Pubblicato da: miclischi | 20 febbraio 2014

Grotta Giusti: stare bene sott’acqua e sotto terra

Sott'acqua e sotto terra

Sott’acqua e sotto terra

La Grotta Giusti a Monsummano Terme: un antro situato sotto a un grande albergo termale. Nella grotta un laghetto, e dal laghetto le diramazioni che scendono sottoterra. E sott’acqua.

Detta così, andarsi a immergere in quelle acque sotterranee sembra una cosa da pazzi. Cunicoli stretti, passaggi in cui è frequente rimanere incastrati; la dipendenza totale dalla luce delle torce e, soprattutto, dalle guide.

Ma se tutta l’operazione è gestita con grande professionalità, se le guide sono preparatissime e rassicuranti, allora se ne può ragionare.

Si arriva alla grotta Giusti alle sei del pomeriggio, e se ne uscirà dopo le dieci di sera. Infatti lo staff del diving che accoglie i sub si dedica alla preparazione dell’immersione con grande cura. Più che un tradizionale briefing, viene svolta una vera e propria lezione. Lo staff illustra nel dettaglio le caratteristiche dell’immersione, ma anche dell’ambiente. Un ambiente chiuso e sotterraneo, si sa, nasce per creare ansia. Per questo viene dedicata una parte consistente della preparazione ad esercizi di tecniche respiratorie. Ma l’elemento più tranquillizzante di tutti, di sicuro, è la temperatura dell’acqua. Si tratta infatti si acqua termale con temperatura di oltre trenta gradi. Ed anche l’ambiente aereo è bello caldo, difatti ci si immerge senza muta. Senza muta ma anche senza pinne (si rischierebbe di alzare troppa sospensione). Si va sott’acqua con delle vecchie scarpe da ginnastica o dei calzari subacquei a stivaletto.

Sembra di essere sospesi a mezz'aria, ma siamo sott'acqua!

Sembra di essere sospesi a mezz’aria, ma siamo sott’acqua!

Già avvicinarsi al luogo dell’immersione è emozionante, con questa discesa nella grotta-cunicolo fino al laghetto.

Ogni sub è dotato di casco protettivo sul quale sono montate due torce, e il rapporto guide-visitatori è altissimo: ogni gruppo di quattro sub è guidato,assistito, tranquillizzato da due accompagnatori esperti.

Dopo la preparazione dell’attrezzatura si scende in acqua. Si fa una preparazione all’ambiente e all’inusuale modo di muoversi proprio lì sotto al laghetto, poi si scende nei cunicoli.

Si tratta per lo più di crepacci, spaccature nella roccia che si percorrono in orizzontale (ma il computer testimonierà che si scende fino a 15 metri di profondità) sotto la guida vigile degli accompagnatori. Ogni tanto si riemerge in superficie (non ci sono gas tossici e si può respirare liberamente).  Durante il percorso si possono osservare concrezioni subacquee ed aeree particolarissime, ed anche i curiosi “coni” delle stalagmiti subacquee.

 

Paesaggio speleologico subacqueo

Paesaggio speleologico subacqueo

A un certo punto si riemerge in una grotticella alla fine di un cunicolo subacqueo, si esce dall’acqua e ci si arrampica (bombola in spalla) in questo piccolo antro che si trova circa sessanta metri sotto al parcheggio dove abbiamo lasciato le macchine.  La guida spiega gli aspetti geologici più interessanti e poi suggerisce di spegnere tutte le torce. Si rimane al buio nel cuore della terra. La guida continua il suo racconto come se nulla fosse, e rassicura gli escursionisti spiegando che tutti gli accompagnatori si allenano periodicamente per ritrovare la via dell’uscita anche senza usare le torce o senza seguire la sagola che percorre tutti i cunicoli. Una situazione potenzialmente molto ansiogena. Eppure, questo ambiente surriscaldato e umido avvolge e conforta. La voce suadente della guida accompagna i pensieri che viaggiano veloci nella mente. Una sensazione incredibile di rilassamento e di benessere. Si vorrebbe che non finisse mail quel soggiorno sottoterra. Ma, gradualmente, si riaccendono le luci e si comincia il cammino per tornare alla base. Molto gradatamente. proprio come quando si ricominciano a muovere debolmente le dita delle mani alla fine di un esercizio di rilassamento muscolare e mentale.

La preparazione dell'attrezzatura

La preparazione dell’attrezzatura

Quando si torna al laghetto per uscire dall’acqua, tutti esitano. Ma come, è già finita l’escursione? Siamo rimasti in acqua quasi un’ora e mezzo; ma si vorrebbe restare ancora, non ci si vorrebbe staccare da quel calore amniotico così confortevole.

Un’esperienza di sicuro diversa da qualsiasi altra immersione si possa aver fatto in qualsiasi altro luogo. Un fascino irresistibile.

Per la cronaca 1: Per immergersi nella Grotta Giusti bisogna contattare il Diving (i contatti si trovano qui).

Per la cronaca 2: Le foto subacquee qui riprodotte sono state scattate con una Nikonos V e obiettivo NIkkor 15 mm. I due album con le foto dell’immersione di trovano qui e qui. Alcune foto scattate con la Nikonos III e il 35 mm durante un’immersione del 1985 nella stessa grotta  si trovano qui.

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