Pubblicato da: miclischi | 22 giugno 2014

I racconti di Serge Pey: la poesia scioglie i nodi del pensiero

Uscito nel 2014

Uscito nel 2014

Primavera 2014. E’ quasi impossibile aggirarsi per i locali della libreria Actes Sud di Arles, una delle librerie più belle del mondo, senza venire catturati da questo o quel libro, o disco, e innamorarsene. E così, fra le altre, attira lo sguardo la copertina optical di un libro di Serge Pey, con i suoi triangoli di varia forma a coprire tutto lo spazio disponibile  e anche oltre (come nel celebre compito della Professoressa Mancuso in prima media, dopo il quale ella laconicamente decretò: Tu non sai disegnare!). Ma qui i triangoli sono solo di quattro colori: giallo, magenta, nero e grigio, nella grafica di David Pearson.

Ma non è solo la copertina che cattura il lettore: qualche brano letto qua e là, l’incipit, l’inizio dei capitoletti, insomma, un fascino irresistibile che trasuda dalle pagine di questo La Boîte aux lettres du cimetière .

C’è la saga familiare, c’è la filosofia delle piccole cose, ma anche l’estrema forza delle idee e degli ideali. Il rispetto totale dell’esperienza e del valore dei genitori, e la natura che tutto domina. Ci sono le storie dei resistenti spagnoli e quelle degli studenti nella scuola autogestita, ma c’è soprattutto, sempre, la poesia. Tanto che certi paragrafi bisogna leggerli e rileggerli parecchie volte, perché la loro musica entri benebene nelle orecchie e nel cuore.

Del resto… La poésie doit être simple. elle défait les noeuds de la pensée. E ancora: … la poésie ne sert pas à être comprise, mais à comprendre.

Dal sito web di Serge Pey

Dal sito web di Serge Pey

Trentatré piccoli racconti, brevi o brevissimi, carichi di simboli, densi di significati, fitti fitti di memorie e di idee espresse con la chiarezza di chi non esita a schierarsi con fermezza. Raccontati con poesia, con tenerezza, a volte con un velo di nostalgia. A far da cornice (il primo e l’ultimo racconto), la porta della casa. Inizia tutto da lì, e tutto lì finisce, con la sepoltura della porta.

Souvent, une porte fermée nous fait oublier qu’elle possède toujours une clé. La vérité n’est jamais évidente. Il faut calculer sa simplicité qui crève tellement les yeux qu’on ne la voit pas. C’est pour cette raison que l’on complique le chemin qui mène à elle.

Toute porte est une politesse entre le dedans et le dehors d’un homme.

Serge Pey poeta e performer, recita, agisce, interagisce rumoreggia, convince, esige attenzione, spiega e rispiega con linguaggio chiaro e pur ricco. Ecco, questo suo intento di poeta d’azione lo si ritrova chiarissimo anche in queste pagine di prosa. Riga dopo riga dopo riga, pagina dopo pagina dopo pagina dopo pagina, si viene avvolti da questo raccontare fatto d’emozioni, di sensazioni, di poesia insomma, e se ne rimane davvero stregati.

Cet art d’occasionner des changements en accord avec la volonté et le maniement des forces secrètes appartenait à l’efficacité symbolique de la poésie.

Papa avait décidé que les chiottes étaient un lieu de récitation et que c’était là que nous devions apprendre nos poèmes. Il n’y avait pas mieux que la merde pour cela, disait-il. La poésie aime la merde.

On le sait, un grillon ne vit pas longtemps, mais l’immortalité se transmet come une maladie contagieuse.

Una ricerca su Youtube rivelerà innumerevoli video con performance del poeta attivista. Un bel video si trova anche su Vimeo.

Una bella scoperta, un autore tutto da esplorare, un libro splendidamente curato nella veste grafica, tipografica, editoriale; un’altra dimostrazione dell’efficacia di una libreria di qualità.

Serge Pey: La Boîte aux lettres du cimetière – Edizioni Zulma, 2014. 208 pagine, 17 Euro.

Poeta e performer

Poeta e performer

 

 

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