Pubblicato da: miclischi | 9 dicembre 2013

L’aldilà di Matthias Politycki: vedere dentro di sé l’impronta del fato

Uscito in Italia nel 2013

Uscito in Italia nel 2013

Scriveva Cippi Pitschen – era il 1994 – nella postfazione della sua traduzione e dei suoi commenti al Libro dei mutamenti (I Ching):

… la miriade di possibili mutamenti nella quotidiana condizione umana sfugge al reale e si perde nell’infinito.

E ancora, a proposito del proprio personale approccio:

… ho indossato l’abito del libro dei mutamenti per guardarmi allo specchio di me stesso, per vedere dentro di me l’impronta del fato, per guardare in faccia le mie debolezze, le mie forze, e cercar di capire se ancora c’è spazio per un passo in avanti. 

Il Romanzo Breve di Matthias Politycki dal titolo Racconto dell’aldilà, pubblicato in Italia nel 2013 dall’editore CartaCanta nella traduzione di Giovanni Nadiani, ruota proprio tutto attorno alle atmosfere che emergono dalla lettura e dallo studio del Libro dei mutamenti, e ne rappresentano una straordinaria parabola. Atmosfere che già vengono trasmesse dall’indovinatissima copertina di  Oblique Studio con illustrazioni di Elena Miele.

Ecco alcune caratteristiche peculiari di questo romanzo sui generis che cattura il lettore con le sue atmosfere e le sue profondità:

1. Questa storia, dall’ambientazione quasi teatrale, si svolge tutta in una stanza, il salotto-studio di una coppia di accademici berlinesi, studiosi di cinese antico. Ma la lettura dei testi, i ricordi, i sogni, proiettano i personaggi in potentissimi flash spazio-temporali nelle loro vite vissute o immaginate. Ci sono le ore battute dal campanile della chiesa del quartiere, ma soprattutto il tempo è scandito dal muoversi delle luci e delle ombre sul parquet della stanza.

2. L’incontro improbabile fra queste due persone diversissime avviene grazie alla condivisione di un’immagine precisa e vivida: quella della morte dopo la morte, il doppio abisso dell’esagramma numero 29 (siamo sempre nel Libro dei mutamenti) che Cippi Piteschen tradusse come Acqua profonda. Anche se i due personaggi, il marito e la moglie, la pensano diversamente sulla morte e quel che ne segue, quell’istante di intensa condivisione giustifica ai loro occhi la necessità di passare la vita insieme.

La cosiddetta "terza versione" dell'Isola dei morti

La cosiddetta “terza versione” dell’Isola dei morti di Arnold Böcklin , esposta a Berlino

3. Questa ossessione per l’acqua profonda del lago post-mortem da parte di Doro, la moglie, ha anche un volto: lo ritrova nel dipinto L’isola dei morti  (Die Toteninsel) di Arnold Böcklin, una delle cui versioni dipinte dall’autore si trova proprio a Berlino, dove si svolge la storia. Un dipinto simbolico: un altro simbolo che affolla questa storia piena di immagini allo specchio, allegorie, immaginazioni.

4. La vita, la morte. La morte oltre la morte, la vita come avrebbe potuto essere, ma come è stata. Rimesta nel pentolone di questi concetti, Politycki, e lo fa attraverso le riflessioni dell’anziano studioso, o i suoi scritti giovanili, le annotazioni della moglie, le accuse, le recriminazioni, i rimorsi… Riesce benissimo all’autore, questa immedesimazione delle idee con i fatti, di passato, presente, immaginario.  E se la narrazione dei fatti ha come fulcro la storia coniugale con le sue forze e le sue debolezze, lo spettro di argomenti e di idee che si accumulano in quel salotto nello spazio di un pomeriggio è infinito e mutevole.

5. Uno degli elementi fortemente simbolici del racconto è legato alla vista del marito. Miopissimo, quasi cieco, a un certo punto decide di farsi operare e riacquista completamente la vista. Questa nuova possibilità di vedere gli cambia la vita; si comporta diversamente, ha bisogno di nuovi stimoli, ricerca nuove compagnie, comincia a bere, cambia la prospettiva verso tutto e tutti, compresa la propria vita coniugale.  Vedere o non vedere; vedere con gli occhi e vedere senza gli occhi: sembrano proprio tematiche rielaborate dal libro dei mutamenti…

L'esagramma numero 29

L’esagram-ma numero 29

6. I mutamenti. Nel racconto una delle operazioni narrative meglio riuscite all’autore è la descrizione minuziosa di tutto quel che cambia nel presente, ma anche nelle vite dei personaggi; nello studio del professore cambiano con il passare delle ore gli atteggiamenti, i pensieri, gli stati d’animo del marito; il corpo della moglie, la luce sul pavimento… fino all’epilogo che, naturalmente, rimane aperto.

… questo è l’insegnamento dell’I Ching, non bisogna mai fermarsi a un segno. Ci si deve sottomettere al movimento delle cose nel loro cangiare, per poter diventare un altro da sé nel flusso del divenire.

7. Infatti alla fine del libro, in un ultimo breve capitolo, la storia ricomincia dall’inizio. Cosa è successo davvero? Cosa avrebbe potuto succedere? Davvero quel che viene raccontato rispecchia fedelmente quel che è successo? Che cos’è la fedeltà? che cos’è la fedeltà del racconto, la fedeltà in una relazione coniugale, la fedeltà a un’idea?

8. Su tutto: il fato. Davvero quel che succede dipende dalla nostra volontà? Oppure: come può la nostra volontà non piegarsi al fato?

Grande racconto, grande potenza. E grande rievocazione del primo lavoro di traduzione dal cinese antico di Cippi Pitschen. Si concluda quindi con il suo commento all’esagramma numero 61 (Fiducia interiore), la risposta che Doro, la moglie, ha ottenuto l’ultima volta che ha consultato  I Ching:

il vento d’uragano / non smuove le montagne, / e solo danno porta alla pianura, / ma una fragile vela opposta al vento / da sola può far avanzare la barca.  / il saggio si apre e cede / a forze superiori / per conoscere in pieno / la verità di sé. / vastità d’emozioni, / da profondo dolore a gioia suprema, / porta l’introspezione, / porta la verità interiore: / il saggio sa / e muove giusti passi / solo per giusti scopi. / non usa l’altrui aiuto / con ambizione, / ed evita rimorsi; / avanza con virtù, nudo di pregiudizi, / e non commette errori. / il saggio sa / che soltanto la forza / della sua verità / l’allontana dal caos, / e in armonia d’introspezione / scambia giuste energie / e sale al beneficio.

Il libro dei mutamenti: la copertina della versione cippiana

Il libro dei mutamenti: la copertina della versione cippiana

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Responses

  1. Ciao sono Elena Miele, ti ringrazio molto per aver parlato della copertina.
    Sono sempre tutti concentrati sul libro! Ciao


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