Pubblicato da: miclischi | 30 gennaio 2014

Rollei e Minox: due piccole grandi a confronto

Due piccole tascabili di qualità

Due piccole tascabili di qualità

Macchine fotografiche di qualità: prima si pensava che fosse possibile ottenere buone foto solo con il grande formato, poi il medio formato con la pellicola 120 e il primato della Rolleiflex; poi arrivarono le Leica, le Contax, e infine le giapponesi che portarono alla ribalta il formato 35 mm. Ma la rincorsa alla riduzione nella dimensione degli apparecchi mantenendo alta la qualità non si è mai arrestata.

Ecco quindi, a metà degli anni ’60, proprio la Rollei, la casa produttrice della regina delle 6×6, lanciare sul mercato un apparecchietto 35 mm formato pieno di grande portabilità, con ottica di qualità e tutti i comandi manuali che si trovano anche sui modelli maggiori. Era la Rollei 35. Una macchina fotografica grande pressappoco come un pacchetto di sigarette, prodotta a partire dal 1966 e fino al 1971 in Germania, mentre i modelli successivi sono Made in Singapore.

Il ficus di Villa Trabia a Palermo fotografato con la Minox 35

Il ficus di Villa Trabia a Palermo fotografato con la Minox 35

Un cammino inverso fu seguito invece dalla Minox, leader nella produzione di micro-camere per pellicola da 11 mm. Nel 1974 arriva la Minox 35, che fu prodotta in innumerevoli modelli fino all’inizio del nuovo millennio.

Le due macchinette qui presentate fanno parte entrambe delle prime, rispettive, serie: la cosiddetta Rollei 35 Original e la Minox 35 EL.

Le differenze sono notevoli già all’apparenza. La Rollei è pesante e metallica, mentre la Minox è leggera e plasticosa (anche se le dimensioni sono simili, si tratta di una bella differenza di peso: si va dai 190 grammi della Minox ai 370 della Rollei: quasi il doppio!). Ovviamente la corazza di metallo dà una sensazione di superiore resistenza per la Rollei, e infatti viene da domandarsi se la Minox avrebbe sopravvissuto alle numerose ammaccature visibili sulla Rollei. Altro elemento di solidità a favore della Rollei: se da un lato l’obiettivo non è protetto dal coperchio (è di tipo estraibile come nelle prime Leica), il coperchietto stile “ponte levatoio” della Minox aggiunge un elemento di fragilità quando la macchina è aperta.

Il punto di vista del fotografo che sua la Rollei

Il punto di vista del fotografo che usa la Rollei

Ma le differenze si fanno più evidenti nello scattare qualche rullo con queste due piccole meraviglie. La Rollei ha tutti i comandi completamente manuali, e l’esposimetro fornisce solo informazioni (nel quadrante sulla parte superiore dell’apparecchio) che poi starà al fotografo interpretare. Oltre all’impostazione della sensibilità pellicola, si ha il total controllo sulla triade di impostazioni: distanza, tempo e diaframma. I tre comandi sono ergonomicamente ben studiati sia per la manipolazione che per la visibilità da parte del fotografo. Guardando dall’alto si vedono chiaramente in un colpo d’occhio i valori impostati sulla ghiera dei tempi e su quella dei diaframmi, oltre alla distanza e alla lettura dell’esposimetro. All’atto pratico, inoltre, le tre regolazioni sono molto facilmente accessibili e manipolabili nonostante le ridotte dimensioni della macchina.

Il punto di vista di chi fotografa con la Minox

Il punto di vista del fotografo che usa la Minox

Un po’meno user-friendly la Minox. Ilo fotografo può solo impostare la distanza e il diaframma (oltre alla sensibilità della pellicola), mentre per sapere quale tempo ha scelto l’esposimetro bisogna guardare nel mirino. Qui un indicatore spiegherà quale è il tempo utilizzato, se compreso nell’intervallo fra 1/30 e 1/500, oppure informerà che la foto sarà “probabilmente” sottoesposta o sovraesposta. E il problema non si ferma qui. Anche ammesso che al fotografo possa andar bene una macchina automatica a priorità di diaframmi invece che una completamente manuale, nel caso che uno, dopo aver letto nel mirino, volesse cambiare il diaframma, si scopre che la ghiera dell’apertura è di ergonomia vicina a zero: piccola, con la zigrinatura molto fine, si può manovrare solo con la punta delle dita, e insomma non è per niente pratica.

Dal punto di vista delle specifiche tecniche la Rollei è dotata di obiettivo Carl Zeiss Tessar 3,5/40mm, mentre la Minox monta un Color Minotar 35mm / f2.8. Entrambe le macchine hanno la filettatura per lo scatto flessibile ma nessuna delle due ha l’autoscatto.  A proposito di scatto: quello della Minox è estremamente sensibile e bisogna stare attenti a non premerlo accidentalmente. Nella Rollei sia il contatto caldo che il contascatti e la manovella del riavvolgimento si trovano sul bordo inferiore, mentre nella Minox sono posizionati tradizionalmente. Il trascinamento nella Rollei si fa verso sinistra (infatti la pellicola è montata a destra e le immagini nel negativo appariranno “sottosopra”). Nella Minox la leva richiede due movimenti consecutivi per il trascinamento, e bisogna ricordarsene, per evitare sovrapposizioni fra i fotogrammi.

A Matera con la Rollei 35

A Matera con la Rollei 35

E le foto? Dopo alcuni rulli di prova si può confermare che in entrambi i casi si tratta di macchine di qualità, tanto che vale la pena portarsene sempre una in borsa, o in macchina. Tanto non prendono spazio. Le prove in varie condizioni di stagione e di illuminazione, anche in interni, e con diverse pellicole, hanno prodotto risultati davvero soddisfacenti.

Certo è che nell’usare la Minox il fotografo si sente un po’ tagliato fuori dalle decisioni prese in totale autonomia dall’automatismo della macchina, mentre con la Rollei il controllo è totale. Ma è anche vero che la Minox raramente sgarra (a patto di evitare situazioni di illuminazione molto sbilanciata) e oltretutto è anche molto più leggera.

Insomma non è facile scegliere, anche se certo d’istinto verrebbe da scegliere la Rollei. Inoltre, la focale, se pur simile, è leggermente più lunga (40mm invece dei 35 della Minox) e anche questo può influire sulla scelta. Alla fine, via, quello che fa decidere è più che altro il peso, specie se il fotografo deve spostarsi soprattutto a piedi e portarsi tutto in spalla.

Per la cronaca 1: Un confronto abbastanza accurato fra le due macchine si trova anche qui.

Per la cronaca 2: Una pagina che descrive tutte le varianti nelle varie versioni della Rollei si trova qui. Le varie versioni della Minox invece sono qui.

Per la cronaca 3Il manuale della Minox 35 EL si trova qui, mentre quello della Rollei 35 è qui.

Per la cronaca 4: sula raccolta web di Picasa ci sono parecchi album di foto scattate con questi due apparecchi.

Qui sotto ci sono alcune foto scattate allo stesso soggetto con le due macchine. La pellicola è in entrambi i casi una Kodax Tri-X Pan 400 sviluppata contemporaneamente con Ilford Microphen in soluzione stock e lo scanner è un Epson Perfection Photo V600.

Scatti a confronto

Scatti a confronto

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