Pubblicato da: miclischi | 27 maggio 2014

Lettere alla vicina: il romanzo involontario di Marcel Proust

Uscito nel 2013

Uscito nel 2013

Che Marcel Proust fosse un tipino difficile si sapeva. Ipocondriaco, scontroso, sempre affetto da innumerevoli disagi, malori, ubbie, fisime. E se ci fosse stato bisogno di una conferma, eccola qui. Due dozzine di lettere scritte dal grande nullafacente alla vicina del piano di sopra. Erano vicini di casa ma, pare, non si incontrarono mai. Ma le lettere sì! In quel tempo nel quale, come si è letto e riletto nella Recherche, quando al Nostro gli veniva voglia di mandare (si direbbe oggi) un SMS, spediva un telegramma, figuriamosi le lettere, e le lettere alla vicina del piano di sopra!

Questa piccola collezione letteraria (!) è un piccolo gioiellino narrativo nel quale si trovano, tutte mescolate fra loro, una grande galanteria e infiorettatura della scrittura, una quasi perenne autocommiserazione, numerose espressioni di apprezzamento per le doti letterarie  e umane della vicina, ma anche qualche moto di stizza (parecchi) per gli intollerabili rumori che vengono dal piano di sopra (dove si trovava lo studio di dentista del marito americano della signora Marie Williams, mentre l’abitazione si trovava al piano ancora più su). Idraulici e imbianchini sono dipinti come i torturatori del povero scrittore, mentre i vicini del piano di sopra sono colpevoli, colpevolissimi, di non imporre ai lavoranti degli orari compatibili con le sue personalissime esigenze.

La vicina (Marie Williams)

La vicina (Marie Williams)

L’impossibilità di condurre una vita normale, che gli impediva di uscire a trovare un amico se non aveva prima rispettato un rigido regime di sonno, riposo e tranquillità; ma anche la frequentissima impossibilità di dormire, nonché di lavorare, pone qualche dubbio su come facesse Proust, proprio in quel periodo (siamo a cavallo della prima guerra mondiale) a scrivere il secondo volume della Recherche.

Ma tant’è. Come sottolinea il curatore di questa raccolta (Jean-Ives Tadié) nel lungo saggio introduttivo, leggendo questa sequenza di lettere senza risposta (solo quelle scritte da Proust sono state conservate, quelle che riceveva, apparentemente, no) sembra quasi di leggere un romanzo.

Poche pagine, insolito formato quaderno, lettura a tratti avvincente, poche ma significative fotografie di corredo, carta di qualità da accarezzare con infinito piacere: questa edizione della Nrf è proprio una piacevole sorpresa.

Marcel Proust, Lettres à sa voisine – Édition d’Estelle Gaudry et Jean-Yves Tadié. Avant-propos de Jean-Yves Tadié – Collection Blanche, Gallimard, 2013.

102, boulevard Haussmann

102, boulevard Haussmann

 

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