Pubblicato da: miclischi | 25 gennaio 2014

Gino Riccio: storie di ordinaria crisi

Uscito alla fine del 2013

Uscito alla fine del 2013

Madrid: Santiago Hernandez, un consulente finanziario sulla cinquantina, si scopre all’improvviso schiacciato dalla carriera, dalla famiglia, dal conformismo. Fa la famosa botta, si ribella a tutto e tutti e cerca una nuova vita, una vita vera.

Ogni crisi che viviamo è sicuramente una gran rottura di palle ma, nel momento in cui siamo disposti a metterci in discussione, può essere anche una irripetibile occasione di crescita e rifondazione della nostra vita.

Un tema poco originale; eppure il libro Da 400 a 40 dell’esordiente Gino Riccio risulta tutt’altro che banale. Il trucco c’è e si vede: nel narrare una storia di ordinaria crisi personale (fra l’altro ambientata nel bel mezzo della crisi economica mondiale di inizio secolo) l’autore usa uno stile volutamente anti-narrativo. Nelle componenti descrittive del libro, infatti, ma anche in quelle narrative, l’autore scrive come se redigesse una relazione tecnica da presentare al Consiglio d’Amministrazione dell’Azienda, o un opuscolo per proporre investimenti finanziari ai suoi clienti. Una tecnica che riesce nell’intento di stupire e di avvincere.

Per rafforzare questa ossessione descrittiva, questa prosa spezzata ed efficace ingolfata da numerosissimi aggettivi e avverbi, l’autore fa sfoggio di minuziosi ikeismi, che raggiungono il massimo nel dettagliare gli accoppiamenti del protagonista con questa o quella donna. L’aridità che il narratore scopre nella propria vita svuotata si trasla nella tecnica di scrittura, testimonianza agghiacciante di quanto i condizionamenti esterni abbiamo inciso a fondo su una persona che si vorrebbe sensibile, appassionata, umana.

L'amore ai tempi della crisi: uno dei temi della Maratona Imago 2012, e anche uno dei temi del libro di Gino Riccio

L’amore ai tempi della crisi: uno dei temi della Maratona Imago 2012, e anche uno dei temi del libro di Gino Riccio

Nei dialoghi del romanzo, invece, ritorna la morbidezza dell’umanità. Come a sottolineare che nelle situazioni narrate e descritte come parossistiche, squallide e inaridite, vivono tuttavia delle persone che conservano nel proprio intimo delle qualità, dei valori. Questa dicotomia persone/situazioni è uno dei perni del libro; e l’autore si compiace di ritrovarsi bambino, adolescente, ingenuo, genuino nei rapporti con le persone, nonostante il cinismo di cui è impregnato l’ambiente familiare e professionale nel quale, quasi senza accorgersene, è stato immerso fino al’improvviso risveglio.

Si tacerà dell’epilogo, delle piccole e grandi tragedie che feriscono il protagonista, e delle piccole grandi gioie che lo confortano. Varrà solo sottolineare che, prevedibilmente, l’autore sceglie di presentare un finale aperto; come a rappresentare che tutto può succedere, tutto può cambiare, anche nelle situazioni sclerotizzate e apparentemente immutabili.

Via, un buon esordio; ora ci si attende dall’autore una narrativa che, superata davvero la crisi, esprima appieno le sue qualità.

Pela cronaca 1Gino Riccio: Da 400 a 40Edizioni Grafica Elettronica, 2013. 256 pagine, 15 Euro. Con illustrazioni di Christophe Mouray.

Pela cronaca 2: Un lungo filmato con la presentazione del libro presso la sede della casa editrice si trova qui.

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