubblico che ha richiamato sul palco il direttore e i solisti innumerevoli volte per inondarli di applausi, e particolarmente lodevole per aver portato a questo pubblico affezionato un capolavoro che a dire il vero non capita tanto spesso di veder rappresentato. Arrivederci alla prossima edizione 2015. Intanto, per non perdersi d’animo, ci sono da seguire la stagione dei concerti della Normale, la stagione lirica, e chissà quante altre occasioni per sentire della buona musica e dei buoni interpreti a Pisa. Appuntamento al Teatro Verdi l’11 ottobre per l’inaugurazione della stagione lirica con il Don Giovanni di Mozart. La dotta e piacevolissima presentazione di quest’opera, lo scorso venerdì 26 settembre in teatro, ha fatto venire l’acquolina in bocca, tanto lo spettacolo si annuncia succoso.

 

Dopo il concerto è piacevolissimo indugiare facendo due passi in piazza del duomo

Dopo il concerto è piacevolissimo indugiare facendo due passi in piazza del duomo.

 

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