Pubblicato da: miclischi | 27 dicembre 2013

La saga di Razzino: cronache familiari toscane

Uscito nel 2013

Uscito nel 2013

Non è nuova, la casa editrice Il Foglio Letterario, a racconti dal sapore quasi epico di storie ultra-localistiche ambientate in Toscana; si ricordano l’epopea di Uliano, e in certa misura anche le vicende narrate dal Guantini.

Ma se la storia di Uliano aveva le forti connotazioni delle evoluzioni politiche nella comunità di un paesino toscano, e le storie del Guantini, decisamente centrate su Livorno, avevano anch’esse un forte sapore sociale, questa storia, o meglio saga, raccontata da David Bee, è proprio intimista, e fa raccontare in prima persona da un bimbetto di dieci anni quel che succede nella propria famiglia e nel proprio paesino di Chiesanuova.

E’ uscito nel 2013, questo romanzo, e l’editore ne ha fatto propaganda come si deve presso il suo stand al Pisa Book Festival; curioso tuttavia che non si trovi traccia di questo volume nel catalogo della casa editrice, e anche una ricerca su internet produca poco più che la pagina di ibs e il blog dell’autore (peraltro semivuoto) . Ma continuano i misteri: il risvolto non dice niente, ma proprio niente dell’autore, e per finire la bella copertina è attribuita a un indirizzo di email e non a un nome o a un’agenzia. Che sia una strategia sotterranea per propagandare il libro facendo finta che non esista? Chissà.

La storia si svolge ai giorni nostri: un fiume in piena di parole, pagine e pagine senza neanche un capoverso, narrate dal bambino-che-parla-come-un-adulto di ispirazione vagamente alla Peanuts, e che si perde di continuo in incisi e ribedoli, che dilatano a dismisura ogni singolo episodio narrato.

I bambini del libro ricordano un po' i Peanuts

I bambini del libro ricordano un po’ i Peanuts

Eppure, nonostante questo racconto fitto fitto, la storia presenta anche un discreto livello di avvincenza, per cui le pagine se ne vanno rapide e gioiosamente, nella curiosità di seguire le storie sbrindellate di questa famiglia numerosa (vivono nella casa di campagna anche tre nonni e  uno zio) e del paesino in cui tutti, ma proprio tutti, hanno un soprannome. Il Duro, Lapide, Scania, Sumo, Irma (il fratello del narratore), Siladò, Razzo e Razzino, appunto, tanto per citarne solo alcuni.

Ci sono i rapporti gioiosi ma complicati con i familiari: il fratello più grande e la sorella più piccola, la mamma siciliana e il babbo ingegnere; il nonno agricoltore e le nonne sempre indaffarate in casa; lo zio disturbato mentalmente e lo zio che riappare all’improvviso dal nulla… e poi i paesani, i compagni di scuola, il prete; i luoghi: il campo di calcio, la sala parrocchiale, il bar in piazza…e il non-luogo straordinario che si materializza come dal nulla in un campo fuori casa: un autobus abbandonato (da cui la copertina).

Ci sono un sacco di spunti piacevolissimi in questa storia, nella quale succede soprattutto la quotidianità della vita familiare. Eppure quell’autobus, con il suo strano abitante, quell’alone magico e fantastico che lo circonda… via giù, alla fine questa lettura è proprio un piacere. Una conferma che al Foglio riescono a trovare sempre nuovi autori convincenti. Arrivederci al prossimo Book Festival!

David Bee: La saga di Razzino . Edizioni Il Foglio Letterario, 2013 (collana Narrativa).210 pagine, 14 Euro.


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